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::: PARTY FILM “RITUAL – UNA STORIA PSICOMAGICA” di Giulia Brazzale e Luca Immesi con Alejandro Jodo

Libreria del Cinema Via dei Fienaroli, 31/d (Trastevere), Roma, Italia
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Siete tutti invitati al PARTY DI PRESENTAZIONE di “RITUAL – UNA STORIA PSICOMAGICA”, il debutto alla regia di Giulia Brazzale e Luca Immesi con lo zampino di Alejandro Jodorowsky).

Un film di Giulia Brazzale, Luca Immesi.
Con Désirée Giorgetti, Franek Ivan, Anna Bonasso, Alejandro Jodorowsky, Cosimo Cinieri.
Drammatico, durata 95 min. - Italia 2013.
Mariposa Cinematografica
uscita giovedì 8 maggio 2014.

>>> 20.00 buffet e aperitivo

>>> 21.00 presentazione film “Ritual – una storia psicomagica”.
Parteciperanno:
Giulia Brazzale e Luca Immesi (registi)
Desirèe Giorgetti (attrice)
Patrizia Laquidara (attrice e autrice della canzone di chiusura del film)

>>> 22.00 Performance musicale di Patrizia Laquidara e Her

>>> 22.30 DJ SET di Roberta Stellato

Durante la serata, per chi vuole, LETTURA GRATUITA DEI TAROCCHI

PROMOZIONE:biglietto per vedere “RITUAL” acquistabile a 3 EURO per la Festa del Cinema
(A Roma il film sarà proiettato al cinema Barberini l'8 Maggio ed al cinema Lux dall' 8 al 14 Maggio)

RITUAL – UNA STORIA PSICOMAGICA
“Ritual” è un thriller psicologico molto particolare e di qualità, liberamente tratto da “La Danza della Realtà” di Jodorowsky.
Con quest’ultimo hanno preso parte al progetto anche altre note personalità: Jeff Gross, uno degli sceneggiatori di Roman Polanski, è qui supervisore alla scrittura; e l’artista Moby ha concesso l' utilizzo di alcuni dei suoi pezzi per il film. Il film è stato presentato a vari festival, tra cui Venezia, ed è già uscito con successo in Giappone, Australia e Taiwan, collezionando buone recensioni all’estero. La fama di Luca Immesi e Giulia Brazzale aveva già raggiunto gli Stati Uniti con il cortometraggio “Libido” premiato a Los Angeles, lavoro con cui avevano adoperato la tecnologia Red One, ed i due registi sono stati i primi in Italia ad utilizzare il modello avanzato chiamato Epic x capace di girare alla risoluzione di 5 k. Questa nuova tecnologia per lo spettatore significa immagini perfette, per gli addetti ai lavori “la possibilità di girare in raw, una sorta di negativo digitale con qualità altissima e quantità di dati relativamente bassa così da occupare poco spazio sull’hard disk – spiega Luca Immesi -. Per il cinema è un sistema molto performante e relativamente economico”.

Tutto ha inizio e termina con Alejandro Jodorowsky. Al cinema con i suoi due leggendari film “El Topo” e “La montagna sacra” aveva intrapreso un percorso visionario e surrealista, che portava già in grembo i semi della psicomagia. In seguito con la messa in pratica delle sue teorie e con la scrittura dei suoi libri, “La danza della realtà” e “Psicomagia”, ha codificato questa pratica rendendola una disciplina terapeutica. “C’è un rituale che c’era piaciuto molto”, dice Luca Immesi. “Ed a livello cinematografico ci risultava molto suggestivo”, aggiunge Giulia Brazzale. Al Velino parlano i registi veneti ma che vivono a Roma ormai da alcuni anni – lui ha studiato regia alla NYU, lei laureata in Psicologia - che sono riusciti a coinvolgere Jodorowsky nel loro progetto cinematografico al punto che l’intellettuale cileno è protagonista di un cameo (“La sua battuta nel film – precisa Giulia Brazzale – è una sua poesia”), ha fatto loro da consulente nell’ambito “psicomagico” ed in una notte di stelle ha anche letto loro i tarocchi. L’8 maggio al cinema, distribuito da Mariposa Cinematografica, esce “Ritual – Una storia psicomagica”, opera d’esordio di Giulia Brazzale & Luca Immesi, dopo aver girato in coppia vari cortometraggi, un sodalizio professionale lungo ad oggi dieci anni. Nel cast, oltre a Jodorowsky, ci sono: Ivan Franek, Désirée Giorgetti e Patrizia Laquidara (qui anche musicista).

