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PRESENTAZIONE DEL MARCHIO:"TERRA DEL PRINCIPE IMPERIALI"

Francavilla Fontana Francavilla Fontana BR, Italia
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Accademia Imperiali
Sodalizio Letterario e Scientifico
Club
“Marchese Guido Imperiali di Francavilla”
FRANCAVILLA FONTANA

Tel.: 3389413254 0831844730
Prot.123 Francavilla Fontana, 05.05.2014

Invito agli Illustri
Amici di
Facebook
LORO SEDI

INVITO.
Nel calendario degli eventi culturali predisposti dal Consiglio Accademico - Club “Marchese Guido Imperiali di Francavilla” - sono state programmate anche le iniziative di cui sopra.
Nel trasmetterVI n.3 NOTE accompagnatorie, in cui è ampiamente spiegato lo spirito e le motivazioni di tali eventi, lo scrivente , il Consiglio ed i soci tutti del territorio dell’Accademia Imperiali, sarebbero onorati di accogliere le SS.LL. in occasione dell’inaugurazione del restaurato Monumento ai Caduti della 1^ Guerra Mondiale
( scolpito dall’indimenticabile scultore francavillese Raffaele Argentieri e restaurato dallo scultore,Prof. Donatello Grassi) e degli altri eventi programmati, quali Illustri Figli di questa Grande Terra Jonico-Salentina.
Qui di seguito, viene illustrato succintamente quanto –poi- ampliato nelle circolari sopra citate.
Nella certezza di poter contare sulla Vostra Preziosa testimonianza, si coglie l’occasione per inviare i piu’ cordiali saluti.

(Francesco Fullone)

PROGRAMMA EVENTI:
a
Francavilla Fontana
Martedi 17 Giugno alle ore 17.00.

Presentazione del “Marchio Qualita’ –
Terra dei Principi Imperiali” e dei Progetti:
“Castelli Imperiali di Puglia”
e
“Castelli e Dimore Imperiali d’Italia”.
Salone del Castello Imperiali – Francavilla Fontana.

Mercoledi 18 Giugno 2014
Ctr.Bax ore 17.00
Inaugurazione del restaurato
Monumento ai Caduti
con cerimonia Militare e Religiosa
°°°
Piazza Giovanni XXIII – ore 20.30
Recital Musicale Internazionale
“Inno alla Pace dei Popoli del Mediterraneo”.
°°°
a
MANDURIA
Vecchia Via Francavilla-Manduria –
Area di Volo AERO-TRE
GIOVEDI 19 Giugno ore 17.00-22.
Memorial Per MANU
Battesimo del Volo
Evento Musicale Rurale – “SULL’AIA”
Organizzato
dall’ ACCADEMIA IMPERIALI di VOLO

*********************************************************
1^ Comunicato- invito


Presentazione del “Marchio Qualita’ – Terra dei Principi Imperiali” e dei Progetti: “Castelli Imperiali di Puglia”e
“Castelli e Dimore Imperiali d’Italia”.
Salone del Castello Imperiali – Francavilla Fontana. Martedi 17 Giugno alle ore 17.00.

Nel calendario degli eventi culturali predisposti dal Consiglio Accademico - Club “Marchese Guido Imperiali di Francavilla” - sono state programmate anche le iniziative di cui in epigrafe.
Nel 1997, in un incontro plenario dei soci dell’Accademia Imperiali, fu lanciata l’idea di dare voce alla terra dei Principi Imperiali , quale importante “Brand” per valorizzare e proteggere le iniziative degli operatori del territorio. Varie difficolta’ ne impedirono la percorribilita’ del progetto. Nel 2003, aiutati dall’Associazione Industriali di Brindisi,in un incontro tenutosi al Palazzo Martini di Oria tra alcuni dei comuni del Territorio,fu rilanciata l’idea e fu delegato il Comune di Francavilla Fontana di predisporre gli atti relativi. Anche in questa occasione – nonostante il completo aiuto da parte del Consiglio Accademico Imperiali, non si giunse ad alcun traguardo. Nel 2010 , in occasione dei festeggiamenti dei 700 anni della nascita della citta’ di Francavilla, l’Accademia, insieme ai discendenti dei Principi Imperiali di Francavilla e degli Scolopi, rilancio’ il Marchio Qualita’ Terra dei Principi Imperiali, delegando l’Accademia per perfezionare gli atti di che trattasi.
Oggi,finalmente, possiamo dire di essere pronti.
Infatti,il Marchio Qualita’, regolarmente registrato, ha lo scopo di proteggere gli operatori del territorio che desiderano intraprendere un percorso privilegiato di crescita sul territorio ed anche a livello internazionale.
Il marchio è suddiviso in quattro parti ed in due immagini :

La prima : su tre livelli di scrittura,in stampatello maiuscolo (font trajan pro).La scritta è in colore grigio scuro,mentre la parola “imperiali” è in colore blu,accando alla parola terra c’è un simbolo di animale alato” ed è riservata quale :
a)- garanzia dei Servizi di Qualita’ (nei campi sanitari,di consulenza fiscale, giuridica,ecc.)

