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FOYER - PAOLO AMERINI - Segni di luce

Caffè al teatro Via Verdi, 28, Prato PO, Italia
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Vernissage della Mostra di Arte Contemporanea -


Segni di luce


Il fine della pittura di Paolo Amerini è la ricerca della sintesi e dei contrasti di luce che genera vita e che dona calore attraverso il filtro delle trasgressioni e dei mutevoli stati d'animo.
In queste tele, l'autore, esige dal suo spirito una catarsi (il richiamo alla soglia della coscienza di un'idea) e così dà campo libero al suo stato d'animo, lascia che la composizione gli procuri gioia e divertimento perchè per Paolo dipingere è scoprire di esser nato apposta per cavalcare le onde dell'inconscio.
Onde di un mare che può essere sia luminoso o buio sia finito che infinito.
Il mare diviene trasposizione di Ying e di Yang (essere e non essere) e di Elan Vital (slancio vitale) ma anche di magma arcaico dove la vita nasce, si sviluppa, crea nuove forme, dà corpo alle idee.
I colori s’ impregnano di odori e sapori, spesso di momenti già vissuti.
Siamo di fronte a ricordi in cui la natura è il dato oggettivo di partenza. Essa viene scomposta in continuazione per dare prospettive sempre diverse alle luci ed alle forme degli impasti cromatici. E’ un continuo ritorno, un passaggio sempre nuovo tra formale ed informale, passaggio che serve all’artista per capire quale sia la strada da percorrere ogni volta che la sua pittura tende a cristallizzarsi in un "Deja Vu".
E' la sua voce interiore a decidere se, dalla tela, nascerà un paesaggio, a volte frutto di ricordi di viaggio, a volte sintesi di un'assemblaggio di idee oppure una composizione/scomposizione di interni in cui colore e geometrie riescono a trovare il loro punto più alto di fusione.
La sua è una poesia che viene dalle vibrazioni dell'anima, dall'atmosfera e dalla luminosità del momento che trasferisce sulla tela, con una gamma di colori, passando dalle morbide tonalità dei bianchi ,usati con perizia d'impasto, fino alla forza materica dei neri.
Pur essendo pittore vero, istintivo, gestuale, in Amerini non vi è alcuna ricerca dell'effetto fine a se stesso e neppure compiacimento descrittivo.
Siamo di fronte alla forza dell'impulso, alla spontaneità oggettiva che gli permette, proprio per l'immediatezza e la facilità del gesto, di ottenere risultati sempre più importanti.
Paolo che prosegue da sempre ai confini del formale, con spazi apparentemente vuoti e campiture dense d'impasti, è impegnato in un girotondo senza fine tra passato ed avvenire.
Proprio questa capacità di ripartire da capo, di ripercorrere la stessa strada ma ogni volta con un bagaglio più consistente di conoscenze, fa di Paolo Amerini un artista destinato a durare in un mondo di successi troppo spesso effimeri.

Alberto Gavazzeni

Veniteci a trovare
il 15 maggio 2014

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