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Conferenza Stampa di SEL sulla quasi assenza di un piano di COMPOSTAGGIO dei rifiuti in Campania.

Caffè letterario Intra Moenia Piazza Bellini, 70, Napoli, Italia
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La Campania , grazie al Piano Rifiuti prodotto un anno fa' dal consiglio regionale del pres.Caldoro, continua ad avere un approccio al problema rifiuti decisamente mediovale.
Continuiamo a produrre nei grandi centri regionali( Salerno esclusa) grandi quantità di rifiuto indifferenziato , che continua a essere eliminato nella migliore delle ipotesi nel bruciatore di Acerra( Provincia di Napoli) o spesso in discarica.
E infatti in questi giorni la Regione Campania progetta l'apertura di 2 nuove discariche a Varcaturo e a Chiaiano oltre che di un nuovo bruciatore a Giugliano,in un sito già ferito dalla presenza di 1 milione di m2 di territorio ricoperti dalle tristemente famose eco(!?) balle.Tutto questo mentre oggi ,nonostante l’approvazione della legge regionale N. 5 DEL 24 GENNAIO 2014 su “RIORDINO DEL SERVIZIO DI GESTIONE RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI IN CAMPANIA” , le procedure per l’applicazione, “Convenzione tipo pubblicate sul BURC il 7 aprile 2014 , aumentano i ritardi del settore gestione rifiuti
La Campania risulta unica regione in Italia non ancora conformatasi alla legge 152/2006 e smi .
1)Detta norma, seppur deficiente , va applicata per dare continuità al servizio pubblico e attivare poi un processo partecipato e condiviso.
2)E’ necessario realizzare una seria pianificazione integrata e una gestione complessiva tra piano dei rifiuti solidi, urbani ed assimilati, piano dei rifiuti speciali regionali e piano di bonifica e far interagire i tre comparti stagno in un unico progetto.
3)Far coincidere la gestione del ciclo integrato dei rifiuti ZERO, con la chiusura del cerchio del ciclo delle merci.
4) Sinistra Ecologia e Libertà della Campania nel ribadire una critica feroce a questo strumento legislativo che, con una delimitazione di ambiti territoriali non coerenti con la scarsa impiantisca esistente in Campania ed una pianificazione non corretta produrrà più danni dei vecchi 18 consorzi intercomunali (legge regionale10/93 e le numerose e successive leggi che l’emergenza rifiuti in Campania per oltre 20 anni ha prodotto).Aumenterà il degrado territoriale , i costi del servizio e soprattutto i gravi danni alla salute ed all’economia agricola e turistica della nostra terra.
E’ necessaria, per superare lo stato confusionale ,dovuto alle diverse norme che si sono susseguite,, una LEX di riordino generale del servizio integrato dei rifiuti che dia nuova linfa e corpo al servizio PUBBLICO
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ propone al Consiglio Regionale di rivedere l’intero sistema gestionale , di riordino del servizio integrato dei rifiuti con la modifica, interazione e ottimizzazione della gestione, per la riduzione dei costi attraverso:
1– PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI SPECIALI
2- - PIANO dei RIFIUTI SOLIDI URBANI E ASSIMILATI
3-PIANO DELLE BONIFICHE
La Pianificazione va realizzata nell’integrazione e proiettata in una gestione democratica, partecipata e condivisa da associazioni di categorie, ambientaliste e dai tanti comitati di lotta costituitisi nella regione Campania ,uniti nella piattaforma
del 16 novembre che Sinistra Ecologia Libertà CAMPANIA ha fatto propria, insieme all’iniziativa di legge popolare RIFIUTI ZERO.
In attesa che i tre Piani regionali integrati ,proposti al comma precedente ,siano elaborati con la partecipazione democratica e condivisa ed approvati dal Consiglio Regionale. Sinistra Ecologia Libertà Campania propone, ai singoli comuni di elaborare ed approvare i Piani Comunali di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani ed assimilati
