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MAURO DI GIROLAMO#DUE EROI DI PALERMO

Archivio Storico Comunale Palermo Palermo, Italia
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Durante l'inaugurazione si terrà il concerto per arpa e voce solista di Romina Copernico.

Il progetto prevede l'esposizione dell'opera pittorica “Due eroi di Palermo” realizzata in occasione dell’anniversario della morte dei due magistrati Falcone e Borsellino.
Il quadro proposto è stato pensato per stimolare la riflessione sul destino dei due uomini, legati fortemente alla propria terra. Un quadro simbolico e rievocativo. Gli eroi, insegna la storia, sono semi-dei o morti da commemorare, sono coloro che compiono uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di sé stessi, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune. Un omaggio a due martiri, quindi, che la città considera Eroi, trasposizione simbolica del sacrificio, ma che, se fossero stati considerati solo esempi, modelli, forse sarebbero ancora vivi. Modelli come prototipi, schemi di comportamento, forme esemplari di quotidiana tensione alla giustizia.
“Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che si cambi in esempio.” (Albert Camus, Taccuini, 1935/59)

L’animale è simbolo di sacrificio contingente che diventa verità assoluta per gli uomini: squartato e lacerato in due, è visibile anche nell’opera di Rembrandt, come iconografia assoluta e violenta di scissione. Con i tagli sulla tela Lucio Fontana apre un mondo al di là dello spazio inciso, una finestra oltre lo spirito, come Francis Bacon, nelle foto di John Deakin, “vede” la propria immagine riflessa nel vitello squarciato. E ancora, questo continuo perpetuarsi di una certa goliardia macabra nell’oscenizzare la morte è nei dipinti di Jenny Saville, nelle performance del Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch, e in Damien Hirst, abile predatore .
Nella rappresentazione di Guttuso del quarto di vitello nell’opera Vucciria del 1974 troviamo un vero e proprio omaggio alla carne, che l’artista si era fatto spedire fino in Lombardia, dove dipinse il quadro. Essa viene messa in risalto come aveva fatto Annibale Carracci ne La bottega del macellaio o come nell’opera di Caravaggio L’incredulità di San Tommaso, in cui il dito entra lentamente a solleticare il corpo con incredula crudeltà.

“Due Eroi di Palermo” (tecnica mista su tela, cm 200x200, 2014), costituisce un ritratto skyline della città di Palermo, osservata dalla borgata marinara di Aspra. La città è interpretata come assopita, e in primo piano è protagonista un vitello squarciato in due, che aperto e appeso rappresenta simbolicamente i due magistrati Falcone e Borsellino, due grandi uomini appesi al loro atroce destino, “…come d’autunno sugli alberi le foglie” (G. Ungaretti,“Soldati”, da “L’Allegria”, 1918).
Palermo è immaginata come una “stupenda e misera città”, adagiata inerme su se stessa ispirandosi all’opera di Pasolini (cfr. “Le ceneri di Gramsci, 1956).
Il tempo è sospeso in una chiave crepuscolare, mentre irrompe una luce abbagliante, un riflettore puntato sia sulla città che sulla carne appesa in primo piano. Un tramonto surreale, quasi magico, che vuole abbracciare questa città dolente, all’interno di in un silenzio forse giudicante, ereditato prima da Caravaggio e poi da Eduard Hopper, sotto una luce atomica, nei suoi significati. È un tempo metafisico in cui convivono sia il giorno che la notte.
L’opera costituisce un crudo ricordo di Falcone e Borsellino, uomini che hanno lasciato una traccia indelebile sulla storia d’Italia. Eroi alla ricerca della verità, che è alla base di ogni rapporto umano. Una tragedia tanto grande che ho tentato di rappresentare nel silenzio pittorico, annullando la distinzione tra spazio reale e rappresentato, con il risultato di simmetrico e amaro equilibrio.
È forse una forma di denuncia questo quadro, o forse un urlo dell’artista, o ancora, più probabilmente, è un dipinto di solitudini? Domande, per me stesso, aperte alla riflessione.

Veniteci a trovare
il 23 maggio 2014

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