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Densi dialoghi / Dense Dialogues, programma di ricerca e residenza - "HOW EARLY MEN BELIEVED THAT AL

Ammirato Culture House Via di Pettorano, 3 , Lecce LE, Italia
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“HOW EARLY MEN BELIEVED THAT ALL THINGS THAT MOVE ARE ALIVE”

RICCARDO ARENA E JONATAH MANNO
programma di ricerca e residenza
“Densi Dialoghi/Dense Dialogues”
Martedì 13 maggio e sabato 17 maggio 2014 – h 15.30 (laboratorio aperto)

Lunedì 19 maggio – h 19 opening

Ammirato Culture House, Lecce

Riccardo Arena e Jonatah Manno, artisti in ricerca e residenza all’Ammirato Culture House nell’ambito del progetto “Densi Dialoghi/Dense Dialogues” (a cura di Luigi Negro e Lorenzo Madaro) presentano negli spazi della Casa Ammirata, “How early men believed that all things that move are alive”, una mostra che documenta il loro viaggio di ricerca tra i siti megalitici del Salento, intrapreso sulla base di una “mappa ideale”.
In esposizione materiale fotografico, sculture, disegni e mappe stimolate dalle suggestioni durante il loro viaggio a bordo di un camper, fulcro di tutto il processo di investigazione. Le sale dell’Ammirato Culture House saranno aperte al pubblico, chiamato a partecipare e a dialogare con gli artisti in un “laboratorio aperto”, sulla base di un’ottica di dialogo, partecipazione e interazione con cui si prosegue il percorso di ricerca. L’apertura ufficiale della mostra, al termine del viaggio di Arena e Manno, è prevista per il 19 maggio. Il linguaggio assunto nel lavoro di Manno "sviluppa tematiche che gravitano intorno alla posizione esistenziale e antropologica dell'esperienza dell'individuo in quanto soggetto storico. Uno studio “antroposofico” che, attraverso il lavoro dell'arte, propone vie di fuga e speculazioni semiologiche in cui l'opera si propone come motore di significanti. La polifunzionalità degli archetipi che il mito subisce nel processo di storicizzazione e l’influenza che ne deriva sull’individuo costituiscono dunque i temi centrali dell’indagine artistica di Jonatah Manno."

La ricerca artistica di Riccardo Arena ruota invece attorno alla creazione di processi di studio e alla raccolta di documentazioni eterogenee, ridefinite attraverso un atto intuitivo che mette in discussione i presupposti iniziali della ricerca stessa, arrivando a definire nuove strutture narrative basilari per lo sviluppo delle opere. “Quadri” compositivi in cui, come spiega l’artista: “tornano spesso temi legati alla scienza, alla metodologia della classificazione, alla tradizione e religione, alle visioni utopiche, alle mitologie popolari, a teorie fondate e infondate, agli immaginari catastrofici intesi come atto creativo di riorganizzazione, evoluzione e metamorfosi; questi fili tematici sono tramati nel tentativo di delineare un paesaggio mentale sovrastato da un eccedenza di percezione, la cui oscillazione tra razionale e spirituale, si dissolve in favore di una dimensione evocativa, visionaria e poetica”.

Cenni biografici:
Riccardo Arena
Riccardo Arena, nel corso degli anni, si è dedicato alla creazione di progetti in diversi Paesi del mondo, i cui tempi di realizzazione e contenuti si delineano durante la successione di eventi che nascono all'interno dell'investigazione. Il primo di questi “Il quattro volte albero”, elaborato attraverso una serie di viaggi in Cina, viene esposto nel 2008 a Shanghai nella galleria 1918ArtSpace; e nel 2009 a Milano nello spazio Mayr3 e nella galleria Allegra Ravizza Art Project.
Il secondo, “Duplice morte Ellero ed ecosistema visivo”, partito da un villaggio tibetano del Sichuan e sviluppato dopo una serie di viaggi tra Argentina e Bolivia, viene presentato in varie fasi di sviluppo, nel 2011 a Buenos Aires nella galleria Wussman e nel 2012 nel MAGA, in occasione della vincita del XXIV Premio Arti Visive del Museo di Arte Contemporanea di Gallarate.
Il terzo progetto “Vavilon”, iniziato nell’estate del 2013, è attualmente in fase di produzione e vede come protagonista un arcipelago di isole nel Mar Bianco russo, distanti 160Km dal Circolo Polare Artico, le Isole Solovki.
www.riccardoarena.org