Il regolamento comunale di gestione integrata deve stabilire :
1)Le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria nelle varie fasi di gestione dei Rifiuti solidi urbani e simili
2)Le modalità del servizio di raccolta e trasporto, a cascata rispetto al riuso, riciclo, recupero e solo infine lo smaltimento dei rifiuti urbani, adottando tutte le necessarie tecniche e strumenti amministrativi per raggiungere l’obiettivo minimo di riuso, riciclo e recupero del 65% di rifiuto prodotto dalla propria comunità.
3)Le modalità del conferimento (da parte degli utenti)
4)L’assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani e la pianificazione dell’autosmaltimento
Il regolamento comunale di gestione integrata sulla Tari deve stabilire la tariffa
Dovuta ai sensi dell’ art. 14 legge 214/2013, modificato dal D.L. 16/2014 calcolata in base ai costi/ricavi da chiudere obbligatoriamente in pareggio, attraverso il piano economico finanziario basato sul DPR 158/99, con regole e sanzioni che condannano i comportamenti scorretti ed evidenziano i comportamenti virtuosi con il principio DI CHI PIÙ INQUINA PIÙ PAGA” .
Nello specifico riguardo al compostaggio nulla è stato fatto in questi anni per dotare la Regione Campania di impianti adeguati (siano essi di compostaggio o digestione anaerobica) per il trattamento della sostanza organica. Non solo, ma addirittura quegli impianti che erano già stati realizzati, o erano in corso di realizzazione sono stati “sabotati” o utilizzati come siti di stoccaggio di ecoballe o rifiuti oppure addirittura “dismessi” e venduti come ferro vecchio per motivazioni mai chiarite10.
Sel ritiene sia urgente costruire un ciclo dei rifiuti vero e ecologicamente compatibile.
Per farlo il primo passo e' quello di dar luogo ALLA PROMESSA MAI ATTUATA DI COSTRUIRE DEI CENTRI DI COMPOSTAGGIO che possano trasformare il rifiuto umido/organico in un prodotto riutilizzabile in agricoltura o per rinaturalizzazione di siti da bonificare.
A Napoli e alla sua provincia sono necessari 10 impianti di compostaggio
A Caserta 2
A Salerno 4( ne ha uno e un secondo in costruzione)
A Avellino 2
A Benevento 2
Il tutto per un costo complessivo stimabile attorno ai 160 milioni di euro (di certo molto meno dei 300 milioni di Euro che, secondo il Sottosegretario Bertolaso, sono stati necessari per la costruzione del solo inceneritore di Acerra o dei 450 milioni di cui si sente parlare per la costruzione di un nuovo inceneritore di Giugliano)
A questi impianti si potrebbe, poi, aggiungere una dotazione di digestori anaerobici per far fronte all’esigenza di trattamento della sostanza organica da vagliatura di rifiuto indifferenziato ammesso che i 7 impianti di ex CDR della Regione non siano in grado, dopo opportuno revamping, di stabilizzare la frazione organica ad essi conferita.
Tutto ciò, ovviamente, se la Regione Campania non potesse disporre di alcuna dotazione impiantistica a servizio del trattamento biologico della frazione organica. Ma così non è dato che abbiamo i seguenti impianti ,stranamente, mai implementati:
Molinara 6.000 t/a (sequestrato)
Pomigliano d'Arco 6.000 t/a (fermo ma da ampliare di altre 25.000t/a entro settembre
Polla 6.000 t/a (fermo per presenza Fos)
Caivano 6.000 t/a (fermo per presenza Fos)
S. Tammaro 30.000 t/a (in esecuzione con consegna che era prevista a febbraio 2008)
Pomigliano d'Arco 25.000 t/a (in esecuzione con consegna che era prevista a dicembre 2008)
Napoli est 24.000 t/a ( in esecuzione con bonifica area che era prevista per dicembre 2008)
Teora 6.000 t/a( fermo ma da ampliare di altre 19.000 t/a, con consegna che era prevista a settembre 2008)
Sel ,per tutti questi motivi , ritiene :

