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Sabato 10 Maggio al New Around Midnight Antonio Onorato Trio Special guest Joe Amoruso Evento da Pre

Newaround Midnightjazzclub Via Bonito, 32, Napoli, Italia
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Antonio Onorato ha una carriera artistica ventennale di grande rilievo nel mondo del Jazz e non solo; è uno dei pochi artisti italiani ad aver tenuto un proprio concerto al Blue Note di New York, tempio storico del jazz internazionale.
- La sua esperienza musicale lo vede anche affacciarsi anche nell'ambito della world music e ne sono testimoni alcuni dei suoi lavori discografici, come "Native Spirits" - incluso nel doppio Cd Emmanuel del 2009 - con il batterista della ECM Paolo Vinaccia e "Mater Lucania" cd registrato nel 2012.
- La sua eccletticità', il suo spaziare dal jazz-rock, alla composizione per orchestra', è il risultato del confronto che ha avuto in giro per il mondo con culture diverse, ma è soprattutto la conseguenza delle sue origini "miste". Antonio Onorato, infatti, nasce ad Aquilonia, paese nella zona del Vulture, tra Campania e Basilicata; il padre è dell'Alta Irpinia, mentre, da parte di madre ha sangue veneto. Sua nonna materna era di Padova. Trasferitosi con i genitori a Portici, trascorre, poi, buona parte della sua vita alle pendici del Vesuvio.
Alcune delle tappe che hanno contribuito certamente alla sua crescita artistica e umana, sono i concerti e le esperienze di vita in America, terra del Jazz; ai contatti che ha avuto con il grande popolo dei Nativi Americani, di cui ne segue da sempre i princìpi e la visione del mondo; in Brasile (nel 2013 è stato pubblicato un cd in duo con il chitarrista Toninho Horta, [definito da Tom Jobim “Il re dell’Armonia”], uno dei più grandi simboli della musica brasiliana riconosciuto a livello globale); ai concerti in Cile, Messico, Europa, Nord Africa (Tunisia, Marocco), Africa (Angola, Uganda) Medio Oriente, Turchia e Iraq ecc. L’ esperienza di Baghdad lo ha particolarmente toccato: Nel 2002 Antonio Onorato insieme a una delegazione di artisti italiani partì per protestare e dire NO alla 2ª guerra del Golfo. È stato in Africa ben 12 volte, terra che ama moltissimo, in cui si sente a casa. Ha inciso 2 cd in Angola.
- Studioso di etnomusicologia, la sua ricerca si basa sulla fusione degli stilemi armonico-melodici del linguaggio della cultura napoletana, con la musica afro-americana, medio-orientale e brasiliana che lo hanno portato ad individuare un linguaggio del tutto personale.
- 22 sono gli album pubblicati e Nei suoi ultimi lavori - Angelus Cd nato nel 2012 -[1] si nota un Onorato sempre meno legato ai virtuosismi chitarristici, che lo ricordano facilmente nel corso dei suoi 20 anni di carriera, ma più ispirato e desideroso di melodie composte per chitarra a fiato e orchestra certamente più adatte per colonne sonore. Onorato, ad ogni modo resta sempre "coccolato" dal circuito jazzistico che lo considera- come dice la più autorevole critica- un vero guitar hero dallo stile oramai riconoscibilissimo.
Tra i suoi album, ve ne sono alcuni di contaminazione con la cultura africana: The soul breath e Quatro linguas uma alma (con la partecipazione del cantante angolano Dodo Miranda); con la cultura brasiliana: Tudo Azul, Un grande abbraccio; From Napoli to Belo Horizonte, realizzato in duo con il chitarrista brasiliano Toninho Horta; con la cultura medio-orientale: Sotto il cielo di Baghdad; con la cultura dei Nativi americani: South winds; Native Spirits con la partecipazione del poeta Cheyenne Lance Henson, del musicista Apache Danny Many Horses e Mater Lucania, cd registrato nel 2012. Nel 2010 festeggia 20 anni di carriera discografica e per l'occasione la sua etichetta gli rende omaggio con una Greatest Hits.

