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Sabato 31 Maggio: ANDY MALLOY + DIANETICA + STERBUS

Sinister Noise Rock Club Via dei Magazzini Generali, 4b, Roma, Italia
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Andy Malloy:
“San Severo kills rockstars” è il balzo cosciente di Andy Malloy, progetto acustico dalla sintesi nevralgica di una città stretta e la fantasia a righe larghe di Andrea, un Malloy bambino dalla voce sottile che rende omaggio al Vincent di Tim Burton.
La voragine di suggestioni oniriche sospese nell’indie acustico dalle influenze rock è frutto di una cultura famelica e preceduta da un'inconsapevole e silenziosa predisposizione musicale.
La creazione dei brani da parte di Andrea Faggiano (voce, lyrics, chitarra acustica/elettrica, synth, percussioni) condurrà alla registrazione
di Opium Emporium EP (2009), cui interverrà in co-produzione Francesco Cardillo (synth, percussioni, sampling, keyboards, cajon) favorendone la versione ottimale nonché finale.
In seguito all’uscita dell’ep, e un mini tour che va dal Lazio alla Puglia, Andrea mette in piedi la nuova line-up.
Il power trio è sempre stato l’intento principale e si concretizza sul finire del 2010 con l’arrivo di Antonio di Nardo (basso, voce, effects) e Giosuè Manuri (batteria, percussioni).
La band si chiude così in sala prove per creare nuovi brani e, durante il 2011, di tanto in tanto, fà capolino dalla tana per qualche evento live che permette loro di proporre i brani e tastare le prime reazioni del pubblico.
Nel Luglio dello stesso anno si va in studio dove, con il supporto de “Il Suono del
Tacco” (di nuovo Francesco Cardillo nel ruolo di co-produttore artistico), i Malloys cominciano la registrazione dei brani che andranno a comporre Madre, il primo album in studio della band.
In seguito all'uscita del disco, Giosuè viene sostituito alla batteria da Alessandro Pellegrini; seguono numerosi live e fioccano critiche positive sull'album di debutto.
Sul chiudersi del 2012, Alessandro Pellegrini si trova a dover lasciare il gruppo ritorna Giosuè Manuri con Patrizio Strippoli alla seconda chitarra attualmente gli Andy sono al lavoro per il prossimo disco.

Dianetica
Nasciamo nel 2010 con l'intento di fare musica rock. In realtà nasciamo molto prima, quando Matteo Marini (voce e chitarra) e Adriano "Mudd" Bartoccini (batteria e cori) si incontrarono tra le fronde di un pero per contendersi l'ultimo frutto rimasto. Nonostante le nostre origini sub-urbane amiamo la natura e il nostro obiettivo è fare un concerto eco sostenibile per caprioli sordi in cima al gran sasso.

La formazione attuale è il risultato di numerosi cambi al basso. Nel 2011, con John Carbonara, registriamo un primo EP agli Snakes Studios di Roma con Giancarlo Barbati e Guglielmo Nodari. Il risultato è un lavoro grezzo e diretto, "un grunge rumoroso e senza compromessi, ma non facilmente collocabile, che a tratti si tinge di atmosfere metal-noise" (Clap Bands Magazine). La rivista il Sottosuono lo descrive così: "Lamenti e convulsioni sbilenche, pause inconsistenti e ripartenze letali, c'è qualcosa di teatrale a riempire le ossessive progressioni dei Dianetica, nelle esplosioni sonore impazzite, nelle frasi ripetute e nei concitati passaggi ritmici."

Inizia una densa attività live tra alcuni dei migliori locali di Roma, più una data al Matese Rock Fest,evento di spicco nel nutrito panorama rock campano. Arriva però, la separazione da John, e segue un lungo periodo di "quasi" inattività, durato circa un anno.

Nel 2013 entra al basso Eric Alexander (anch'egli trovato su un albero) e, per un breve ma intensissimo periodo artisticamente parlando, Antonio Carfagna come seconda chitarra. Q uello che ne esce è un Promo di 4 tracce in presa diretta, che anticipa la scoperta di nuove sonorità e l' LP prossimo a essere registrato.

Dianetica significa "attraverso la mente" (e non ha nulla a che fare con discutibili corporazioni simil-religiose)

Sterbus
Sterbus ha tutti gli album originali di Frank Zappa - oltre 100 - e li ascolta persino! Ma ha anche tutti i dischi dei Blur e dei Pavement, dei Cardiacs e dei Guided By Voices, e li ama tanto quanto le fritture di cui è ghiotto. Un Leonard Zelig dell'indie romano, l'Alighiero Noschese del prog a bassa fedeltà? Di che materia sono fatti i suoi dischi? Così come all'asilo mischiavamo i tubetti dei colori fino a formare una mappazza indistinguibile, così Sterbus frulla le sue influenze, con risultati mai sentiti prima, il che può essere un'orribile tortura o un'agonia senza pari, a seconda degli opinion leader musicali che leggete di più.

Ingresso €5

Veniteci a trovare
il 31 maggio 2014

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