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Sciapò: LE 95 TESI @ Nostos Teatro di Aversa (+ festa di chiusura di Sciapò!)

Aversa Aversa CE, Italia
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Venerdì 9 maggio 2014 ore 21.00

SCIAPÒ | Rassegna di Teatro a Cappello
presenta presso il
NOSTOS TEATRO di Aversa

LE NOVANTACINQUE TESI – una storia di Lutero
uno spettacolo del TEATRO IN FABULA

INGRESSO LIBERO, USCITA A CAPPELLO!
(prenotazione vivamente consigliata!)
Info 3474509248

…E DOPO LO SPETTACOLO
FESTA DI CHIUSURA DI SCIAPÒ con tutte le nostre compagnie!

LE NOVANTACINQUE TESI
con Raffaele Ausiello, Eduardo Di Pietro, Alessandro Paschitto, Stefano Ferraro, Antonio Piccolo
progetto e regia Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo
liberamente tradito dai testi di John Osborne, Roland H. Bainton, Luther Blissett
una produzione Teatro In Fabula
organizzazione Paola Boccanfuso
foto di Tiziana Mastropasqua

SINOSSI | AUTORITRATTO: Salve. Sono Martino Lutero. Non sono mite come Erasmo. Soffro di stitichezza. Sono pallido e sudo come i maiali. Leggo le scritture e le interpreto. Sarò il protagonista di uno spettacolo sul potere. Sarò il cantore di una cronaca politica. Ho scelto l’azione dopo aver tentato la contemplazione. Sono cose che capitano. Chiedo asilo e conforto ai tedeschi per disarcionare il papa. Parlo come un santo e agisco come un ribelle. Sono specializzato in assalti frontali. Il mio fucile è il Nuovo testamento. Dio chiama senza preavviso e anche Satana. Non esiste mediazione. Ho preso moglie perché il clero è un’invenzione romana. Ho fatto figli perché il celibato è un’ingiustizia senza rimedio. Gioco ma dico cose serie. Cose di valore, perfino nel 2013. Dio è morto, ma non la preghiera! Nietzsche ha scritto: “ascolta cosa dice la mezzanotte profonda”. John Coltrane ha dichiarato: “L’Universo in cui viviamo, che ci è stato dato, è grande e bello”. Quanti guai ho combinato.

NOTE DI REGIA | Nel 2013 è facile sentir dire che le ideologie siano morte. È falso. Ce n’è una che ha trionfato e si chiama “mercato”. Si è imposta con un’abilità tale da farsi considerare una realtà di fatto, non una creazione e un artificio umani. Le sue leggi vengono scambiate per naturali e immutabili. Se ne dimentica l’arbitrarietà, tanto da impedire il pensiero di un’ideologia radicalmente alternativa. Il massimo a cui si aspira è un perfezionamento del sistema vigente. Quando Martino Lutero nasce nel 1483 (esattamente 530 anni fa) la Chiesa cristiana ha costruito in Europa un sistema enorme ed invasivo. Risquote tasse, amministra terreni, si avvale di servi della gleba, guida eserciti, incorona i sovrani, delega l’emanazione delle leggi, quando non l’emana direttamente. Ha il potere di scomunica dei sovrani, a cui le popolazioni credono sinceramente. Cosa più importante: a fronte del disgregamento del vecchio Sacro Romano Impero, la Chiesa mantiene la compattezza, è l’ultimo baluardo dell’unità europea. La Chiesa è sostanzialmente tutto il mondo conosciuto, uguale a se stesso da un millennio. Martino Lutero si affida sinceramente nelle mani della Chiesa, ma è ossessionato dall’osservanza delle regole. La corruzione dilagante nei piani alti dell’istituzione, ma anche la meschinità dei piccoli sacerdoti lo spingono ad una naturale, anche ingenua, ricerca di risposte. Ma come? Nessuno da anni pone più domande alla Chiesa. La Chiesa è il Mondo! Lui è solo un uomo. Ma l’ossessione di Martino è più forte della paura. Tanto più forte da fargli montare un inaspettato senso di ribellione, che lo fa soffrire fisicamente ancor prima che mentalmente. Tanto più forte da non saperne controllare le conseguenze… Le 95 tesi non è un’apologia di Martino Lutero. Non ne è una condanna.

NOSTOS TEATRO DI AVERSA
Viale Kennedy, Traversa Brodolini, 6, Aversa

Per prenotare chiamare al 3474509248

COS’È SCIAPÒ
Sciapò è una rassegna di teatro a cappello nata nel 2011 da un’idea di Domenico Santo per il Teatro Civico 14 di Caserta.
Fare cappello significa non pagare prima, ma dopo, e solo in base al gradimento dello spettacolo proposto.
Il cappello è nato nel 1500, con la COMMEDIA DELL’ARTE, quando per la prima volta nella storia dell’umanità, fare l’artista diventa un mestiere, con i cui guadagni si vive. Questa fu una vera e propria rivoluzione, sia artistica che socioeconomica: socioeconomica perché per la prima volta i commedianti non erano più chiamati a rispondere a un signore, ma dovevano farsi imprenditori diretti del proprio lavoro; artistica, per la strettissima interrelazione fra i guadagni del cappello e quello che si faceva in scena. Ogni attore sapeva che se avesse sbagliato una battuta sarebbe stato multato dalla compagnia, perché il cappello sarebbe stato più magro; ogni capocomico sapeva che un canovaccio avrebbe continuato a girare di piazza in piazza solo se il cappello lo avesse promosso. Il pubblico, grazie al democraticissimo cappello, era fruitore, giudice e produttore dello spettacolo, e tutta la compagnia lavorava esclusivamente per lui.
Oggi, proprio come nel XVI secolo, le compagnie sono sempre più spesso chiamate a diventare imprenditrici della propria arte: quale strumento migliore del cappello?
Sciapò vuole riportare il cappello nel teatro, per ridare alle compagnie la visibilità che hanno perso, grazie alla creazione di una rete che già per la stagione 2013-14 può vantare 5 piazze in 3 regioni, e per ridare al pubblico il potere di scegliere e il piacere di tornare a teatro.
Per la stagione 2013-14, oltre al Teatro Civico 14, ci ospiteranno il Teatro 99 Posti di Avellino, il Nostos Teatro di Aversa, il Teatro Bertolt Brecht di Formia, il Troia Teatro Festival e varie sedi a Roma. Le compagnie che fino ad ora hanno deciso di sposare il nostro progetto sono: la compagnia Auèr Teatro, Compagnia Mutamenti, Teatro di Legno, 20 Chiavi Teatro, Teatro in Fabula, Compagnia Esposti, Kanteri, ma l’elenco è fortunatamente in continuo aggiornamento.

Per info:
www.sciapò.it - info@sciapò.it
laura.belloni@hotmail.it – 3491257101

Veniteci a trovare
il 9 maggio 2014

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