Frequenta giovanissimo numerosi workshop tenuti da chitarristi di fama mondiale come Jim Hall, Mick Goodrick, John Scofield, che gli dirà:[2] Mi sarebbe piaciuto suonare la chitarra a 20 anni come la suoni tu. - Oggi tiene lui stesso seminari di tecniche dell’ improvvisazione.
- Progetti e collaborazioni artistiche con nomi eccellenti, il chitarrista brasiliano Toninho Horta, Franco Cerri, Eddy Palermo, Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso, l’attore Enzo Decaro, Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo, per citarne solo alcuni. Nel corso del 2012,2013 e 2014 è stato Special Guest in alcuni concerti di Pino Daniele.
- Numerose le partecipazioni come solista a prestigiosi festival nazionali e internazionali accanto ad artisti come John Scofield, Jan Garbarek, Charlie Haden, Steve Grossman, John McLaughlin, Pat Metheny, Tito Puente, Toots Thielemans, Tuck & Patti, Gary Burton, Bob Geldof, Rita Marley, George Benson.
- Ricordiamo che è l'unico musicista al mondo a cui viene riconosciuto l'utilizzo professionale della Breath Guitar[3] - Yamaha G 10 -(o chitarra a fiato) strumento rivoluzionario e futuristico. È una chitarra in cui la forza, l'intensità e le dinamiche sono gestite attraverso l'emissione del fiato del musicista grazie ad un breath controller (imboccatura simile a quella di uno strumento a fiato) e non dalla pennata o dall'arpeggio come di consueto. Trattandosi di uno strumento poco, o meglio, quasi per nulla esplorato, Antonio ha dovuto sperimentare nuove e personali tecniche per poterlo suonare ed esprimere al meglio, da vero "pioniere del suono", tutte le potenzialità. Antonio l'ha definita spesso come una chitarra che rispecchia in toto l'era tecnologica in cui viviamo oggi, anche grazie all'utilizzo della sintesi virtuale che consente di intervenire sui suoni creando dei nuovi strumenti virtuali molto interessanti. Nel contempo conserva le caratteristiche di uno strumento tradizionale che risponde ad ogni sollecitazione fisica umana perché ci si soffia dentro e il soffio dà vita e lo umanizza.

Dario Deida
Salerno, classe 1968, Dario Deidda fa parte di una famiglia in cui la musica ha sempre avuto un ruolo importante.
Inizia a 6 anni con la batteria ma verso gli 11 si innamora del basso elettrico e viene iniziato dal bassista salernitano Mario Ferrigno.
Si diploma in contrabbasso a Salerno ma durante gli studi al conservatorio si dedica ancora al basso elettrico e al pianoforte.
Ama definirsi un musicista a 360°,ma il suo mondo preferito è il jazz e dintorni,purchè condito sempre dal groove e dal feeling. Attualmente vive a Roma e svolge attività concertistica,discografica e d’insegnamento in Italia e all’estero.
Ha collaborato con artisti italiani come Roberto Gatto, Danilo Rea, Paolo Fresu, Enrico Rava, Antonello Salis e internazionali come Marcus Miller, Michel Petrucciani, David Liebam, Steve Grossman, Ben Sidran e Randy Brecker, solo per citarne alcuni e collaborato alle incisioni di oltre 40 album.
Ha collaborato anche con Carmen Consoli, Niccolò Fabi, Marina Rei, Paola Turci, Samuele Bersani, Barbara Cola, Ivano Fossati e suonato dal 1998 al 2003 nelle band e big band di Carl Anderson (“Giuda” nel famoso musical movie “Jesus C. Superstar”) in tour in Italia.
Nel 1999 ha suonato nel tour di Pino Daniele “Come un gelato all’equatore”, e dal 2003 al 2007 è stato il bassista di Fiorella Mannoia, registrando i suoi 5 cd in quegl’anni.
Ha tenuto un consistente numero di seminari in tutta Italia sulle tecniche bassistiche e sull’improvvisazione jazz nelle varie scuole musicali, conservatori (Napoli,Fermo) e università (Salerno). Dal 2004 insegna basso elettrico al Conservatorio di Salerno nei corsi sperimentali del triennio di jazz e ha anche tenuto un seminario tenuto alla famosa Berkley School di Boston nel 2006.
In settembre 2010 e nel gennaio 2011 è stato premiato dalle riviste musicali specializzate “InSound” e “Jazz It” come miglior “Bassista Italiano”.


