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Conferenza di Lorenzo Canova "Materia Scultura Ambiente. Tra Avanguardia e Neo-Avanguardia italiana

Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte Palazzo Venezia, Piazza San Marco 49, Roma, Italia
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Roma Capitale - Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive
Formazione Lavoro - Direzione Lavoro e Formazione Professionale
SCUOLA D’ARTE E DEI MESTIERI NICOLA ZABAGLIA


ORIZZONTI DEL NOVECENTO
Dialogo fra le arti
Giornate di incontri dedicate alle arti del XX secolo

Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte
INASA - Piazza San Marco 49, Roma


a cura di
Roberto Cumbo Laura Mocci Giovanni Papi


Venerdì 16 maggio 2014 ore 16,30

Temi del quinto incontro

Materia Scultura Ambiente.
Tra Avanguardia e Neo-Avanguardia italiana
Relatore LORENZO CANOVA

Conversazione con GIOVANNI PAPI
Tra materia e spirito

INGRESSO LIBERO.
AL TERMINE COCKTAIL CON VINI CASALI DEL GIGLIO


I curatori di “ORIZZONTI del NOVECENTO” , ciclo di incontri dedicati alle arti del XX secolo che si tengono a Roma presso l’INASA, sono lieti di annunciare gli ospiti del quinto appuntamento: il prof. LORENZO CANOVA, con una sua lectio dal titolo: Materia Scultura Ambiente. Tra Avanguardia e Neo-Avanguardia italiana, e l’artista GIOVANNI PAPI con una conversazione dal titolo: Tra materia e spirito.



Lorenzo Canova
Abstract. La conferenza prenderà in esame la trasformazione del corpo stesso delle arti visive attraverso la linea di ricerca dedicata ai nuovi materiali, una delle più importanti dell’arte moderna e contemporanea che ha investito la pittura e la scultura portandole verso l’installazione ambientale, il confronto attivo con i mass media e le nuove ricerche elettroniche visive e musicali. Sarà messo in luce il legame tra le ricerche futuriste sulla materia, lo sconfinamento verso i mass media teorizzato da Marinetti e gli sviluppi dell’arte italiana e internazionale anche nella direzione dell’apertura “ambientale” dell’environment.
In questo senso, le ricerche romane negli anni Sessanta hanno anticipato, anche sulla scia di Burri, i più recenti “sconfinamenti” contemporanei tra le arti, in un fermento dove, proseguendo le profetiche ricerche futuriste, i concetti tradizionali di pittura e scultura sono entrati decisamente in crisi nel flusso creativo di un’intera generazione, in una tensione che ha avuto il merito di generare quella metamorfosi da cui la stessa pittura e la stessa scultura sono uscite del tutto trasformate nei loro codici costitutivi. La caratteristica principale dell’arte in quel particolare momento è rappresentata dall’apertura verso l’ambiente, in modo simile, ma differente, alle tendenze inaugurate a Milano nel 1949 con l’Ambiente spaziale e luce nera di Lucio Fontana e poi proseguite, ad esempio, dalle riflessioni di Gianni Colombo. Come ha sottolineato più volte Maurizio Calvesi, esiste effettivamente una linea del materismo romano che, in qualche modo (e soprattutto per il tramite di Prampolini) parte da Boccioni e Balla per arrivare a Burri, Ettore Colla, Toti Scialoja, fino a Mimmo Rotella, a Schifano, Festa, Angeli, Ceroli, Carrino, Kounellis, Mauri, Marotta, Pascali o Uncini. Questa linea ha così trovato un fertile sbocco nel successo internazionale dell’Arte Povera teorizzata da Germano Celant (e in questo senso sono importanti i serrati rapporti, in quegli anni, di Michelangelo Pistoletto con l’ambiente romano), ma è a Roma che queste ricerche hanno elaborato molte delle loro caratteristiche costitutive, fondendo le riflessioni su materiali come il legno, il ferro, il vetro, gli smalti, il cemento, la plastica, gli stracci, le terre o il ghiaccio alla volontà di rompere gli schemi precostituiti aprendo verso l’ambiente per elaborare una nuova idea plastica del rapporto tra l’intervento dell’artista, l’oggetto e lo spazio.



Presentazione di Laura Mocci
Conversazione condotta da Lucilla Noviello

Veniteci a trovare
il 16 maggio 2014

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