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7 VIZI CAPITALI al TUXEDO

Tuxedo beer house Via Colombo 101, Piacenza PC, Italia
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7 peccati capitali di Amager Sinner Series, le birre dedicate ai 7 vizi capitali.

Amager Bryghus è il nome di un birrificio artigianale danese. Il birrificio ha fatto notizia per aver annunciato la commercializzazione di una nuova serie di birre dedicate ai sette vizi capitali (Amager Sinner Series). Al birrificio hanno ammesso pubblicamente i loro peccati, ed hanno pensato bene che l’unico modo per espiarli fosse quello di realizzare questa serie “nella speranza di contribuire ad un più alto livello di tutto il mondo la salvezza spirituale, o almeno di salvare noi stessi“. Vista l’originalità dell’idea, e delle etichette realizzate, ho pensato di farvele vedere. Andiamo a scoprirle nel dettaglio una per una.

Lust (Lussuria), una Strong Belgian Ale da ben 9,2 % abv, la più dolce della serie, così tanto che dal birrificio avevano “minacciato” di chiamarla “Pura Libidine“. L’idea nasce da un momento di passione che vide coinvolto il birraio Jacob. Questa birra ha subito un fermo censura in Svezia per colpa dell’immagine “troppo osè“, e per la descrizione in etichetta, che la definisce una birra “preparata con gli zuccheri più sensuali, afrodisiaci di fama come mosca spagnola, ostriche e polvere di pene di cervo“.

Ed ecco la Wrath (Ira), una Saison da 6,5% abv, ispirata alla tradizionale birra belga. Anche in questo caso, dal birrificio ammettono di “aver commesso un peccato“, unendo tradizione e “sperimentazione“: l’invecchiamento in botti di legno che hanno precedentemente contenuto vino rosso, un Pinot Noir per la precisione.

Gluttony Da Amager ammettono di non avere paura di “eccessi di moderazione“, ed allora ecco che vanno giù pesanti nella ricetta della Gluttony (Gola), una Imperial/Double IPA che fà incetta di luppoli, uno dei pochi ingredienti che giustifica “l’abuso“: Hercules, Citra, Simcoe, Centennial, Amarillo e Sorachi Ace, malti Pilsner, Pale e Monaco. Ben 9,4% l’acol.

Sloth La pigrizia non è uno dei vizi dei signori Amager, persone che “lavorano duro“. Ma anche loro ammettono di concedersi un momento di apatia, ogni tanto. Uno di questi è stato quando hanno progettato questa birra, che prevede l’impiego di un solo malto (Pilsner) ed un solo luppolo (Simcoe), ed un ceppo di lievito americano. Ecco venir fuori la Sloth (Accidia), Single Hop American Pale Ale da 6% abv.

Pride questa volta l’idea di base è semplice, quasi banale. Si riconduce tutto all’amore che il birrificio ha verso le Imperial Stout, e l’orgoglio che si riversa nelle bottiglie della stessa tipologia prodotte. Ed ecco che nasce Pride (Orgoglio), Imperial Stout da ben 10% abv, prodotta con malti Pale Ale, grano, Crystall, Chocolate e orzo tostato, luppolo Zeus, lievito americano. La particolarità? Una bollitura di ben 6 ore (!).

La Greed (Avarizia), una Pilsner da 4,6% abv,vede l’inconsapevole collaborazione del direttore marketing, cui è stato chiesto un consiglio su questa birra. La sua risposta fù semplice: realizzare una birra semplice e venderla e presentarla come fosse un primo premio. L’idea è stata apprezzata, e per questo motivo gli hanno dedicato l’etichetta, che lo ritrae all’opera. Chissà se ne è rimasto contento.

Ed ecco l’ultima della serie, Envy (Invidia), IPA dal modesto tenore (6,5% abv), luppolata con Amarillo, Simcoe e Centennial. L’invidia nasce dal fatto di non essere stati i primi a produrre questo stile, da loro il più ammirato. Ma a differenza di Caino che, per invidia, uccise il fratello Abele, questa volta ci si lascia andare solo alla realizzazione di una birra nel più puro stile West Coast.

“Non siamo orgogliosi di essere peccatori, ma almeno siamo aperti a riguardo…”

Veniteci a trovare
dal 14 maggio al 2 giugno 2014

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