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Ermada, la fortezza inespugnabile

Società di Studi Carsici A.F. Lindner F.lli Cervi 9/g, Ronchi dei Legionari GO, Italia
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Visita guidata di interesse storico-speleologico-naturalistico domenica 25 maggio 2014.
Escursione sulle tracce e nelle caverne delle truppe austroungariche che difendevano il Monte Hermada, strategica montagna posta a difesa della città di Trieste al tempo della Grande Guerra.
Andremo a visitare la grotta dell’Ospedale e le caverne Karl e Zita, tre grandi cavità naturali adattate a scopi bellici dalle truppe austroungariche.
L’escursione proposta sul Monte Ermada offre la possibilità di scoprire la linea difensiva austro-ungarica fortificata nel settembre del 1916 dopo la Sesta Battaglia dell'Isonzo. La vittoria italiana aveva costretto l'esercito asburgico ad abbandonare le alture attorno a Monfalcone e ad attestarsi in questa zona del Carso triestino. La scelta di fermarsi sul Monte Ermada e sulle cime circostanti non fu casuale, ma fu di natura strategica e pratica. Da qui si poteva controllare sia il Vallone di Brestovizza (Brestovica Dol, oggi in Slovenia) che il passaggio verso Trieste. Le doline, i passaggi tra le rocce e le grotte naturali dell'altopiano carsico si adattarono perfettamente alle necessità della Grande Guerra. In breve tempo furono così costruite trincee, appostamenti e ricoveri per soldati rendendo questa nuova linea una barriera invalicabile per gli italiani. Tutti gli assalti della Terza Armata tra l'Ottava e la Decima Battaglia dell'Isonzo infatti furono respinti nonostante il numero dei soldati austro-ungarici fosse nettamente inferiore.
Poco distante dalla cima del monte Ermada è possibile visitare la grotta del monte Ermada. Scoperta solamente nel 1969, la grande cavità era destinata a far alloggiare le truppe austro-ungariche che combattevano sul fronte.
Le Grotte Karl e Zita, conosciute anche come Grotta della Gavetta e Grotta del Pilone. La denominazione data dai comandi asburgici fu una dedica al nuovo imperatore succeduto a Francesco Giuseppe, Carlo I, ed alla sua consorte, Zita di Borbone. Entrambe hanno al loro interno svariati ripiani collegati da scale dove i soldati potevano riposare o trovare un momentaneo riparo dal pericolo. La recente pulizia della gradinata di accesso alla grotta Karl permette di visitare il suo interno. Oggi inoltre, grazie al lavoro degli speleologi, è possibile passare dalla Grotta Karl a quella Zita attraverso uno stretto cunicolo che era stato inizialmente aperto dai soldati ma mai terminato.

Veniteci a trovare
il 25 maggio 2014

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