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PRANZO DI AUTOFINANZIAMENTO per il cantiere di socioanalisi narrativa dei LAVORATORI SOCIALI a segui

Eterotopia via Risorgimento 21, San Giuliano Milanese MI, Italia
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DOMENICA 25 MAGGIO 2014
dal le ore 13.00 PRANZO DI AUTOFINANZIAMENTO
per il cantiere di socioanalisi narrativa dei LAVORATORI SOCIALI
a seguire
reading dal libro “ ATLANTE DELLA CITTÀ FRAGILE”
di e con Gigi Gherzi edito da Sensibili al le foglie

“ Riprendi a viaggiare!”, si dice il protagonista.

Dove? Nel le strade del la tua città!

A far che? A dare voce a un malessere, a un brusio che suona confuso, indistinto.

Viaggiare per incontrare vite, ascoltarle, sentirle prendere forma al l'interno del
cuore del la città. Vite fragili, dappertutto. Personaggi straordinari e quotidiani
insieme...Vite che tessono un altro disegno, mappa, atlante del la città, percorsi
che portano a un luogo straordinario...tra alberi, panchine, musei degli orrori...

Poesia, canto lirico, storia autobiografica, pericolose avventure, strazi sottili,
confessioni e canzoni per una vita che rinasce. Ogni giorno.

Nel l’ attenzione alla “ fragilità” , che è misura necessaria e preziosa del vivere.

ED E' PROPRIO CON LA FRAGILITA' CHE TUTTI I GIORNI SI CONFRONTANO I LAVORATORI
DEL SOCIALE. FRAGILITA' NON SOLO DELLE PERSONE DI CUI SI OCCUPANO, MA ANCHE
FRAGILITA' DELLA DELLA PROPRIA CONDIZIONE LAVORATIVA ED ESISTENZIALE, COSI'
COME FRAGILITA' DI UNO STATO SOCIALE GIA' DEBOLE E CHE SI VORREBBE SMANTELLARE
IN FAVORE DI UN PRINCIPIO ECONIMICO CHE GOVERNI TUTTI GLI ASPETTI
DELL'ESISTENZA. IL TERRITORIO ABITATO DAI LAVORATORI DEL SOCIALE SI COLLOCA
NEL DELICATO CONFINE TRA IL BISOGNO E LA PROMOZIONE DI UNA POSSIBILE AUTONOMIA
E IL DIRITTO E UN POSSIBILE ASSOGGETTAMENTO. IL LORO LAVORO SI BASA SU
COMPETENZE EMOTIVE, RELAZIONALI ED ESSI, CON LA LORO FRAMMENTAZIONE E LA LORO
PRECARIETA' ESISTENZIALE, BEN INCARNANO L'IMMAGINARIO DEL LAVORATORE DEL
FUTURO COSI' COME LO VORREBBE CHI GESTISCE IL POTERE.

ED E' CONTRO QUEST'IMMAGINARIO CHE SI SONO MOBILITATE/I, PER COSTRUIRNE DI
NUOVI ATTRAVERSO UN PERCORSO CHE DALLA NARRAZIONE, DALLA RACCOLTA DI STORIE,
ARRIVI ALLA CONSAPEVOLEZZA, ALLA CONDIVISIONE E A UN DIFFERENTE MODO DI
ESSERCI E AGIRE.

****************************
LAVORO NEL SOCIALE
“ Ah che bello..ma che lavoro fai?”
“ Faccio l'educatrice”
“ Cioè?”

...in effetti te lo chiedi anche tu quando ti trovi complice, vittima, elemento
indesiderato o disturbante della privatizzazione e della professionalizzazione dei
servizi sociali.

Richiedono professionalità poi ti trattano come un volontario misericordioso che
dovrebbe mostrare gratitudine per avere la possibilità di fare un lavoro tanto
edificante e delicato...

“ Ah..Dove lavori?”
“ Lavoro in comunità, a scuola, a casa, in carcere...”
...in giro per strada,
mentre mangio, mentre vado in bagno, mentre dormo,
mentre penso...

“ E quindi cosa fai?”
“ Eh...”
...la domanda giusta sarebbe forse chiedersi come?
Le mie sono competenze emotive,
lavoro con le relazioni, con il corpo, con la vita...
dovrei lavorare per creare benessere attraverso le relazioni...

“ Ah è un lavoro importante il tuo, difficile, hai anche un sacco di responsabilità”
“ Sì”
...così importante che se mi fanno un contratto è di schiavitù
e se non me lo fanno sono invisibile
...come il mio ruolo:
è invisibile
o raggiunge deliri di onnipotenza,
ma mai un equilibrio...

“ Quanto prendi?”
“ Poco”
...sarebbe più giusto forse pensare quanto si prendono...
“ Ah sei precaria”
“ Eh sì” ...

...la vita è precaria...
...la vita è al lavoro...

Lavori nel sociale e ti senti afflitta/o da mal di lavoro?

Ribellarsi è giusto

Veniteci a trovare
il 25 maggio 2014

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