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Gianna Schelotto presenta Le rose che non colsi

Feltrinelli point Altamura Via Vittorio Veneto 69, Altamura BA, Italia
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Dialoga con l'autrice
la giornalista Anna Larato de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Interviene
lo psichiatra Francesco Viti.


Attraverso una serie di racconti a metà tra narrativa e psicologia, Le rose che non colsi affronta il tema delle occasioni mancate, delle cose non dette che provocano rimpianti e struggimenti. Amore, opportunità professionali, amicizie - racconta Schelotto - sono solo alcune delle cosiddette sliding doors che pesano sulla nostra vita, impedendoci di evolvere.
L'autrice affronta i se del passato che ci fanno vivere immersi dentro ciò che è stato, nelle speranza di tornare indietro nel tempo per poter cambiare il finale di un film che sta tutto nella nostra testa.
E proprio su questo argomento, si è concentrato il sondaggio I migliori anni della nostra vita, titolo che parafrasa la celebre canzone di Renato Zero. A 2400 uomini e donne italiane è stato chiesto di indicare il periodo della propria vita che rimpiangono di più. Quello in cui rivivrebbero volentieri.
I risultati sono stati presentati a Milano alla presenza della stessa Schelotto, del collega Fulvio Scaparro, dell'attrice Lella Costa e di Luca Barabino di Barabino & Partners, società di comunicazione che ha promosso l'indagine.
Dai dati raccolti è emerso che più del 60% dei partecipanti vorrebbe ritornare ad un'età compresa tra i 20 e i 40 anni; uno scarso 12% ha risposto che preferirebbe fermarsi ai 50 anni. La percentuale scende sotto al 10% fra chi girerebbe le lancette indietro fino ai tempi delle superiori.
Sfatato, quindi, il mito che vuole l'adolescenza come periodo d'oro. Stando al sondaggio, gli italiani sarebbero ben felici della raggiunta maturità. Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse, così recita un proverbio francese. E qui sta la chiave per capire meglio i risultati dell'indagine: l'età della maturità sa e può, ecco perché agli italiani piace diventare grandi. Senza rimpianti o troppa nostalgia per ciò che è stato.
E se Guido Gozzano scriveva «Non amo che le rose che non colsi», nel suo libro Schelotto invita a guardare avanti, cogliendo tutti i fiori, fuor di metafora, le opportunità che la vita ci offre.

Veniteci a trovare
il 4 giugno 2014

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