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Hippies e Paninari.Il grande ritorno della Carovana.Puntata numero 50 ;-PpPPp

Redacon E Radionova Via Pieve 5, Castelnovo Ne' Monti RE, Italia
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Hippies e Paninari arriva all'Episodio 50.Impressionante vero?La Carovana,taglia un traguardo importante ed è ancora in corsa.Puntata che prende spunto dalla musica negli spot dei decenni passati.La diatriba sugli artisti che vendono l’anima alla pubblicità è vecchia come il cucco. Eppure, ogni volta che una star appare in uno spot, i fans avvertono ancora un lieve trasalimento, il disagio sottile figlio della pretesa "integrità morale" di personaggi che decenni fa venivano orgogliosamente collocati fuori dal "sistema" e dal business consumistico, nella pia illusione che il loro sacro fuoco creativo bruciasse ben distante dai campi intossicati del capitalismo. Un santone generazionale come Bob Dylan pagò cara (in termini di credibilità) la scelta di comparire in una clip di Victoria’s Secret, girata a Venezia con Adriana Lima: ma come, il poeta della protesta universale che strabuzza gli occhi davanti a perizomi e coppette come un bavoso stagionato? Venne bollato come il leader della "rivoluzione della biancheria intima". Stagioni più tardi, Dylan ricadde in tentazione, stavolta con la Cadillac,guidando lungo l’Antelope Valley.Le auto, ecco l’altra grande arma di seduzione del kulturmarket : non a caso a metà degli anni Ottanta la Chrsyler offrì 12 milioni di dollari sull’unghia a Bruce Springsteen per il semplice utilizzo, in uno spot, dell’inno «Born in the Usa». Il Boss non avrebbe neppure dovuto metterci la faccia o accendere l’amplificatore: si trattava solo di incassare un assegno monumentale. Ma declinò l’offerta, ricordando che quella canzone l’aveva scritta in omaggio ai veterani del Vietnam, non per l’industria automobilistica. Questa però non ha mai smesso di corteggiare le rockstar, in virtù dell’associazione subliminale Motore Potente-Sesso (collegata forse a Benzina-Droga, chissà). Le grandi case hanno continuato a girare intorno ai divi della musica anche dopo il trapasso: la Bmw si prese la celestiale "Little Wing" di Jimi Hendrix (però nella versione di un altro grande bluesman, Stevie Ray Vaughan , anche lui scomparso). Ancora più "provocatoria" la scelta della Citroen, che ha utilizzato alcuni spezzoni di vecchie interviste (dietro autorizzazione della solita Yoko Ono ) in cui John Lennon sproloquiava sui tempi moderno.I beatlemaniaci insorsero, come quando nel 1984 alla Volkswagen coltivarono l’idea di mettere i Beatles , vivi o preferibilmente morti, dentro un nuovo modello di Maggiolino (che in Inghilterra si chiama invece proprioBeetle, "scarafaggio"), al suono della sbarazzina "Drive my car".I duraniani inorridirono quando,nel 1994 Ordinary World divenne la colonna sonora degli orologini di plastica Breil.
Insomma, la strategia dei creativi è spiazzare, girando il mestolo nel calderone.La capriola più stupefacente vide protagonista Johnny Rotten , l’ex leader dei ribelli punk per antonomasia, i Sex Pistols . Dopo un sondaggio in cui Rotten veniva giudicato dagli inglesi un’icona nazionale anche vent’anni dopo i simbolici sputi in faccia alla Regina nei concerti, lo agghindarono come un gentiluomo di campagna di mezza età, pacificato ed elegante, tutto preso a magnificare in una reclame tv la bontà del burro Country Life.E che dire dei testimonial dei vari profumi? Qui si gioca sul sudore, che con le signore in scena è metafora di richiamo erotico. Madonna ne ha prodotto uno, Truth or Dare (con tanto di video live in topless). Nel caso degli uomini, l’allusione è agli afrori da palco.Fuori da ogni previsione fu la volontà della Paco Rabanne di indicare il puzzolente, ultrasessantenne "iguana" del rock, Iggy Pop , come testimonial dei flaconi Exces. E quanto a facce patibolari, basta spostarsi dal settore profumeria a quello dell’alta moda, e spunta Satana in persona, Marilyn Manson , ingaggiato da Yves Saint Laurent, che quanto a diavoli ha buone entrature: nel ’71 vestì Mick e Bianca Jagger per il matrimonio, e più tardi volle come volto del marchio Courtney Love , l’inquieta vedova di Kurt Cobain .
A far man bassa di stelle è però la Louis Vuitton: da David Bowie a Keith Richards , passando per Bono : il leader degli U2 è del resto un mago del product placement con utilizzo del corpo e della mente: che si tratti di occhiali, di battage per una lavatrice o di trasporti globali, per lui cambia poco.
In Italia ne succedono di tutti i colori: da quelli, ormai ingialliti, del Carosello vintage con la voce di Mina per la Cedrata Tassoni. Con queste sortite, i giovani eroi pop rischiano, anche se meno di quelli insofferenti del vecchio rock, e non per la solita questione della "purezza" artistica contaminata: la trappola subliminale è che finiscano ridotti in macchiette tv.
Anche l’associazione con il prodotto è una scommessa insidiosa. Niente di paragonabile a quanto accadde al povero Michael Jackson : il 27 gennaio 1984, sul set dello spot Pepsi, i suoi capelli presero fuoco. Jacko riportò ustioni di terzo grado, fu sottoposto a vari interventi chirurgici, e cominciò quel giorno il calvario con gli antidolorifici che quindici anni dopo gli costò la vita. Niente e nessuno riuscì a salvarlo: non fu ovviamente colpa della Pepsi, ma ancora oggi si parla di quell’incidente. Il "ritorno" pubblicitario più lugubremente duraturo della storia del mercato pop.50 volte Hippies e Paninari,50 volte Dj Joppa e soci.E H&P continua. https://www.facebook.com/pages/Hippies-e-PaninariIn-onda-tutti-i-Giovedi-seradalle-21-su-Radionova/606814619336108?ref=hl

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il 15 maggio 2014

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