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UBU RE / Una fortezza da espugnare

Forte Marghera Venezia, Italia
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Giovedì 12 Giugno - ore 21:30
Forte Marghera - Venezia

Il Teatro degli Incompatibili

UBU RE / Rapsodia per un'ascesa

da Alfred Jarry

Con:
Andrea Acciai
Roberta Lombardo
Alessandro Predasso
Gianluca Sia

Delirio custodito da: Andrea Acciai
Musiche e Suoni: Andrea Acciai, Alessandro Predasso, Gianluca Sia
Elementi in cartapesta: Andrea Acciai
Stoffe: Roberta Lombardo
Ombre realizzate in collaborazione con: Macina Pepe
Foto di scena: Brigida Leggieri, Angelo Camillieri, Michele Lapini

una produzione:
il Teatro degli Incompatibili / Theatrumundi

Un ringraziamento speciale a Giovanni Brunetto


Sinossi

Costruzione giocosa e parodica, suggestione adolescenziale ghignante e scandalosa, Padre UBU, nasce a fine ‘800 tra i banchi di scuola del Liceo di Rennes. Qui, alcuni studenti prendendo di mira un professore indigesto, lo immaginano protagonista di un’epopea grottesca che lo trasfigura fino alle soglie dell’improbabile.
Saccheggiando alcuni elementi tematici e drammatici dai Classici del passato, si rendono artefici di una costruzione surreale e grottesca, di una satira d’occasione, di un racconto epico senza tempo, che vede al centro della vicenda la scalata al Potere di creature ossimoriche come Padre Ubu e il suo seguito.
Essi sono capaci di incarnare in sé ogni imprevedibile umore e bassezza, ogni formulazione ed enunciazione idiota e visionaria. Uccideranno il tiranno per farsi loro stessi tali, ammasseranno ricchezze condannando nobili e finanzieri, distribuiranno ai poveri con una mano per poi togliere un attimo dopo con l’altra, andranno alla Guerra, dilapideranno fortune; e se a qualcuno non và a genio, stia ben in guardia perché potrebbe ritrovarsi in un attimo “decervellato” e fagocitato nella “cornoventraglia” di Ubu, nella sua tasca senza fondo o botola da Phynanze che dir si voglia.

Mettendo costantemente in dubbio le convenzioni del vivere civile, il pinocchiesco Ubu dalla testa di legno, tutto nervi e sensi, “drammatico e vegetale” nega a più riprese le convenzioni del "comunemente accettato", del “solitamente subito” in quella costante sottomissione al Potere che si ripresenta in ogni luogo e tempo, da sempre difficilmente rovesciabile, come nella fantastica Polonia che fa da sfondo al nostro gioco teatrale.
Sempre al di là e al di fuori della società teatrale e civile del proprio tempo, pur mantenendo una sostanziale alienità con il mondo circostante, noi con Padre Ubu e Jarry, tuttavia, né possiamo né vogliamo fare a meno di quel confronto, con la società si intende.
Ne evochiamo così, dopo un attento lavoro da artigiani, le ombre, i fantasmi, le voci inascoltate, le goffe movenze degli esseri di cartapesta che la popolano; restituendole stavolta all’interno di quel luogo onirico e musicale che si confronta a più riprese con piccole e grandi verità al contempo sublimi e terrifiche

Veniteci a trovare
il 12 giugno 2014

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