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MANUELA CIRINO | L’IMMAGINE NEGATA #2 | open/close

Galleria Milano Via Manin 13 - Via Turati 14, Milano, Italia
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MANUELA CIRINO

L’IMMAGINE NEGATA #2 open/close
A cura di Olga Gambari

Inaugurazione: martedì 13 Maggio 2014, ore 18,30
Periodo espositivo: fino a mercoledì 10 settembre 2014
Orari della Galleria: da martedì a sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00

Opere chiuse, altre opere aperte. Altre immagini, suggestioni e relazioni personali che nasceranno inaspettate e libere. Il progetto “L’immagine negata” di Manuela Cirino arriva a una sua ulteriore fase, un’ulteriore evoluzione vitale, che ragiona ancora sul tentativo di restituire identità all’opera attraverso lo sguardo degli altri.
Funziona così: si viene alla Galleria Milano e si osservano le sette “opere chiuse”, esposte nella prima stanza. Poi, in maniera empatica, ogni spettatore può scegliere la “sua”. Quindi si prenota e alla data concordata la si potrà ritirare e ospitare per un mese, trasformandola in “opera aperta”. Da lì inizierà la loro relazione, la loro storia personalissima e unica: l’opera esce, respira, si ambienta, dialoga. Sette opere in attesa, che aspettano di essere ospitate per rivelare il loro interno.
Una volta restituite alla Galleria, sarà organizzata un’esposizione con le opere aperte, insieme alle testimonianze raccolte nei taccuini di viaggio che le accompagnano.

L’invito in galleria per la mostra è quindi solo la prima fase del progetto “Immagine negata”, che poi si svolgerà pienamente nelle case e nella quotidianità, in un viaggio a tappe. La seconda stanza della galleria ospiterà le cinque opere “aperte”, risultato della mostra “L’immagine negata” alla Galleria Martano, tenutasi nell’aprile del 2012, accompagnate dai commenti, disegni e schizzi che documentano il viaggio con i loro fruitori, iniziato dopo essere state scelte e portate nelle loro abitazioni.

Manuela Cirino racconta un bisogno primario dell’arte e dell’artista contemporaneo, e insieme un diritto del pubblico. Viviamo immersi in una percezione visiva totalmente ambigua e assuefatta, che non distingue più un’immagine dall’altra: l’immagine dell’opera viene dunque negata sia per liberarne la potenzialità sia per porre l’attenzione sul suo contenuto, che richiede tempo e attenzione per rivelarsi. La partecipazione dello spettatore diviene indispensabile in questo processo di svelamento.
Di fronte a queste opere riservate si apre l’idea dello spazio nascosto, di un segreto prezioso che aspetta una relazione personale con noi. L’intimità di questo contatto rende il rapporto percettivo immediato.
La riflessione sulla perdita di contatto e relazione con il mondo fisico delle cose che la società contemporanea sta vivendo, spossessata dalla colonizzazione digitale, coinvolge anche la formalizzazione delle opere stesse di Cirino.
Le avanguardie novecentesche avevano messo in campo delle aperture all’immaginazione, risorse meravigliose e visionarie che coinvolgevano in prima persona lo spettatore. Esse stimolavano, suggerivano, invitavano ad una maggiore articolazione del pensiero che metteva in campo l’ipotesi del futuro, elevandosi dalla declinazione di un presente continuo come unica condizione temporale possibile.

Ciascuna delle opere in mostra viaggia insieme a un suo diario personale. Un luogo dove è possibile raccontare la propria relazione con l’opera stessa, testimoniarla, se e come meglio si crede.
Una proposta, un’offerta, non una richiesta.

Manuela Cirino vive e lavora a Novara. Oltre alla Galleria Martano di Torino, le sono state dedicate mostre alla Galleria Massimo Minini di Brescia, alla Galleria Ciocca Arte Contemporanea ed alla Galleria Valeria Belvedere di Milano, al Care Of di Cusano Milanino. Tra le collettive, ha esposto alla Galleria Il Vicolo di Genova e alla Mar & Partners Art Gallery di Torino; in ambito internazionale alla Galleria 101 di Ottawa e alla Stadtgalerie di Kiel.

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Opening: Tuesday, May 13th, 2014
Exhibition dates: May 14th – 10th September 2014
Opening hours: Tuesday to Saturday from 10 am to 1 pm and from 4 to 8 pm

Closed works, open works. Images, suggestions, personal relationships that will turn out to be unexpected and free. “The denied image”, a project by Manuela Cirino, enters a new phase, a vital evolution, again focused on the possibility of reconstructing the identity of an artwork through the eyes of others.
Here is how it works: the viewer comes to Galleria Milano and sees the seven “closed works”, exhibited in the first room. Then, he or she is encouraged to make an empathetic choice and pick “his” or “her” work. Subsequently, each viewer makes a reservation and, at the arranged date, collects the piece and gives it a home for an established time, turning it into an “open work”. From that moment, a relationship begins, a unique personal history: the artwork gets out, breathes, settles down, interacts. Seven pieces in stand-by, waiting to find a place, in order to reveal what they keep inside. Once they are returned to the gallery, a new exhibition will be held, with all the “open” works and the written accounts collected in the travel journals that come with each of them.
The invitation for the exhibit, therefore, is just the first stage of the “Denied image” project, which will later take place in the everyday intimacy of each house, in a journey full of stopovers. The second room in the gallery will show the five “open works” from the “Denied image” exhibition at Galleria Martano, held in April 2012, and the commentaries, drawings, sketches documenting the journey they embarked on together with their foster owners, who chose them and kept them in their homes.
Manuela Cirino tells us about a primary need of contemporary art and contemporary artists, which is also a public’s right. We live immersed in an ambiguous, listless visual perception, in which all images are alike: thus, access to the image of the artwork is denied, both to trigger its potential and to focus the attention on its subject matter, giving it the time and care it requires in order to reveal itself. The viewer’s participation, then, becomes an indispensable element in this revelation process.
Looking at these reserved artworks, we enter the realm of a hidden space, a precious secret waiting to establish a personal relationship with us. The intimacy of this encounter gives immediacy to such perceptive relation.
The reflection on the situation of contemporary society, its lack of contact and interaction with the physical world of things, the dematerializing colonization by the digital, permeates the very act of configuration of Cirino’s own works.
20th-Century avant-garde engaged with some breaks toward imagination, wonderful, visionary resources implicating the viewer as a person. They inspired, they suggested, they encouraged a more articulated way of thinking, through which a hypothesis of the Future was put into play, with a significant shift from the idea of a continuous present as the only conceivable dimension of time.
Each of the exhibited artworks travels together with its own personal diary. A place where it becomes possible to tell the experience of one’s own relationship with the work itself; to be witnesses of it, if and the ways one wishes to.
A proposal, an offer. Not a request.

Manuela Cirino lives and works in Novara. She had individual exhibitions at Galleria Martano in Turin, Galleria Minini in Brescia, Galleria Ciocca Arte Contemporanea and Galleria Valeria Belvedere in Milan, Care Of in Cusano Milanino. She also took part to group exhibitions at Galleria il Vicolo in Genoa and Mar & Partners Art Gallery in Turin. On an international level, she exhibited at Gallery 101 in Ottawa and Stadtgalerie in Kiel.




Galleria Milano

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il 13 maggio 2014

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