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Riapertura della Chiesa Collegiata della SS. Trinità

Cetona Cetona SI, Italia
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Al termine dei lavori di ripristino e restauro, riapre la Chiesa Collegiata di Cetona con una solenne cerimonia presieduta da SE Mons. Stefano Manetti Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza.

Edificata con il titolo di Chiesa di Santo Stefano fra il 1200 ed il 1225 al tempo dei Vescovi orvietani Gualfredo I ed Ermanno di Simone Monaldeschi viene menzionata con il nome di “Ecclesia Santi Stephani di Scitona” negli elenchi delle decime papali nel 1274-76, assieme alla “Plebes Sancti Johannis” all’”Ecclesia Sancti Angeli de Tribio” e all’“Ecclesia Sancta Mariae”.
Nel giugno del 1455, subì al pari del borgo, il saccheggio e gli incendi da parte delle truppe di Jacopo di Niccolò Piccinino. Assieme ad essa, andarono praticamente rase al suolo anche la Pieve di San Giovanni a quella di S. Maria Assunta. Causa le condizioni in cui versava il paese (“La loro povertà e miseria è tanta” si legge in un breve del 1471 di Papa Sisto IV), delle tre Chiese distrutte i cetonesi, avevano “ripiegato” nel ricostruirne ex novo solamente una. La ricostruzione terminò nel 1475 e lo stesso pontefice ne concesse il priorato “al diletto figlio Antonio Dominici, Rettore della Chiesa di Santa Maria.
Per il titolo di dedicazione della nuova Chiesa, non si volle dare alcuna preferenza a quelli delle tre Chiese in essa riunite, ma si scelse quello della Santissima Trinità, a quell’epoca già appartenente ad una chiesetta in rovina posta fuori le mura del paese.

Nuovamente saccheggiata nel 1556 per mano delle truppe del conte Sforza di Santa Fiora ebbe una nuova vita con l'avvento del Marchesato di Gian Luigi “Chiappino” Vitelli. I lavori di ampliamento alla Chiesa della Santissima Trinità terminarono nel 1571 con l'aggiunta di una nuova navata. All’interno, furono aperte tre arcate che mettevano in comunicazione la nuova navata con il corpo centrale della Chiesa e il soffitto della nuova navata fu realizzato con volte a vela.
Nella Chiesa della SS. Trinità erano riunite tre delle quattro cure d’anime della terra di Cetona, ognuna delle quali officiata da un curato cui incombeva l’obbligo del mantenimento della chiesa e che si dava alternativamente il cambio nell’officiare le Messe. Ognuno di essi provvedeva separatamente dagli altri a gestire la propria “cura d’anime” amministrando i sacramenti esclusivamente nell’ambito della propria comunità mantenendo in comune solamente il servizio dell’Officiatura. Nel 1816, finalmente la Parrocchia della Santissima Trinità fu elevata al rango di Collegiata. Nel 1859, la Chiesa venne arricchita con l’acquisto dell’organo a canne opera di Nicomede Agati.
Nel 1940 la Chiesa ebbe a subire gravi danni a causa di alcune scosse di terremoto e ad opera di don stanislao Bacosi, furono iniziati importanti lavori di restauro e ripristino Si ricondusse la facciata all’aspetto originale arretrando l’aggiunta cinquecentesca e fu collocata nella lunetta che campeggia sul portale d’ingresso, una scultura raffigurante S. Pietro, S. Anna e S. Elena opera del fiorentino Mario Moschi.
Sempre nei restauri, vennero alla luce i resti di tre affreschi. A sinistra, si scoprì una “Incoronazione della Vergine “di scuola umbra del XVI secolo, riferibile secondo alcuni alla bottega del Pinturicchio. Sempre sullo stesso lato, si rinvenne una “Madonna con bambino “ con accanto una figura di Santo barbato vestito di rosso riconducibile alla fine del 1400, inizi del 1500. Dal lato opposto i resti di un lavoro cinquecentesco, molto rovinato dall’umidità raffigurante un Sant’Antonio Abate, San Girolamo, e Santa Caterina di Alessandria.
I recenti lavori di restauro, hanno permesso di ripristinare alcune antiche strutture rimaste inglobate nei rifacimenti passati e consolidare interamente il tetto.

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il 2 giugno 2014

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