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Scusi dov'è l'Est? - Rassegna Cinematografica . @Godot Art Bistrot

Godot Art Bistrot via Mazas 13/15, Avellino AV, Italia
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Terzo appuntamento per la Rassegna Cinematografica del Signor Godot.

Martedì 6 Maggio alle ore 21.00 si proietta:

THE DAY HE ARRIVES

Regia di: Hong Sang-soo.
Con Sang Jung Kim, Jun-sang Yu
Titolo originale: Book chon bang hyang.
durata 79 min. - Corea del sud 2011



The Day He Arrives potrebbe benissimo essere proiettato al contrario, in un sognante (o allucinato?) rewind al rallentatore, proprio come quel fantastico trailer internazionale che ne ha accompagnato l'uscita. In realtà tutti i film di Hong Sang-soo (perdonino il trattino) potrebbero essere proiettati al contrario. Oppure potrebbero essere interrotti, ripresi, mandati avanti e indietro, potrebbero venir sezionati e rimontati senza il timore di perderne il filo. Perché l'unica cosa davvero chiara è che il tempo non esiste più. Non segue una traiettoria, una linea di passaggio tra un prima e un dopo. Gira intorno a se stesso secondo un moto circolare perpetuo, come fossa una giostra. In che giorno "lui arriva?". E quel che si vede dopo è davvero quel che accade dopo? O è sempre lo stesso giorno che si ripete secondo uguali coordinate e minime differenze? Gira e rigira, il tempo è azzerato, resta solo come giustapposizione di momenti tutti uguali. E quindi la storia non esiste più. Non è che un insieme di incontri casuali e bevute rituali. Ma se la storia non esiste più, se il tempo non corre, in che direzione possiamo determinare la nostra vita?
Hong Sang-soo fa sempre lo stesso film, come se avesse incorporato nel suo sguardo la ripetitività della "macchina" da presa. E non esce dalle sue fissazioni, l'amore, il cinema, gli incontri, le partenze e dai suoi stilemi, gli zoom, le panoramiche a schiaffo. Sembra un automa che gira in loop, ma è inafferrabile, perché gioca sullo scarto delle differenze. Sembra il più francese dei registi orientali. O magari il più coreano dei registi europei. Non sappiamo chi sia. L'unica cosa che sappiamo è che Hong è il più lucido, dolce, ironico e malinconico regista della "crisi". Il più consapevole di questa strana impasse dell'uomo e del tempo.

Aldo Spiniello

Veniteci a trovare
il 6 maggio 2014

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