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FAMIGLIA NOVECENTO - Incontro con PAUL GINSBORG

Libreria Rinascita Piazza Roma, 7, Ascoli Piceno AP, Italia
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Con il patrocinio del Comune di Ascoli Piceno e Dell'ISML (Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche).

Introduce Prof Sergio Labate (Università di Macerata)
Incontro e dibattito con l'autore Paul GINSBORG

IL LIBRO: Secolo di inimmaginabile violenza e di altrettanto straordinarie rivoluzioni, il Novecento è stato oggetto di analisi storiche di ogni tipo, condotte dalle più varie prospettive. Eppure, fino a oggi, mancava un’analisi che avesse al centro le famiglie, condannate a restare – così sembrava – fuori campo, o tutt’al più sullo sfondo, relegate al ruolo di sfocate comparse.
Con questo libro unico e avvincente Paul Ginsborg s’impegna a colmare questo vuoto, e ci consegna un’analisi complessa e stratificata (ma al contempo eccezionalmente chiara) della storia del XX secolo, dei suoi grandi regimi e delle sue grandi rivoluzioni, osservata attraverso la lente della vita delle famiglie.

Dedicando ampio spazio non solo alla politica sociale (ossia alle iniziative riguardanti le famiglie intraprese dagli Stati), ma anche alla politica della famiglia, e dunque alla posizione occupata dalle famiglie nella vita sociale e politica dello Stato nazione, Ginsborg fonda il suo studio su un metodo comparativo. A essere presi in esame sono cinque Stati nazione, tutti protagonisti, nella prima metà del Novecento, di una drammatica transizione: la Russia all’epoca del passaggio dall’Impero all’Unione Sovietica; la Turchia nella fase di transizione dall’Impero ottomano in decadenza alla moderna Repubblica; l’Italia nel passaggio dal liberalismo debole al fascismo rampante, la Spagna prima, durante e dopo la guerra civile, la Germania dal fallimento della Repubblica di Weimar allo Stato nazionalsocialista.

A fare da sfondo, in questo caso, sono i grandi avvenimenti storici: le guerre mondiali, le rivoluzioni, le dittature. Per raccontarcele, Ginsborg si concentra in ciascun capitolo su una storia individuale, le vicende biografiche di personaggi che abbiano dato voce a riflessioni e proposte originali sul tema della famiglia, o la cui famiglia di origine possegga caratteristiche di particolare interesse.
E dunque, per parlarci della Russia, racconta la storia di Aleksandra Kollontaj, unica donna commissario nel governo rivoluzionario di Lenin; per la Turchia sceglie la scrittrice nazionalista Halide Edib, per l’Italia il futurista Filippo Tommaso Marinetti, la coraggiosa femminista Margarita Nelken per la Spagna, e infine Goebbels, che elevò la propria famiglia ad archetipo nazista, diventa protagonista nella narrazione della Germania. Accanto a loro, Ginsborg ricostruisce e mette a confronto i profili dei grandi dittatori - Stalin, Atatürk, Mussolini, Franco, Hitler – e di altri personaggi dell’epoca che diedero un contributo rilevante alla concezione di famiglia (uno su tutti: Gramsci).

Intorno a queste figure eccezionali, Ginsborg ricompone l’affresco delle famiglie «normali», che si trovarono all’improvviso faccia a faccia con il pericolo. I temi classici della vita famigliare - struttura e dimensione delle famiglie, modelli matrimoniali, credo religioso, quotidianità, differenze di genere – orientano la descrizione e la comparazione delle condizioni di vita delle diverse fasce della popolazione all’interno dei singoli Stati, di cui lo studio non tralascia (grazie alla collaborazione di Giambattista Salinari) gli aspetti prettamente demografici.

Colpisce scoprire che ogni regime, indipendentemente dall’ideologia che ne costituiva l’anima, sembrava agire nei confronti delle famiglie su una storta di doppio binario: da una parte la distruzione, la repressione, lo sterminio di una minoranza di famiglie per motivi etnici, razziali, nazionalisti, di classe, religiosi, politici; dall’altra la tutela di una maggioranza di famiglie riconosciute come parte integrante della comunità nazionale e popolare, appoggiate e sostenute nella loro quotidianità, educate all’igiene, ricompensate per la loro fertilità, alfabetizzate e preparate alla guerra. In realtà, dietro la facciata delle famiglie che celebravano festanti i rituali del regime si nascondeva una profonda vena di sospetto e un’opera costante di sorveglianza e controllo: l’apparente serenità nei rapporti tra Stato e famiglie celava conflitti aspri e perenni.
E se da un lato le grandi dittature necessitavano di famiglie obbedienti, tradizionali e funzionali, dall’altro le spinte rivoluzionarie della prima metà del Novecento diedero vita a forme famigliari alternative (comuni, collettivi, comunità fondate sulla condivisione), tentativi di emancipazione femminile e «libero amore», non certo privi di contraddizioni ma comunque sorprendenti.

Ciò che la densa analisi di Ginsborg lascia emergere, alla fine, è che non solo gli intenti dello Stato contavano, ma anche gli intenti delle famiglie. Accanto alle storie di sterminio lo studioso ci consegna storie di lotta e di sopravvivenza, che ci mostrano una famiglia che è soggetto protagonista, e non meramente oggetto, della storia recente, capace di agire e di far sentire la propria forza anche quando il suo mondo sembra totalmente schiacciato dai regimi dittatoriali.

Arricchito da un imponente apparato iconografico - fotografie di vita quotidiana, ma anche rappresentazioni che della famiglia diedero gli artisti dell’epoca (da Gorky a Picasso a Sironi) - Famiglia Novecento restituisce alla vita famigliare, in tutta la sua ricchezza e complessità, il ruolo che le compete nella storia della prima metà del XX secolo. E ci offre una prospettiva assolutamente inedita (e di grande fascino) su uno dei periodi più convulsi del nostro passato.

Veniteci a trovare
il 16 maggio 2014

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