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IL SILENZIO

Auditorium Tarentum Via Regina Elena 122, Taranto TA, Italia
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Il Silenzio rappresenta il contrasto, solo apparente, tra il fuori e il dentro, tra la vita pubblica e quella di clausura: le attrici prestano loro il corpo, dando allo spettatore la possibilità di 'visitare' un mondo che esiste per davvero.

Venerdì 16 maggio 2014 con ingresso alle 20.00 (inizio 20.30) nell’Auditorium Tarentum, la prima regionale de’ “Il silenzio” rappresentazione di teatro civile a cura del Teatro della Fede.
A seguire confronto con il regista Alfredo Traversa. Conclusioni di monsignor Alessandro Greco, vicario generale della diocesi di Taranto.

Durata spettacolo: 75 minuti
Costo biglietto intero 10,00 euro
Ridotto 8,00 euro (under 8, over 70, soci e posti in galleria, gruppi di giovani accompagnati da un sacerdote o un adulto)
Auditorium Tarentum, via Regina Elena 122 taranto
info e prevendite 345.47.34.766


Il Silenzio rappresenta il contrasto, solo apparente, tra il fuori e il dentro, tra la vita pubblica e quella di clausura: le attrici prestano loro il corpo, dando allo spettatore la possibilità di 'visitare' un mondo che esiste per davvero.
Alfredo Traversa ha voluto lasciar fluire il libero pensiero raccolto nei monasteri come un flusso di coscienza. Lo spettacolo è un susseguirsi di pulsioni, emozioni, dubbi e certezze: non una finzione scenica, ma l’opportunità per lo spettatore di compenetrare il pensiero e l'interiorità di donne reali che, per scelta consapevole e a pochi chilometri di distanza, vivono chiuse in una cella. Le attrici sono donne che piangono, sorridono, cantano, si disperano, senza mai rinunciare alla propria femminilità e sessualità. Perché le monache di clausura sono così: ci pongono degli interrogativi enormi, attraverso un vissuto fatto di costante confronto con l'altro. In scena un uomo osserva, partecipa, commenta... non trova pace, non sa come interloquire con queste donne pur rimanendone affascinato. “In questo momento storico dove la figura della donna subisce continue pressioni e distorsioni grazie ad un materialismo imperante – spiega il regista – ed in cui le donne che fanno una scelta di tipo spirituale non vengono considerate nei circuiti della comunicazione di massa, Il Silenzio mette al centro un’altra modo di intendere la vita ed è un'opportunità per riflettere e conoscere una realtà piena di luoghi comuni e stereotipi che nello spettacolo vengono azzerati, svelando d'incanto la meraviglia e lo stupore del vivere una vita tra le mura di un monastero. Nella rappresentazione non c’è finzione, drammaturgia, solo due attrici, che con abiti veri, che queste donne indossano nella quotidianità del monastero, raccontano il proprio intimo utilizzando parole che sono state realmente usate dalle monache del libro di Beltotto”. Un gruppo di donne che dal silenzio ci parla del senso della vita, della politica, del potere, della cultura, della Chiesa, del sesso e della maternità. Le risposte arrivano al cuore della questione umana e scardinano decenni di timidezze e un'infinità di pregiudizi. Dalla clausura, queste donne si mettono in gioco con il popolo della rete e si confrontano con un mondo che, spesso, non ha neppure sentito parlare di contemplazione, di castità, di verità. Ne emerge un dialogo potente, libero e senza schemi tra chi vive immerso in una costante offerta di sé a Dio e chi naviga in una cultura globalizzata che non riconosce il senso dell'eterno. La prima teatrale si è tenuta nel febbraio 2014 al Teatro Le Laudi di Firenze. Ora arriva a Taranto, per l’esclusiva prima regionale. Il 20 maggio sarà nel carcere di Perugia.

Veniteci a trovare
il 16 maggio 2014

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