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Spazi Docili: Si può produrre identità? - Intervento #5: Brychan Tudor

Biblioteca delle Oblate Via dell'Oriuolo 26, Firenze, Italia
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[ENGLISH TEXT BELOW]

Spazi Docili: Si può produrre identità?
Firenze, autunno 2013 – primavera 2014
Intervento #5: Brychan Tudor



Spazi Docili [Docile Spaces] è lieto di annunciare l’intervento di Brychan Tudor nell’ambito del progetto di arte pubblica Si può produrre identità?
L’artista ha lavorato durante il mese di maggio sulla nicchia posta nella Biblioteca delle Oblate. L’intervento verrà installato ed aperto al pubblico il 19 di maggio.
La nicchia sarà riempita con una lavagna su cui troverà luogo un testo selezionato dall’artista e in seguito rinegoziato costantemente con la gente del quartiere.

La prima edizione del progetto Si può produrre identità? ha avuto inizio nel novembre 2013 e giunge al termine con questo intervento.
Dopo la conclusione del lavoro a Firenze, inizierà una fitta fase di presentazioni e mostre documentarie attraverso le quali confrontare il progetto con diverse scene artistiche internazionali ed iniziare la preparazione per la seconda edizione.



Brychan Tudor

‘Le religioni tradizionali hanno svolto un ruolo chiave nello strutturare in maniera patriarcale le società di tutto il mondo. Questo ordinamento rimane ancora oggi prevalente nei paesi Cattolici come in qualunque altro luogo ed ha reso dominante una cultura maschilista dove il potere di governo e di dominio è tuttora prerogativa maschile.
È interessante considerare come ciò sia accaduto. Rileggendo l’Antico Testamento – in quanto documento fondante della Cristianità – è chiaro come tale livello di controllo patriarcale sia stato imposto sin dal principio.
Sono interessato ad esplorare questa relazione attraverso un processo laboratoriale di scrittura condivisa di proverbi. Intendo adoperare la nicchia posta nella Biblioteca delle Oblate ed una serie di ulteriori superfici temporanee per invitare il pubblico a creare nuovi proverbi che riflettano la vita della Firenze di oggi.
I proverbi che io contribuirò a creare attraverso tale processo cercheranno di criticare l’ordinamento patriarcale del Vecchio Testamento e delle religioni tradizionali in generale.’



Descrizione sintetica del progetto

Il progetto Si può produrre identità?, ideato e curato da Fabrizio Ajello e Christian Costa di Spazi Docili [Docile Spaces], verte sulla realizzazione di un ciclo di interventi di arte contemporanea in una serie di nicchie del centro storico di Firenze da parte di artisti italiani e stranieri. I lavori esposti dovranno dialogare con l’ambiente circostante e proporre nuove maniere d’uso di tale tipologia di spazi.
Nessun intervento altererà in maniera permanente o andrà a danneggiare gli spazi concessi.

Per secoli nicchie ed edicole sono state percepite e “vissute” come sedi privilegiate del sacro e dell’identità, vere e proprie soglie spazio-temporali, come luoghi magici, dinamici, funzionali per la vita delle persone in transito e per gli abitanti dei luoghi circostanti. Spazi in cui sacro e rappresentazione del sacro, polemica politica e punto di vista cittadino, messa in scena teatrale e metateatrale si sono incontrati per lungo tempo.
Oggi, in molte città italiane e nelle loro periferie, le edicole sono state inglobate nell’intricato tessuto urbano, spesso dimenticate in angoli ciechi di palazzine ormai moderne, svuotate delle presenze divine per divenire nidi privi di vita. Alcune di esse racchiudono ancora affreschi sbiaditi o ex voto difesi da vetrate, molte altre sono ormai solo cavità nude, abbandonate alle intemperie e all’inquinamento.

