Login Accedi ^
Italiano
Registrati
Registrati su Weekeep! Trova i tuoi amici di Facebook, organizza i tuoi viaggi e visita oltre 1.000.000 eventi in tutto il mondo!
Accedi con Facebook
Accedi con Google+
Facebook Google+
X
RISULTATI
MAPPA
DETTAGLIO
$mapTile_Titolo
$mapTile_Immagine
$mapTile_Indirizzo
$mapTile_LastMinute
$mapTile_Durata
Località
Dormire
Mangiare
Offerte Speciali
Eventi
Mostra tutte le 7 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 11 LOCALITAMostra meno località
Mostra tutte le 23 sistemazioniMostra meno sistemazioni
PREZZO : da € a
OSPITI :
CAMERE :
STELLE : da a
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie

per un'Italia libera ed onesta

Modena Modena MO, Italia
Google+

2 giugno - Manifestazione a Modena per un’Italia libera e onesta.
Cari tutt*
scrivo quest’appello in primo luogo come membro del Comitato in difesa della Costituzione per invitare ad essere presenti a Modena il prossimo 2 giugno alla Manifestazione indetta da “Libertà e Giustizia”, e come cittadina che ha a cuore le sorti democratiche di questo Paese.

Dopo le elezioni europee, a mio parere, la presenza al 2 giugno di Modena non è semplicemente un'opportunità, ma è necessaria, indispensabile. Ed è solo l'inizio.

Il risultato del voto ci rende chiaro il quadro: c'è un partito - ripeto, un partito - che, spregiudicatamente abbandonata ogni ispirazione idealista, di pensiero, di progresso democratico all'insegna dei diritti fondamentali, ha lavorato in pochi mesi per acquisire semplicemente una ragguardevole quantità di voti.
Dentro quel 41% del PD c'è di tutto: non c'è più identità, non c'è più - per espressa affermazione dei nuovi dirigenti del Nazareno - una qualità del voto, una identificazione politica di appartenenza.
Chi oggi dirige il PD aveva avvisato: avrebbe lavorato per avere consensi da chiunque.
E il cosiddetto "patto del Nazareno" è stata la manifesta avvisaglia di questo progetto.
Ma è proprio su questo "patto del Nazareno" che dovremmo ora concentrare le nostre prossime energie: se c'è qualcosa che non è stato scalfito è quel patto e non ha grande importanza che "l'alleato" abbia nome e volto di un pregiudicato, basta solo che la maggioranza ottenuta serva a legittimare (anche se non può farlo) qualsiasi accordo, fatto con chiunque, per ottenere in Parlamento (questa volta quello italiano) la modifica profonda della nostra Costituzione e del sistema istituzionale.
Ascoltate i giovani ministri (un nome per tutti, Maria Elena Boschi, ministro delle riforme istituzionali): quei volti, quei "sorrisi" e quelle parole vacue ma decise dicono chiaramente che il progetto di "riforma" costituzionale, contornato da "riforma" della giustizia, passando per la "riforma" elettorale, è il punto di partenza per iniziare la macinazione dell'ordinamento statale.
Ora si attribuiscono di gran carriera la legittimazione di avere dalla loro parte "gli italiani", perchè questo avrebbe detto il voto del 25 maggio.
Ricomincia la propaganda. Nessuno rileva che hanno avuto gran parte del voto da chi - disperato dalla situazione economica - cerca qualcuno che nel promettere possa mantenere la pura e semplice sopravvivenza. E, se possibile, qualche vantaggio.
Ideali di democrazia zero, zero assoluto.
Come se la democrazia non fosse il fondamentale presupposto per una vita dignitosa.

Questo risultato però dice anche un'altra cosa: c’è uno spazio aperto per costruire una forza politica che fondi la propria natura nella difesa dei diritti delle persone.

Nel documento a difesa della Costituzione firmato da Zagreblesky, Carlassare, Rodotà Landini e Ciotti, in occasione della grande manifestazione del 12 ottobre dello scorso anno a Roma, “LA VIA MAESTRA”, si diceva che << La difesa della Costituzione è dunque innanzitutto la promozione di un'idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente È un impegno, al tempo stesso, culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura della posta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibile raggiungere e mobilitare. Non è la difesa d'un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa>>.
E ci si appellava a quella forza politica e civile , latente nella società, ma dispersa in mille rivoli che non ha mai potuto incidere sulle politiche ufficiali, salvo poi rispondere compatta sui grandi temi dei beni comuni e che per ciò solo dava speranza di democrazia.
Oggi, a maggior ragione, si fa impellente ed ineludibile l’esigenza di lavorare uniti per l’attuazione dei principi Costituzionali, per mettere un freno alla devastazione sociale che continua.

A questi diritti, alla democrazia applicata, sappiamo che nessuno - di coloro che hanno in mano le redini del Paese - intende pensare.

Abbiamo un compito, ciascuno di noi, nel nostro piccolo ma anche nel nostro "organizzato" che è duplice e richiede doppie energie: la vita di una comunità non è fatta di sopravvivenza, di galleggiamento e resistenza di fronte ad una crisi economica, voluta e pianificata nel tempo fino agli attuali risultati. Sarebbe una vita vuota. Sarebbe una vita consegnata a chi aspira alla nascita di un Partito Unico, di un Pensiero Unico possibilmente, sganciato e libero da ogni ostacolo che una regola, una legge, possa frapporgli.

Siamo di fronte alla veloce pianificazione di progetti che non esito a considerare antitetici alla democrazia.

Il successo di questi progetti passa attraverso e grazie la disperazione quotidiana delle persone. Si nutre e vive grazie a questo. Non è un caso che le parole vacue, le promesse vuote abbiano presa.
E' successo mille volte in questo paese e succederà ancora.

Si tratta di capire il momento e di agire per dare una svolta ad una profonda mutazione civica che questo Paese sta vivendo da anni.
Quello che accade oggi è che la mutazione è avvenuta direttamente dentro una parte politica italiana che rappresentava per molti, fino a pochi anni fa, un'idea di rinnovamento vero, di rinascita del Paese.
Abbandonato lo "choc" di assistere ad una realtà forse per molti inimmaginabile, cominciamo a pensare che abbiamo la possibilità concreta di rivolgere ogni momento del nostro impegno alla massima diffusione di quello che ancora fa del nostro Paese l'espressione della pari dignità dei diritti. E questo è la Costituzione.
Abbiamo il dovere di reagire. E di far reagire. La cosa peggiore, adesso, sarebbe quella di lasciarsi andare agli eventi.
Li dobbiamo prevenire, gli eventi, e dobbiamo convincerci che un'unità va con puntiglio cercata su temi alti e valori umani, sempre che siano condivise le premesse.

Il 2 giugno è solo un appuntamento tra i molti che dobbiamo costruire insieme. Quel giorno il Comitato in difesa della Costituzione dell’empolese valdelsa porterà il suo striscione in piazza e spera che ci saranno tante mani a sorreggerlo. Sarebbe una bella occasione di democrazia partecipata.

Dobbiamo riprendere quella “ via maestra” già tracciata dai nostri Padri Costituenti, prima che di essa si perda il senso. Non ce lo chiede l’Europa, anzi. Ma ce lo impone la nostra umanità.

Empoli 27/05/2014



Sandra Sani
membro del Comitato in difesa della Costituzione empolese valdelsa

Veniteci a trovare
il 2 giugno 2014

Che Tempo fa

Recensioni

Caricamento...
Caricamento...
In questa zona i nostri Partner offrono: