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Lanuvium - "La Dea e il Serpente Sacro"

Villa Sforza Cesarini Lanuvio - Rm VIA SFORZA CESARINI, Lanuvio RM, Italia
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Il serpente della grotta, sacro alla dea, era considerato senza età. Non era un serpente qualunque, ma il serpente di Giunone, spesso raffigurati insieme su molte monete. Nel gonfalone della città di Lanuvio, potete vederlo raffigurato ai piedi della dea. Era grosso e lungo forse, come gli attuali saettoni di campagna. Viveva il suo letargo in un antro, vicino al tempio. In primavera si risvegliava ed emetteva urla, che venivano sentite in tutto il paese.

Per placarlo, gli venivano offerte delle focacce di farina di ceci. Per questo veniva svolto un rito propiziatorio annuale, che si incastra tra i mesi di febbraio e giugno, cioè prima dei raccolti.

In questo rituale vedremo il personaggio dell’oracolo che invocherà il risveglio del serpente della Madre Terra, la sua sottomissione alla dea e successivamente l’offerta delle focacce.

Le fanciulle prescelte, rappresentavano l’intera città e il mancato rispetto della verginità, avrebbe messo in pericolo l’intero paese, che si sarebbe trovato in una condizione di crisi alimentare.

Ci piace pensare, che difficilmente il rito potesse fallire e la fanciulla essere sacrificata. Infatti venivano scelte solo bambine molto giovani, per assicurarsi la verginità. Ma la paura rimaneva fino a che le fanciulle non tornavano indietro. L’incontro con questo essere extraumano, viene vissuto da lei e da sua madre in modo molto doloroso.

Così si pone l’accento sulla parentesi più tragica del rito: la forte angoscia che prova una mamma, che deve affidare la vita di sua figlia ai bisogni fisiologici di un serpente e l’impotenza davanti al credo della sua divinità.

La dignità e la compostezza, che solo una grande donna può avere e l’uso dell’unica risorsa che ha: la speranza.

Noi preferiamo una storia con un rito andato a buon fine e la stagione che sarà propizia, quindi bisogna festeggiare!!

I contadini sono felici e anche il popolo e le fanciulle.

Davanti a tanta gioia non si può resistere. Andiamo a rappresentare il nostro finale della storia: la danza della fertilità, dove il popolo ringrazia la dea per avergli dato protezione.

Veniteci a trovare
il 7 giugno 2014

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