Franco Del Prete
Figura mitica della musica italiana e del Neapolitan Power, nasce a Frattamaggiore (NA).
Dopo varie esperienze con gruppi napoletani, Franco debutta con gli Showmen nella prima metà degli anni ’60 contribuendo in maniera determinante alle fortune di un gruppo passato alla storia per il suo sound innovativo. La vittoria al Cantagiro del 1968 con l’indimenticata versione rhythm & blues di Un’ora sola ti vorrei e la partecipazione al Festival di Sanremo dell’anno successivo con Tu sei bella come sei sono solo due momenti dell’intensa, ma breve stagione della band.
Con l’amico di sempre James Senese, Del Prete prova dapprima a rimettere in piedi gli Showmen dopo la fuoriuscita di Mario Musella e poi si rende protagonista di un’altra straordinaria avventura: la nascita di Napoli Centrale, di cui è l’autore dei testi. È il 1975, il suono si ispira ai nuovi canoni del jazz rock, mentre i testi in dialetto raccontano con rabbia storie proletarie come nel caso di Campagna, il primo singolo del gruppo. Tre LP che ottengono ottimi risultati di vendita e concerti in tutta Europa, compresa l’esibizione al prestigioso Montreux Jazz Festival, dimostrando il gradimento del pubblico e della critica. Proprio il successo di Napoli Centrale prepara la strada all’affermazione del cosiddetto Neapolitan Power e di Pino Daniele, ingaggiato come bassista del gruppo poco prima del suo esordio da solista.

La fine dell’esperienza dei Napoli Centrale stimola Franco Del Prete a sviluppare le sue qualità di paroliere senza mai trascurare, naturalmente, la sua passione per la batteria. Nel 1980 entra a far parte dello staff di Gino Paoli partecipando come batterista alla registrazione del disco Ha tutte le carte in regola.

Nel 1991 è di nuovo al Festival di Sanremo, questa volta per accompagnare Eduardo De Crescenzo per cui firma le parole di La musica va e tutti i brani dell’album Cante jondo.

Dal 1994 al 1997 scrive e suona per Sal Da Vinci tre album tra cui la canzone Vera che in America vendette due milioni di copie. Nel 2001 la storia si ripete e Franco Del Prete ritorna a Sanremo scrivendo, insieme a Marcello Vitale, la delicata Pioverà cantata da Peppino Di Capri.

Ha scritto canzoni anche per altri artisti e le sue parole sono state cantate da Lucio Dalla, Raiz (Almamegretta), Zulù (99 Posse), Tullio De Piscopo, Peppe Barra, Enzo Avitabile e tanti altri.

Dal 2006 la sua nuova avventura si chiama Sud Express col quale ha all'attivo (sotto il soprannome di Franco Del Prete Sud Express) l'album L'ultimo apache (2009) e Radice (2011) di Enzo Gragnaniello (Enzo Gragnaniello & Sud Express).

Joe Amoruso
Studia pianoforte classico dalla più tenera età in un percorso di evoluzione che, attraverso il jazz e la musica contemporanea già negli anni '70, appena diciottenne, lo rende l'"enfant-prodige della musica napoletana" delle nuove correnti del pop.

Pianista e tastierista particolarmente apprezzato e richiesto del panorama discografico italiano e internazionale (particolarmente fortunato il sodalizio con Pino Daniele ma anche con Billy Cobham, Bob Berg, Mike Stern, Don Cherry, Nana Vasconcelos, Richie Havens, Gato Barbieri, Al Johnson, Mel Collins) per il suo personalissimo stile musicale armonico.

Negli anni '80 realizza musica per immagini nel campo cinematografico, e collabora con Roberto De Simone, Roberto Murolo, Consiglia Licciardi. in questi anni realizza un disco da solista dal titolo, Rosa del Mare di Mezzo (1992), con la collaborazione di Pino Daniele, Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo e Nana Vasconcelos.

Negli anni '90 viene chiamato in veste di produttore a realizzare progetti che tuttora sono al vertice delle classifiche discografiche, come il lavoro con "Andrea Bocelli" (SugarMusic, 1997).

Joe Amoruso diventa così il musicista-arrangiatore di molti progetti di grande qualità artistica e collabora con importanti personaggi della musica italiana come: Premiata Forneria Marconi, Zucchero Fornaciari e Vasco Rossi.

Veniteci a trovare
dal 10 al 11 maggio 2014

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