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PFM canta De André e successi PFM

Parco Majnoni Erba CO, Italia
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Il 1979 fu l’anno dello storico tour Fabrizio De André-PFM.

Quello spettacolo diventò poi un doppio album, ancora oggi pietra miliare nella discografia della canzone d’autore italiana.

In omaggio a Faber e dopo lo straordinario successo delle scorse tournée PFM ha deciso di suonare ancora, con gli arrangiamenti originali, le canzoni più significative di quell’evento.


Spesso non ci si rende conto del ruolo che si gioca nel momento in cui si “gioca”. Si fa quello per cui ci si sente predisposti, cercando di dare vita a tutti quei sogni e utopie che ci si porta dentro fin da ragazzi.
Il rock italiano, quando la PFM era ancora I QUELLI, non esisteva ancora; La musica italiana poteva contare solo su cover o su alcuni buoni autori ed interpreti, come Battisti, e poeti cantautori dalla forte personalità come De André, che proseguiva la tradizione della cosiddetta scuola genovese.
Noi della PFM, dopo una lunga gavetta come session man, decidemmo di far confluire in un unico stile immaginifico e psichedelico tracce di studi classici, influenze jazz, musica popolare e sano buon rock di matrice inglese. Lo si chiamava impropriamente pop, ma poi si scoprì essere rock
progressivo. Noi volevamo solo suonare ciò che sapevamo suonare e ciò che ci piaceva.
Volevamo dimostrare che l’Italia poteva esprimere la propria musicalità alla pari con le tendenze dell’epoca. Volevamo non essere più la periferia dell’impero.
De André in quel decennio, sia come autore che come musicista, ebbe un ruolo primario.
Noi, come QUELLI, lo incontrammo al tempo de’ LA BUONA NOVELLA. Fabrizio incarnava ciò che di poetico ognuno di noi si portava dentro. Le sue storie erano frustate ai benpensanti,
erano la lente per guardare in fondo alle nostre coscienze, erano lo specchio dove erano riflessi anche i destini degli ultimi e dei più emarginati. Fabrizio era capace di rimodellare la realtà sofferente e farla diventare poesia. Come musicista ha sempre cercato una sponda collaborativa
insieme ai suoi compagni di viaggio, con l’idea di non essere schiavo di mode e modi, ma seguendo un percorso più vicino ai canoni dell’avventura e della curiosità.
La non ripetitività nell’arte è sempre un buon esercizio per salvaguardare la creatività. Bisogna sempre spingere là dove ci sono zone inesplorate, dove si potrebbero incontrare difficoltà, per poter arrivare a scoprire qualcosa di eccitante.
PFM ha sempre fatto ogni disco differente dal precedente e anche Fabrizio aveva questa strana sana attitudine.


L’idea del tour venne a me. Mi ispirai ad alcuni ricordi e riflessioni della nostra ultima tourneé americana: la voglia di sperimentare la nostra capacità espressiva a servizio di canzoni e poesie, così le chiamo io, per dare ai colori della musica tutto il suo splendore. In Usa erano frequenti le collaborazioni, Dylan con The band, Jackson Brown con gli Eagles, insomma un modo di sublimare forme di espressioni musicali in un unico affresco.
Noi, artigiani della musica, (il nostro nome trae lo spunto dalla manualità. come in una bottega artigiana), ed il poeta cantante.
Mi sembrava la più bella cosa per chiudere il decennio di utopia.
Versi poetici, ma taglienti come lame, in uno scorrere di musica dolce e robusta, dove ogni colore incide direttamente sulle parole, facendole diventare, con la voce di Fabrizio, uno splendido affresco musicale.
Non fu facile, ma il tempo ha saputo ricompensare la nostra e la spregiudicatezza di Faber.

(Franz Di Cioccio)


SUCCESSI PFM
Quando nel 1971 usci il primo 45 giri della Premiata Forneria Marconi, un suono nuovo percorse la penisola. Qualcosa di epico e nel contempo di ancestrale, riuscì a scuotere l’ascoltatore dal profondo, proiettandolo in un nuovo mondo musicale dove la canzone lasciava spazio agli strumenti, ai suoni e all’immaginazione. Con “Impressioni di Settembre” e “La carrozza di Hans” era nata una stella. La musica italiana cambiava passo e si affacciava nella grande avventura del rock progressivo.

Il suono della Premiata era, ed è tutt’oggi, un marchio di fabbrica, quasi a sottolineare quel lungo nome distintivo di una capacità artigiana nel concepire e trattare le note, la musica e gli arrangiamenti. Mai un disco uguale al precedente, ma una lunga evoluzione nel tempo a venire che cambiava insieme a mode e modi di suonare. La ricerca costante sostenuta dalla poliedricità dei linguaggi, ha spinto PFM a maturare uno stile inconfondibile, capace di far apprezzare la musica italiana in campo internazionale al di là della sua tradizione melodica.

PFM è stata capace di affermarsi, e non solo entro i confini nazionali, misurandosi con i grandi nomi dell’epoca. La troviamo in classifica su Billboard, nei referendum dei migliori musicisti e gruppi, protagonista di una lunga serie di tour, concerti (quasi.5.000) e grandi eventi che l’ha portata sui palchi di tre continenti.

Un secondo tempo carico di energia e di adrenalina allo stato puro, spaziando fra i più grandi successi della Rock Band italiana più famosa al mondo.

Veniteci a trovare
il 6 luglio 2014

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