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ADDIO LEGGE FINI-GIOVANARDI, NUOVE " VECCHIE" REGOLE PER LE DROGHE

Aula Aldo Moro - Facoltà Di Giurisprudenza Bari, Italia
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Studenti Liberi Giurisprudenza, con il Commentario del Merito e IUSacademy organizza:

Mercoledì 12 febbraio 2014 la Corte Costituzionale ha bocciato la legge cosiddetta “Fini-Giovanardi” – ovvero il decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, convertito con modificazioni dall’art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49 – che dal 2006 disciplina l’uso delle sostanze stupefacenti. Non sono ancora chiare le conseguenze per la legislazione italiana, né che cosa succederà ai molti detenuti che in Italia sono in carcere in base alle sanzioni previste da quella legge.

La legge approvata dal governo Berlusconi modificava pesantemente il Testo Unico 309 del 1990, che fino ad allora era la legge nazionale in materia di droga. Era la cosiddetta “Iervolino-Vassalli”, dai nomi dei suoi due promotori: l’allora ministro per gli Affari Sociali Rosa Russo Iervolino, della Democrazia Cristiana, e l’allora ministro della Giustizia Giuliano Vassalli, socialista. Il presidente del Consiglio dei ministri era Giulio Andreotti (al suo sesto governo). Un contributo importante a quella legge era stato dato da Vincenzo Muccioli, il fondatore della controversa comunità di recupero di San Patrignano.

In queste ore circolano stime di 10 mila detenuti interessati, ma è ancora presto per avere un’idea dei numeri precisi. Secondo il Quarto Libro Bianco sulla Fini-Giovanardi – uno studio dell’impatto della legge sulla popolazione carceraria italiana curato in primo luogo dall’Osservatorio Antigone, un’associazione per la difesa dei diritti dei detenuti – nel 2012 gli ingressi totali in carcere erano stati 63.020, di cui 20.465 per violazione del solo art. 73 (quello che punisce la detenzione nella legge del 1990, modificata dalla Fini-Giovanardi): il 32,47 per cento. Al 31 dicembre 2012, prosegue il Libro Bianco, i detenuti presenti nelle carceri italiane erano 65.701, di cui 25.269 a causa dell’art. 73, pari al 38,46 per cento.

Interverranno in qualità di esperti:

- Avv. Gaetano Sassanelli, Presidente Camere Penali di Bari;

- Avv. Fabrizio Lamanna, Presidente Camere Penali di Taranto;

- Avv. Vito Mormando, Professore di Diritto Penale presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"

- Roberto Gagliano Candela, Professore di Tossicologia Forense presso la Scuola di Medicina dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"

In collaborazione con:

- Il commentario del Merito
- Ius Academy

Crediti formativi:

Per studenti universitari iscritti ai corsi di Giurisprudenza;

Per avvocati e praticanti iscritti all'Ordine degli Avvocati;

Veniteci a trovare
il 19 maggio 2014

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