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IL MURO DI SILENZIO regia di Paolo Mannina

Teatro Garibaldi Di Palermo Via Castrofilippo 30, Palermo, Italia
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martedì 27e mercoledì 28 maggio ore 21.00
Al Teatro Garibaldi alla Kalsa

I L M U R O D I S I L E N Z I O
studio per una tragedia siciliana

Progetto artistico, drammaturgia
e regia di Paolo Mannina.
Adattamento da Il Muro di Silenzio
di Paolo Messina

Con: Bruno di Chiara, Nino Faranna, Alberto Lanzafame, Viviana Lombardo, Paolo Pintabona,
Ada Simona Totaro

Una coproduzione Teatro L’Idea di Sambuca di Sicilia, Cantieri teatrali Zabut e Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa

Spettacolo realizzato con il sostegno Global Family Banker di Mariolina Licata di Sambuca di Sicilia.

Un testo forte e di denuncia rappresentato per la prima volta a Napoli nel 1963. L’autore, Paolo Messina, era un giovane drammaturgo palermitano di belle promesse e il cast era formato da attori formidabili, tra i protagonisti: Paola Borboni, Giammaria Volonté e Carla Gravina.
Ma la pièce, che affrontava in quegli anni un tema scottante, analizzando le lacerazioni di una famiglia taglieggiata da un mafioso locale, nonostante i successi raccolti in tutta Europa, fu presto estromessa dal repertorio rappresentato in Italia e dimenticata. La Rai, che avrebbe dovuto mandarla in onda, la censurò giudicandola "non adatta al suo pubblico".
“Non doveva essere facile in quegli anni – spiega Paolo Mannina - portare sul palcoscenico le contraddizioni di una vicenda protomafiosa che si prestava ad un' interpretazione non univoca; soprattutto in anni in cui la Mafia era qualcosa più di un’ombra: un sistema di vita, un modo di pensare, una sottocultura popolare. L'opera – prosegue - fu presto dimenticata e intorno all'autore si venne innalzando quello stesso muro di silenzio che egli avrebbe voluto metaforicamente far cadere, rappresentando una storia di ordinaria omertà .
A quasi 50 di distanza una compagnia di attori si trova alle prese con la riedizione dell’opera prima di Paolo Messina. Sono passati molti anni da allora e di quella prima messinscena nessuna traccia nel repertorio teatrale italiano, nessun modello da seguire o da rielaborare, solo qualche notizia qua e là nei rotocalchi dell'epoca, o nei saggi di critica letteraria.
“Partire da un’interpretazione naturalistica per poi rivoltarla, smontarla destrutturarla – aggiunge Mannina - ci è sembrato un buon inizio, allora: tenere conto della distanza che ci separa da quei modelli forzatamente realistici senza rinunciare alla necessità di raccontare una storia, di costringere il teatro ad un atto di comunicazione con il pubblico, senza temerne l'effetto immediato di realtà sullo spettatore”.
Lo spettacolo è un racconto nel racconto, il teatro che parla del teatro secondo un’antica formula metateatrale rivisitata in chiave contemporanea, nel tentativo di rappresentare questa tragedia siciliana.



Il muro di silenzio

“Il muro di silenzio” di Paolo Messina, poeta e drammaturgo palermitano morto nel 2011 e ingiustamente dimenticato, è la prima opera sulla mafia della letteratura italiana. Pubblicata nel 1958 e vincitrice del premio IDI Saint Vincent, venne rappresentata per la prima volta in Italia nel 1961 e ripresa due anni dopo con un cast di attori formidabili: Paola Borboni, Giammaria Volontè e Carla Gravina nei ruoli da protagonisti. Il dramma fece il giro d’Europa, ottenendo uno straordinario consenso di critica e di pubblico. Nel ‘65 fu trasmesso alla B.B.C. di Londra e l’anno successivo fu rappresentata a Oslo. Ma, dopo l’iniziale successo, la pièce fu messa da parte e dimenticata.
La Rai stessa la giudicò non adatta al suo pubblico.
Non doveva essere facile in quegli anni parlare di mafia, né tanto meno denunciare la contiguità tra illegalità e legalità, rappresentando una storia limite in cui la soglia che separa l'agire mafioso dall'agire della vittima, seppure a difesa dei propri interessi, era estremamente sottile: i ruoli si confondono e le vittime finiscono per agire come i carnefici.
Messina fu presto dimenticato, attraverso un’operazione di rimozione chirurgica, precisa, lenta e quasi definitiva del suo teatro dal repertorio nazionale. Operazione degna di un paese che dai tempi della strage di Bologna e poi di Ustica si dedica con meticolosa accuratezza a cancellare, depistare, rimuovere, ripulire la memoria e con essa la coscienza civile e collettiva del nostro popolo. Ma oltre alla forza dei temi tuttora attuali (mafia, appalti, speculazione, emancipazione femminile) che non si esauriscono certamente nel binomio mafia-società, nel Teatro di Paolo Messina c’è l’eredità della più grande tradizione classica che da Sofocle arriva fino a Pirandello, passando per Shakespeare. Attraverso questa vicenda di faide cruente, destinate purtroppo a compiersi, l’autore indaga le radici del male storico della nostra terra in cui spesso le vittime si fanno carnefici e complici di un destino di morte e dolore.



Note di Regia

Da tempo ero alla ricerca di un testo “necessario” e "utile” da mettere in scena; che rispondesse cioè ad una reale necessità espressiva e fosse al tempo stesso culturalmente e socialmente "utile”. Sono difatti convinto che il Teatro, oggi più che mai, debba rispondere a un’istanza di crescita e di cambiamento, debba contribuire all’evoluzione della Polis, alla trasformazione della sua cultura e del suo tessuto sociale. Il teatro di Paolo Messina è difatti un teatro d'impegno civile, il cui senso e significato, tuttavia, vanno certamente ben al di là di questa restrittiva definizione. Ma oltre alla forza dei temi tuttora attuali (Mafia, appalti, speculazione, emancipazione femminile) che non si esauriscono certamente nel binomio mafia-società, nel Teatro di Paolo Messina c’è l’eredità della più grande tradizione classica che da Sofocle arriva fino a Pirandello, passando per Shakespeare.
Ed è all’interno di questa prospettiva che s’inserisce Il Muro di silenzio, prima opera letteraria e drammaturgica del ‘900 italiano in cui viene condotta un’indagine rigorosa e poetica dell’universo mafioso e delle sue laceranti contraddizioni.
Il dramma inoltre, pur muovendo dalla rappresentazione realistica di una Sicilia arcaica, ha un forte contenuto di denuncia e si trasforma qui in tragedia sociale, in dramma storico.
L’autore difatti attraverso questa vicenda di faide cruente, destinate purtroppo a compiersi, indaga le radici del male storico della nostra terra in cui spesso le vittime si fanno carnefici e complici di un destino di morte e dolore.

Paolo Mannina


Biglietti 15 € ridotti 10 €
Informazioni e prenotazioni +39 3402457465
teatrogaribaldi@hotmail.com

Veniteci a trovare
il 27 maggio 2014

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