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MUSICA ROTTA. Tre pezzi brevi, due monologhi e un quasi-dialogo. Teatro i. dal 4 al 9 giugno

Teatro-i Milano via Gaudenzio Ferrari 11, Milano, Italia
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di Daniel Veronese
traduzione e regia Manuela Cherubini
interpreti Raimondo Brandi, Luisa Merloni, Marco Quaglia, Patrizia Romeo

Perché un’immagine
trasmette direttamente al sistema nervoso
e un’altra, invece, ci racconta la storia tramite il cervello?
Francis Bacon

“Fomentare, incentivare l’incontro di segni drammaturgici non riconoscibili, zone d’oscurità e mistero.
Le opere che compongono Musica rotta furono scritte come tre lavori brevi a partire da una sola idea: il
desiderio. La frammentazione interna, che in misura maggiore o minore ho creato in queste opere, è il
risultato di una frammentazione temporale nel discorso narrativo. È un tentativo di creare un racconto
drammatico, senza perdere il suo valore letterario, nel quale l’oggetto sia vari oggetti contraddittori
allo stesso tempo. Che le situazioni possano essere riconoscibili, ma allo stesso tempo terribilmente
suggestive, che provochino sensazioni diverse da ciò che è semplicemente enunciato.
Teatro decentralizzatore dello sguardo univoco. Teatro centrifugo, che apporti diversi elementi,
sottotesti, infradialoghi, comunicazioni intermedie trasportate in primo piano, trasformate in elementi
principali della comunicazione. In questo modo il teatro mi consente di dar valore a qualcosa che mi
sarebbe impossibile valorizzare fuori dal suo proprio contesto.”
Daniel Veronese

L’opera di Veronese permette il transito attraverso il mistero. Non ha bisogno di spiegare. Il grande tema
della contemporaneità, che Veronese incarna perfettamente, è la sopportazione del mistero, non da
un punto di vista religioso, ma laico, un mistero senza dio, il mistero che appare dietro la rottura della
grande illusione, della religione della ragione, della grande storia, di ciò che organizzava tutto. Se c’è
una cosa che l’uomo della modernità non tollera è il non sapere. Veronese riesce a catturare quest’idea:
le cose accadono, ma possono non essere comprese. In questo senso la sua opera è affine alla pittura
contemporanea. Cos’è, non si capisce, cosa sono, sono macchie, un’impressione visiva: Kandinsky,
Klee, Bacon…

Presentiamo i tre testi brevi che compongono Musica rotta. Sono tre pezzi distinti, legati da vincoli
sotterranei, alcuni segreti, ma sempre aperti sull’abisso del mistero che avvolge ogni azione quotidiana,
semplice nel suo apparire, mostruosa nel suo svolgersi, evolversi, ingigantirsi, deformarsi.
Manuela Cherubini

Veniteci a trovare
dal 4 al 9 giugno 2014

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