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Giulio Cavalli - laboratorio "la scrittura civile" e spettacolo "Nomi, Cognomi e Infami" - tre giorn

Milazzo Milazzo ME, Italia
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Laboratorio

La scrittura civile

“LA DRAMMATURGIA NEL TEATRO DI NARRAZIONE”

La scrittura del testo e l’arte di raccontarlo

sede
Villa Amalia Mumbo
via Panoramica 47 Milazzo

il 28 e 29 giugno
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Quota di iscrizione 120 euro (comprendente materiali, cestino pranzo, cena)
Necessaria prenotazione
Per chi viene da fuori zona previste convenzioni in vari B&B a Milazzoper prenotazioni e informazioni theredwhale@yahoo.it – tel +39 345 4458104

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Il laboratorio, condotto da Giulio Cavalli, è rivolto ad un gruppo di autori interessati ad approfondire i temi della scrittura e della successiva messa in scena di un genere specifico, quello del “teatro di narrazione”. Un lavoro per approfondire la propria tecnica di scrittura, ma anche per esplorare il proprio stile narrativo. Particolare attenzione verrà dedicata all’indagine di temi del presente come punto di partenza per la stesura di un racconto.

Durata laboratorio: 12 ore suddivise su due giorni.

Descrizione laboratorio:

Giorno 1

1 Fase: tecniche di scrittura

La drammaturgia e la sua funzione nell’ideazione di un testo ; la costruzione del testo e il suo sviluppo.

2 Fase: dinamiche di scrittura

Cosa raccontare: la scelta del tema , i motivi della denuncia, la ricerca e l’indagine come punto di partenza.

Giorno 2

3 Fase: scrittura della narrazione

Costruzione del proprio testo.

4 Fase: raccontare

Breve approfondimento sul racconto orale, come rendere in scena la propria scrittura attraverso la musicalità delle parole utilizzate per comunicare emozioni e suggestioni rendendo pienamente il significato di quanto si vuole esprimere. Il ritmo della narrazione e l’aspetto musicale ; movimento e parola: voce/corpo/memoria; presenza scenica e rapporto con il pubblico.

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Lo spettacolo
IL 27 giugno al Mastio del Castello di Milazzo
NOMI, COGNOMI E INFAMI

Di e con GIULIO CAVALLI

Produzione:

Bottega Dei Mestieri Teatrali

con il contributo di

Next Regione Lombardia e

Fondazione Cariplo-Etre
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IL 27 giugno al Mastio del Castello di Milazzo

E’ possibile riprendere in mano la memoria senza la solita liturgia di commemorarla ma con la passione di esercitarla? Noi siamo un paese strano: abbiamo 500 anni di storia di giullari che riescono attraverso il sorriso a mostrare il “re nudo” e invece ci chiudiamo nelle stanze del ricordo come fosse un feticcio. Peppino Impastato e i cantastorie molto prima ci hanno insegnato che dietro un sorriso ci sta l’arma più potente per sgretolare il potere. Anzi: il potere diventa prepotente perché non riesce a governare secondo le regole. E allora serve recuperare quella lezione per portare in scena l’erosione dell’onore, per attivare un antiracket culturale che passi attraverso i vizi, le pateticità e le incongruenze degli uomini di mafia che sono riusciti ad imporsi nell’immaginario collettivo grazie ad un “concorso culturale esterno alla mafia”.

NOMI COGNOMI E INFAMI è nato come viaggio tra storie di persone “normali” diventate eroiche per per la pavidità tutta intorno, da Peppino Impastato a Paolo Borsellino, da Libero Grassi a Bruno Caccia fino ai riti e conviti mafiosi che brillano in tutta la loro povertà culturale ed etica. Il canovaccio di NOMI COGNOMI E INFAMI è quello che ci succede intorno: le città che cambiano forma per dare forma ai soldi che vanno riciclati, gli episodi di mafia che non vengono riconosciuti come tali e che basterebbe mettere in fila e soprattutto i nomi e i cognomi e questa abitudine persa di indicare i colpevoli per esporli ad un giudizio pubblico. Dice Mark Twain che “non bisogna avere paura di ciò che non si conosce ma di ciò che crediamo vero e invece non lo è”: noi in scena proviamo a ridere e disarticolare la nostra paura….

“Caro picciotto, o se preferisci, visto che hai imparato a pettinarti e vestirti pulito, caro estorsore, o, se preferisci, caro esattore. E poi caro al tuo capo ufficio, quello che sta seduto a contare i soldi quando alla sera raccoglie le mesate del mandamento, quei soldi che vi auguro che vi marciscano in mano. E poi cari a tutti i falliti, perché è da falliti mangiare sulla metastasi della paura degli altri, oppure, per capirsi meglio, cari a tutti gli uomini d’onore, così ci capiamo meglio, così vi prendiamo dentro tutti e entriamo subito in tema. Sono un commerciante di parole, a volte me le pagano bene, e arrotondo sempre il peso prima di chiudere la vaschetta. [...] Questa sera apro la saracinesca fuori orario e vi vengo a cercare io, ma mica per i cinquecento euro così sto messo a posto, ma perché avrei, dico almeno, un paio di domande, una cosa da niente, mica per capire dove non c’è niente da capire, ma per togliermi il peso. Il peso di una curiosità che alla fine cercate sempre di farci pagare nel mercato della vigliaccheria di cui siete i detentori.”… G.C.

Veniteci a trovare
il 27 giugno 2014

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