Questa non è una collettiva dispersa per il centro di Firenze.
Gli artisti coinvolti sono abituati a lavorare in ambiti pubblici e hanno accettato un processo di forte negoziazione e discussione del loro intervento.
Con questo progetto desideriamo ribadire un modello di arte pubblica conscio del territorio in cui si interviene, capace di coinvolgere le comunità che abitano tali luoghi e di esprimerne le urgenze.
Con questa prima serie di interventi si vuole iniziare un discorso di riuso e rivitalizzazione delle aree neglette della città di Firenze da continuarsi nel tempo attraverso nuove edizioni di questo progetto e attraverso un fitto programma di azioni artistiche negli spazi pubblici.



Interventi già realizzati

Novembre 2013: Fabrizio Ajello (Firenze, Palermo)
Medium: azione relazionale
Descrizione sintetica dell’intervento:
L'artista ha coinvolto con un workshop, realizzato in collaborazione con l'Associazione intergenerazionale che gestisce il giardino di Borgo Allegri, i bambini che frequentano lo spazio giochi di tale area. Ad essi è stato chiesto di completare, su fogli preparati dall’artista, la parte mancante del dipinto interno al tabernacolo sito nel giardino.
La settimana seguente, partendo dalle indicazioni visive di tali disegni, l'artista ha presentato una serie di favole mescolanti realtà e finzione, messe in scena nello spazio antistante la nicchia.

Febbraio 2014: Giulio Delvè (Napoli, Berlino)
Medium: installazione relazionale
Descrizione sintetica dell’intervento:
L’artista ha realizzato il calco del palmo della mano di svariate persone dell’area di Santa Croce, interagendo con la comunità del quartiere presente per strada o in negozi, biblioteche, enti pubblici, sedi universitarie, etc. Tali calchi sono stati in seguito assemblati in una lastra e installati nella nicchia posta tra via e via Filippini.stati in seguito assemblati in una lasta, posta poi nella nicchia di via BorgognonaBorgognona e via Filippina.

Marzo 2014: Christian Costa (Napoli, Varsavia)
Medium: installazione ambientale
Descrizione sintetica dell’intervento:
Al fine di recuperare una funzione per il tabernacolo di via Fanfani, spostato dalla sua sede originaria e ormai vuoto, l’artista vi ha installato delle formelle-impronta di ‘motivi araldici contemporanei’ raccolti in zona. Tali formelle hanno così preso il posto della decorazione e degli stemmi originali, ormai del tutto abrasi dal tempo.

Aprile 2014: Jo Nelson (New York)
Medium: installazione
Descrizione sintetica dell’intervento:
La nicchia - assai danneggiata - in piazzetta dei del Bene è stata usata come una sorta di cantiere. Una finta impalcatura in legno è stata realizzata artigianalmente dall’artista per evocare l’ormai perduto contesto storico-architettonico. Il lungo processo di osservazione e di ri-creazione dei materiali e delle tecniche costruttive ha avuto luogo nella piazzetta con il coinvolgimento costante di passanti e cittadini.

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Spazi Docili [Docile Spaces]: Si può produrre identità? (Can we produce identity?)
Florence, Autumn 2013 – Spring 2014
Intervention #5: Brychan Tudor



Spazi Docili [Docile Spaces] is pleased to announce the intervention of Brychan Tudor for the public art project Can we produce identity?
The artist worked on the niche in the Oblate Library during May. The work wil be installed and open to public on May 19th.
The niche will be filled with a slate on which there will be a text selected by the artist and subsequently constantly renegotiated with people of the neighborhood.

The first edition of the Can we produce identity? project started in November 2013 and will end with this intervention.
After the completion of the work in Florence, there will be a phase of presentations and documentary exhibitions to put the project in touch with different international artistic scenes and begin the preparations for the second edition.



