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Kimada u Blek - Tracce di un pianeta senza colpevoli di Fosca Medizza

oratorio di Santa Cita via Valverde 1 , Palermo, Italia
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Tiatru, ca non servi a nienti
“Kimada u Blek”, in veste di laboratorio teatrale, nasce il 10 Giugno 2013, a ridosso d’un cespo di Cestrum profumato di vento.
Questo copione, in bilico fra il surreale e il quotidiano, vuole accostarsi sia alla speranza elementare di un riscatto sociale, seppure fittizio, sia ai complessi desideri profondi di “non colpevolezza” che di certo allignano dentro un penitenziario.
Gli otto protagonisti sciorinano come lenzuoli al sole le proprie utopie; alcune sganciate da qualsiasi realtà oggettiva, ma prodotte per paradosso proprio da questa nostra realtà sociale: se il sogno per uno dei reclusi è sfilare da vincitore sul tappeto rosso degli Oscar del Cinema, è perché i messaggi mediatici costruiti per omologare e manipolare popolazioni di interi continenti indicano questo miraggio. E ancora, superare il record di volo al Festival del Vento, poter credere in una Terra in cui non sia necessario aprire “corridoi umanitari” o riuscire a trasferire amore nel mondo attraverso la danza: un sogno disarmato per ciascuno, la poesia disarmante nel sogno.
Questo testo, forse, è piaciuto ai ragazzi che lo hanno interpretato.
L’ho scritto per loro quando non li conoscevo ancora. Oggi che li conosco, scriverei un testo con ingenuità ancora più accentuate, con delicatezza più pregnante, perché i sogni di chi cerca di sopravvivere a se stesso non vanno maneggiati, ma sospesi in cielo, con cura.
La necessaria rivoluzione ambientale, la libertà dei singoli nell’imprescindibile tolleranza fra i Popoli e la non estinzione dei Terrestri, sono affidate alle parole di ciascun uomo e agli effetti innovativi che esse sono in grado di imprimere sul modo di pensare. Così un teatro diventa il luogo in cui il mondo può essere ristrutturato.
Fosca Medizza

Veniteci a trovare
il 4 giugno 2014

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