1)necessaria l'immediata costruzione dell'impianto di compostaggio a Scampia o a carico di Asia come ipotizzato dall'amministrazione o rivedendo il bando di gara e sopratutto l'immediata messa a bando degli altri 3 impianti necessari solo per la città di Napoli.
2) Alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse di indagare sulla mancata realizzazione degli impianti di compostaggio previsti e sulla mancata attivazione di quelli esistenti, con particolare riferimento all’impianto di Santa Maria Capua Vetere di proprietà del Consorzio GeoEco, dimesso nel 2001 senza motivazioni plausibili e rivenduto come ferro vecchio;
3) Favorire la diffusione degli autocompostaggi domestici, condominiali e di comunità.
4) L' introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli.

Al Parlamento
- di votare, nella prossima legge finanziaria, un apposito articolo di legge che stanzi risorse adeguate (almeno 100 milioni di Euro) immediatamente disponibili, per riattivare entro il termine massimo di sei mesi gli impianti esistenti e provvedere con la partecipazione della Regione Campania alla realizzazione, nell’ambito delle zone idonee individuate dalle stesse amministrazioni provinciali in attuazione delle indicazioni di piano fornite dalle Regioni, di ulteriori impianti di compostaggio e/o di digestione anaerobica, opportunamente distribuiti sul territorio di ogni provincia in funzione della produzione annua di frazione organica, e per una capacità idonea a fronteggiare l’incremento delle quantità di sostanza organica intercettata per effetto dell’incremento delle percentuali di raccolta differenziata.

Al Governo

- di destinare un apposito stanziamento di fondi per la realizzazione di impianti per il

trattamento della frazione organica da rifiuti urbani (sia quella a monte della RD, da destinare al compostaggio, sia quella a valle da destinare alla digestione anaerobica o alla produzione di stabilizzato per ricomposizioni ambientali)

- di disporre con apposita ordinanza d’urgenza la riattivazione immediata degli impianti di compostaggio esistenti e non funzionanti;

- di provvedere immediatamente alla liberazione degli impianti di compostaggio esistenti

(vedi San Tammaro, Caivano, Polla) dalla ecoballe e dalla frazione organica in essi stoccata

al fine di procedere i tempi brevi alla loro attivazione; All’Assessore all’ambiente della Regione Campania

- di provvedere con urgenza alla verifica della funzionalità degli impianti di compostaggio esistenti al fine di garantire sin da subito un’adeguata capacità di trattamento della frazione umida nella Regione Campania;

Alla Provincia di Caserta
- di provvedere finalmente alla realizzazione del Piano di Provinciale di gestione dei rifiuti

nell’ambito del quale, in armonia con i criteri definiti nel Piano regionale, provvedere alla delimitazione delle zone idonee e di quelle non idonee ad ospitare impianti di rifiuti e procedere, nell’ambito delle prime, all’individuazione delle aree destinate ad ospitare gli impianti per il trattamento della frazione organica;

Alla Magistratura e alla Corte dei Conti
- di indagare sulla mancata realizzazione degli impianti di compostaggio nella regione

Campania e sugli episodi di “sabotaggio” degli impianti esistenti al fine di accertare le responsabilità penali e contabili e punire i colpevoli.

Tutto questo consentirebbe di abbattere di quasi la meta' i rifiuti che devono essere smaltiti , consentendo un primo passo strutturale verso la costruzione del ciclo dei rifiuti virtuoso che ci consentirebbe di evitare le pesantissime multe in arrivo dall'UE e di risparmiare ingenti somme che oggi spendiamo per smaltire all'estero o fuori regione .

Veniteci a trovare
il 14 maggio 2014

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