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TUTTI A VENEZIA PER FERMARE LE GRANDI NAVI

Piazzale Roma Piazzale Roma Santa Croce, Venezia, Italia
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La battaglia contro le Grandi Navi a Venezia è arrivata a un punto cruciale.
Da quando due anni fa è nato il movimento di cittadini che si batte contro i mostri del mare, numerose indagini hanno dimostrato come queste “grandi opere galleggianti” danneggino irreparabilmente un ecosistema fragile come quello della laguna veneziana, attentando ogni giorno alla nostra salute: dall'inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili, pari alle emissioni di 14.000 automobili, a quello elettromagnetico, provocato dai radar, dall'erosione dei fondali, che avviene al loro passaggio, allo spostamento di masse d'acqua enormi, che danneggiano rive e palazzi e molto altro ancora.
Ma numerose sono state anche le battaglie che ci hanno visto protagonisti e con le quali abbiamo tentato in tutti i modi di interrompere questo disastro, utilizzando le nostre barche e i nostri corpi, opponendoci a chi da Roma voleva decidere del destino della nostra città.
Tutto questi sforzi sono riusciti a far emergere la drammaticità di questa situazione veneziana, non solo sul piano nazionale, ma anche su scala internazionale. Siamo riusciti a ottenere che l’amministrazione locale si schierasse e a costringere il governo centrale a occuparsi del problema. Ma le cosiddette “soluzioni” attorno alle quali si stanno accordando il ministro delle Infrastrutture Lupi, quello dell'Ambiente Galletti e le lobby della crocieristica sono tra le peggiori che ci potessimo aspettare. Lo scenario potrebbe addirittura essere quello del colpo di grazia per la Laguna veneta, già resa fragile dal passaggio delle navi da crociera e da cinquant'anni di politiche di sviluppo insostenibili e azzardate.
Come tutte le grandi opere, il previsto scavo del canale Contorta-Sant'Angelo è imposto da quei poteri forti che vogliono mantenere la centralità dell'attuale Terminal Passeggeri alla Marittima, e che si coagulano attorno alla figura di Paolo Costa (ex rettore di Ca' Foscari, ex sindaco di Venezia, ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti, ex commissario governativo per la realizzazione della base USA Dal Molin a Vicenza). Quando Costa parla di “ricalibrare” il canale Contorta-Sant'Angelo, attualmente già esistente, profondo meno di 2 metri e largo circa 4, cerca in realtà di vendere un’operazione invasiva e distruttiva: uno scavo che lo porterebbe a 10 metri di profondità e una larghezza di 200, nel bel mezzo della laguna. Sarebbe come “ricalibrare” un sentiero di montagna in un'autostrada! Le conseguenti erosioni dei fondali, e il collegamento diretto tra il canale dei Petroli e il cuore del centro storico di Venezia, renderebbero la città un vero e proprio braccio di mare, sempre più vulnerabile alle ondate di marea.
Tutto questo quando le alternative per vietare subito il transito in laguna delle grandi navi incompatibili e per portare fuori dalle bocche di porto il loro approdo, mantenendo e anzi creando nuovi posti di lavoro, sarebbero a portata di mano!
Di fronte a questa situazione, a un passaggio fondamentale della battaglia di un’intera città, Venezia, per il proprio futuro di comunità, invitiamo tutte e tutti a una nuova straordinaria mobilitazione: non solo per riaffermare che le grandi navi devono stare fuori dalla Laguna, ma anche per dare più forza a tutte le lotte che ci vedono impegnati, per ribadire che i beni comuni non possono essere svenduti o messi a profitto, per contrastare la logica della distruzione del territorio e quella delle grandi opere che favoriscono l’intreccio tra affari e politica, cioè sempre le stesse lobby che, dal Passante al project financing ospedaliero, dalla Pedemontana al Mo.S.E., dall’autostrada Mestre-Orte fino allo scavo del Contorta grandi navi, sostengono questi progetti inutili e devastanti, fino ad alimentare le cosiddette “economie criminali”.
La battaglia per allontanare definitivamente i “mostri del mare” dalla Laguna è arrivata ad uno snodo decisivo: la posta in gioco è alta e deve essere compresa da tutti sia a livello nazionale sia internazionale. A tutte le realtà sociali e a tutti i cittadini di Venezia, ma non solo, chiediamo quindi di costruire e partecipare insieme a noi a due giornate d’iniziativa per fermare una volta per tutte le grandi navi, per impedire che queste “grandi opere galleggianti”, i poteri forti e gli interessi parassitari che le governano, continuino a entrare nella nostra città. Perché la laguna torni a essere un bene comune per chi la vive e la difende.
Sabato 7 giugno vi invitiamo tutte/i a manifestare con noi a Venezia!

Veniteci a trovare
il 7 giugno 2014

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