Jonatah Manno
Jonatah Manno (Lecce, 1976) vive e lavora a Berlino. Fra le sue ultime mostre personali ricordiamo: Dimethyltryptamine, presso Museo Apparente, Napoli, 2013; Imparare
a Narrare il Magico. Jonatah Manno & Iris Touliatou, Brown Project Space ad Artissima Lido, Torino, 2011; Perisphere. Emre Hüner
/ Jonatah Manno, Brown Project Space, Milano, 2009.
Nel 2014 viene selezionato per la residenza estiva presso "Skowhegan School of Painting and Sculpture" negli Stati Uniti.
Nel 2008 ha inoltre partecipato al CSAV
- Artists Research Laboratory presso Fondazione Ratti (Como), con Marjetica Potrč come Visiting Professor, e nel 2012 al progetto Laboratorio (con Vittorio Cavallini, Davide Daninos, Attila Faravelli, Andrea Kvas, Nicola Martini, Jacopo Menzani, Luigi Presicce,
Fabrizio Prevedello e Maurizio Vierucci) presso Artisti in Residenza, Macro, Roma. Nel 2014
Jonatah Manno è inoltre curatore del progetto itinerante Persistence is all

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Gli spazi dell’Ammirato Culture House, dalla primavera 2014, divengono protagonisti di “Densi dialoghi / Dense Dialogues”, un complesso programma di ricerca e residenza

Alla base delle singole sessioni vi è un’idea dilatata di densità, un dialogo che nasce dalla necessità di rendere visibile la radicalità e la ricerca del lavoro degli artisti che sviluppano rivelazioni dal e nel contemporaneo. Gli artisti saranno stimolatori di determinati campi di investigazione con radicalità e in condivisione, "in dialogo", appunto, con altri e la comunità stessa.
Ammirato Culture House sarà luogo di accoglienza (non solo residenziale) e di relazione.
Alla base delle singole sessioni vi è un’idea dilatata di densità, di sviluppare un dialogo fra differenti visioni e urgenze percepite, ma anche quella di seguire la necessità di rendere visibile i campi di ricerca degli artisti, così utili a svelare il segreti del mondo contemporaneo. Per questo l'indagine diviene radicale e nello stesso tempo rigorosa e in condivisione, "in dialogo", appunto, anche con la comunità più vicina.
Ammirato Culture House sarà quindi di nuovo luogo di accoglienza e di relazione.
Ciascuna sessione aiuterà gli artisti a lavorare con coraggio e approfondire un determinato campo di pensiero e azione in condivisione, "in dialogo", appunto, con altri e la comunità stessa.


La prima tappa è fissata per il 5 fino al 19 maggio con la residenza di Riccardo Arena e Jonatah Manno.
L’esplorazione di determinate aree del Salento a bordo di un camper è il fulcro del progetto realizzato dai due artisti, che coinvolge l’Ammirato Culture House come base logistica in qualità di spazio espositivo e laboratorio aperto, in un percorso di ricerca in continua definizione.
Il progetto, aperto al dialogo e al confronto con il pubblico, con altri artisti e con chi intende apportare il proprio contributo in questa singolare opera, si svolge dunque sul doppio binario dell’itineranza e della stanzialità.

Gli artisti daranno vita, nelle sale della Casa Ammirata, ad un processo creativo aperto che si arricchirà di volta in volta della documentazione relativa alla ricerca artistica in corso, effettuata in territori salentini scelti sulla base di una “mappa geografica ideale”.
Il linguaggio assunto nel lavoro di Manno sviluppa tematiche che gravitano intorno alla posizione esistenziale e antropologica dell'esperienza dell'individuo in quanto soggetto storico. Uno studio “antroposofico” che, attraverso il lavoro dell'arte, propone vie di fuga e speculazioni semiologiche in cui l'opera si propone come motore di significanti.
La polifunzionalità degli archetipi che il mito subisce nel processo di storicizzazione e l’influenza che ne deriva sull’individuo costituiscono dunque i temi centrali dell’indagine artistica di Jonatah Manno.

La ricerca artistica di Riccardo Arena ruota invece attorno alla creazione di processi di studio e alla raccolta di documentazioni eterogenee, ridefinite attraverso un atto intuitivo che mette in discussione i presupposti iniziali della ricerca stessa, arrivando a definire nuove strutture narrative basilari per lo sviluppo delle opere. “Quadri” compositivi in cui, come spiega l’artista: “tornano spesso temi legati alla scienza, alla metodologia della classificazione, alla tradizione e religione, alle visioni utopiche, alle mitologie popolari, a teorie fondate e infondate, agli immaginari catastrofici intesi come atto creativo di riorganizzazione, evoluzione e metamorfosi; questi fili tematici sono tramati nel tentativo di delineare un paesaggio mentale sovrastato da un eccedenza di percezione, la cui oscillazione tra razionale e spirituale, si dissolve in favore di una dimensione evocativa, visionaria e poetica”.

coordinato da Lu Negro e Lorenzo Madaro
Cecilia Pavone
Comunicazione e Ufficio Stampa di Ammirato Culture House, Lecce Cell: 347 4908480 pavonececilia@gmail.com

Ammirato Culture House
via di Pettorano, 3 – 73100 Lecce

Veniteci a trovare
il 19 maggio 2014

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