Nel film si racconta di un rapporto di coppia malato: Viktor è un sadico narcisista e Lia diviene gravemente depressa. “Sono una coppia innegabilmente legata da una forte passione, però è intrappolata in un gioco distruttivo – racconta Luca Immesi -. Di conseguenza sebbene ci sia una passione molto forte, il dominio di Viktor su Lia non riesce a far esprimere lei come persona e questo avrà delle forti ripercussioni su entrambi. Siamo di fronte al classico rapporto vittima/carnefice con lui dominante, anche se poi è anche il contrario: lui non può fare a meno di lei”. “Basta guardare le inquadrature di lui che si rifugia su di lei – aggiunge Giulia Brazzale – in posizione fetale, come un bambino”. In molte sequenze il corpo femminile è estremamente inerme e vulnerabile se non oniricamente intrappolato, soffocato. “Abbiamo cercato di rendere la natura della donna – spiega Luca Immesi -, molto fragile e dolce ma dotata di una forza dirompente quando vuole fortemente qualcosa”.

La poetica Jodorowskiana è riflessa nelle sequenze del film, ma i due registi veneti precisano: “Ci siamo riferiti di più allo Jodorowsky scrittore che non allo Jodorowsky regista. Non avevamo certo l’ardire di confrontarci con uno dei mostri sacri del cinema. Il nostro film, attraverso una narrazione ben precisa, lega assieme vari atti psicomagici descritti in ‘Psicomagia’ e ‘La danza della realtà’. Comunque ‘Ritual’ come struttura è un film classico in tre atti”. Jodorowsky, negli anni Sessanta entrò in contatto con una guaritrice messicana, Paquita, e nel ritrarre il personaggio della zia di Lia, Agata, i registi si sono ispirati a lei. “Specialmente uno degli atti di psicomagia presenti nel film, compiuto da zia Agata – dichiara Luca Immesi –, è riferito a Paquita. Anche se abbiamo voluto fondere la psicomagia con le tradizioni popolari venete, che un tempo si tramandavano oralmente”. Ma nel film si va anche oltre Jodorowsky. “Come punti di riferimento in scrittura c’è anche ‘Rosemary’s Baby’ e ‘Luna di fiele’ di Roman Polanski”, dice Luca Immensi. “Alcune inquadrature horror si rifanno stilisticamente agli anni Ottanta”, precisa Giulia Brazzale. Sarà un caso che per un istante su uno scaffale compare un libro di Osho? Lasciamo aperta questa domanda, mentre Luca Immensi ci confida: “Il gesto psicomagico è un atto curativo, per superare un trauma. Alcune persone che hanno guardato il film con attenzione ci hanno detto di aver sognato molto dopo averlo visto. Sono certo che ‘Ritual’ parla all’inconscio degli spettatori, all’emisfero destro del cervello”. Intanto, la pellicola è sulla rampa di lancio dell’uscita italiana… E Giulia Brazzale e Luca Immesi cominciano a pensare al prossimo film… una favola iniziatica, pare.
http://www.ilvelino.it/it/article/2014/04/16/ritual-al-cinema-una-storia-psicomagica-originale-e-onirica/15b1ac3d-8bef-4723-bbdb-188bdc58e7e5/


TRAMA
La giovane e fragile Lia (Désirée Giorgetti) si trova coinvolta in un rapporto molto passionale con Viktor (Ivan Franek), un sadico e narcisista uomo d'affari. Il loro equilibrio malato viene rotto quando Lia rimane incinta; l'uomo le impone di abortire e Lia va in pezzi. Gravemente depressa, dopo un tentato suicidio, nell'ultimo disperato tentativo di guarire, Lia lascia Viktor e va a far visita alla zia Agata (Anna Bonasso) nella sua misteriosa villa di campagna del 1700, in uno sperduto paesino veneto, Mason, ricco di tradizioni popolari, credenze magiche, leggende e riti. La zia Agata è la guaritrice del villaggio da sempre appassionata di psicomagia* e medicina alternativa.Ha imparato ad usare questi metodi di cura dal defunto marito cileno Fernando (Alejandro Jodorowsky), che ancora le appare in sogno per consigliarla. Lia, quand'era bambina, passava tutte le estati in campagna dalla zia. Ritornare in quei luoghi d'infanzia sembra inizialmente le giovi ma la sua serenità purtroppo non dura a lungo. La prima notte di permanenza nella villa di Mason, Lia sente uno strano canto provenire dal giardino. A cantare un'inquietante ninna nanna, è l'Anguana (Patrizia Laquidara), una creatura magica, tra la strega e la sirena, che popola le leggende popolari venete. Nei giorni seguenti, tra le siepi del grande giardino, Lia incontra anche due strani bambini che tornano spesso a farle visita e le recitano vecchie nenie e filastrocche. La zia Agata vorrebbe curare la nipote con un rito psicomagico jodorowskiano ma Viktor, che ha raggiunto Lia in campagna, completamente scettico, si oppone ai metodi curativi di Agata, considerandola solo una vecchia ciarlatana completamente pazza. Approfittando dell'assenza di Viktor, dovuta ad un litigio con Lia, le due donne si affrettano per compiere il rito che ha lo scopo di liberare l'inconscio di Lia dal suo senso di colpa, ma Viktor torna e prova in ogni modo ad ostacolarle.

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il 7 maggio 2014

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