Brychan Tudor

‘Organised religion has played a key role in the patriarchal structuring of societies all over world. This ordering remains as prevalent in Roman Catholic countries today as anywhere else and has resulted in a dominant ‘machismo’ culture where the power to govern and rule is still dominated by men.
It is interesting to consider how this came to pass. On searching through the Old Testament – as an original founding document of Christianity – it is clear to see that this level of patriarchal control was asserted at an early stage.
I am interested in exploring this relationship through a live proverb writing workshop in Firenze’s Oblate Library. I will use the existing Niche and a series of additional temporary surfaces to invite members of the public to create new proverbs which reflect life in contemporary Florence.
The proverbs that I will contribute to this process will attempt to critique the patriarchal ordering of the Old Testament and organised religion in general.’



Short description of the project

Can we produce identity? is a project conceived and curated by Fabrizio Ajello and Christian Costa of Spazi Docili [Docile Spaces] and focused on the production of a series of contemporary art interventions in some niches in the historical center of Florence by Italian and international artists. The works will have to interact with the surrounding area and suggest new ways of using this kind of spaces.
These interventions will not permanently modify or damage the granted spaces.

For centuries niches and aediculae has been perceived and ‘lived’ as favoured location of the sacred; as real thresholds in space and time; as magic, dynamic places, functional for the life of both the passersby and the local communities. For a long time sacred and its representation, political polemic and citizens points of view, theatrical and metatheatrical mise-en-scenezen viewsroversies and its representation met in these spaces.
Today, in many Italian cities and in their peripheries, these aediculae has been encompassed in the intricate urban structure, often forgotten in corners of renovated buildings, emptied of their divine presences and turned into nests without life. Some of them still contain faded frescos or ex-votos defended by some glass, many others are only naked cavities by now, exposed to the elements and to pollution.

This is not a group exhibition scattered around the center of Florence.
The involved artists are used to work in public places. They also agreed to a process of strong negotiation and discussion of their intervention.
With this project we want to reinforce a model of public art aware of the intervention context, able to involve the communities who inhabit these places and to express their urgencies.
With this first series of interventions we want to begin a discourse focused on the reuse and the revitalisation of neglected areas of the city of Florence. We will continue over time to work on these processes through new editions of this project and an intense program of artistic actions in public spaces.



Already completed interventions

November 2013: Fabrizio Ajello (Florence, Palermo)
Medium: relational action
Short description of the intervention:
The artist, in collaboration with the intergenerational Association which runs the Borgo Allegri garden, involved with a workshop the children who attend the playground in that space. They were asked to complete, on sheets prepared by the artist, the missing part of the picture inside the tabernacle which is in the garden.
The following week the artist, inspired by the visual indications of these drawings, presented a series of stories - a mix of reality and fiction - staged in the space in front of the niche.

February 2014: Giulio Delvè (Naples, Berlin)
Medium: relational installation
Short description of the intervention:
The artist invited many people of the Santa Croce area to make a plaster cast of the palms of their hands, interacting with the local community on the street and inside shops, libraries, government offices, universities, etc. As a final act a composition of these casts, assembled to create a single surface of sculpture, was installed in the niche between e via Filippini.stati in seguito assemblati in una lasta, posta poi nella nicchia di via BorgognonaBorgognona street and Filippina street.

March 2014: Christian Costa (Naples, Warsaw)
Medium: environmental installation
Short description of the intervention:
In order to recover a function for the tabernacle on Fanfani street, which was moved from its original location and is by now empty, the artist installed on it some panels-imprint of 'heraldic contemporary motifs' collected in the area. These panels took the place of the original decoration and coats of arms, now completely abraded by time.

April 2014: Jo Nelson (New York)
Medium: installation
Short description of the intervention:
The damaged niche in dei del Bene square was used as a sort of construction site. A fake, hand-made, wooden scaffolding was constructed by the artist to evoke the lost historical and architectural context. This long process of observation and re-make of building materials and techniques took place in the square involving passers-by and citizens.

Veniteci a trovare
dal 19 maggio al 19 giugno 2014

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