L’altro,tutto in oro: “Marchio Qualita’ Terra dei principi Imperiali”,con al centro un’aquila reale, è riservata quale:
b)- garanzia dei prodotti agro-alimentari;
c)- garanzia dei prodotti non alimentari (abbigliamento,ecc.)
d)-garanzia dell’Ospitalita’ (Ristoranti,alberghi,ecc.)

Ogni settore ha uno o piu’ disciplinari ed una commissione tecnica di controllo specifica. Le Commissioni sono quasi tutte pronte e sono formate da esperti dei vari settori . In tutto questo è stata chiesta anche la collaborazione di alcune universita’ italiane e straniere.
Per quanto riguarda l’ OSPITALITA’, inserito nel Progetto. “CASTELLI IMPERIALI DI PUGLIA”, ogni comune che fa parte della Terra dei Principi Imperiali, sara’ coinvolto nella presentazione poliedrica del progetto. Il turista che visitera’ la citta’ interessata dal “Pacchetto Turistico” acquistato, avra’ ricevuto gia’ capillare informativa completa del luogo :
ARTE, MONUMENTI, DIMORE STORICHE,AZIENDE AGRO-ALIMENTARIE E NON, AZIENDE AGRITURISTICHE, ALBERGHI, RISTORANTI,BED and BREAKFAST,ecc.,con relative guide turistiche.


Le citta’ coinvolte sono le seguenti:
Poggio Imperiale (Fg) Martina Franca (Ta) Villa Castelli ( Br) Francavilla Fontana ( Br) S.Michele Salentino(Br) Carovigno(Br) Serranova(br) S.Vito dei Normanni(br) Latiano(br) Mesagne(Br) Sava(Ta) Oria(Br) Manduria(Ta) Uggiano Montefusco(Ta) Maruggio (Ta) Avetrana (Br) Tricase (Le)

Successivamente, nascera’ un altro progetto: Castelli e Dimore Imperiali d’Italia.
In tale progetto saranno coinvolte le citta’ di: Sant'Angelo dei Lombardi(Av) Nusco (Av) Lioni,(Av) Andretta (Av) Aquilonia(Av) Salerno Napoli Genova Asti Torino, dove la famiglia Imperiali estese i suoi domini.

L’Accademia Imperiali potra’ curare anche le relative pratiche per i finanziamenti europei ai quali si dovra’ accedere per raggiungere gli obiettivi di che trattasi. Infatti, il Sodalizio – al suo interno – ha gia’ ex dirigenti di istituzioni pubbliche e private in pensione che hanno scelto - da volontari e gratuitamente – di aiutare la comunita’ “Terra dei Principi Imperiali “ , contribuendo al suo sviluppo, per far si che i giovani del territorio possano trovare quelle necessarie ed indispensabili risorse per la loro realizzazione nel territorio natio senza dover emigrare.
L’Accademia Imperiali, con il medesimo spirito di servizio, da oltre venticinque anni percorrere la strada della formazione spirituale sui grandi valori dell’Uomo con forza ma anche con profonda gioia, nel nobile intento di aiutare le nuove leve –
“ colonne portanti della societa’ del domani”, a trovare quei giusti equilibri socio-culturali-economici per salire anch’essi la via del sapere e del giusto collocamento nel mondo produttivo, senza distinzione di razza, religione o status sociale.
L’Accademia Imperiali, vuole realizzare detti progetti con grande determinazione e convinzione, i quali potranno essere replicabili in altre parti d’Italia e d’Europa, affinche’ continuino ad essere sempre piu’ stimolo per nuove conquiste sociali e per nobilitare sempre piu’ il lavoro ed il benessere dell’uomo, in una osmosi di liberta’.
Grande collaborazione ,questo sodalizio,si attende anche dall’antica istituzione fieristica dalle origini medievali: la “Fiera dell’Ascensione”,la quale,nel suo interno ha predisposto gia’ da alcuni anni un : “Centro Servizi alle imprese ed ai cittadini” non ancora attivato. Detto Centro Servizi potra’ essere, insieme all’Ente Fiera una valida Cassa di Risonanza ,portando le aziende del territorio in varie parti d’Italia, d’Europa ed internazionale per ampliare la conoscenza dei prodotti e dei luoghi della Terra dei Principi Imperiali,nel mondo.
Premesso tutto cio, si rivolge invito ai politici, agli esperti, agli amici, ai giovani,alle aziende interessate ed a tutti i cittadini , chiedendo loro di voler considerare l’opportunita’ di partecipare all’incontro per ascoltare ma anche per donare all’Accademia quei suggerimenti indispensabili al raggiungimento insieme – finalmente – degli obiettivi che da tempo si desidera raggiungere per il bene comune e per la crescita del territorio: “Terra dei Principi Imperiali”.
Nella certezza di poter conseguire l’adesione di cui sopra, si ringrazia ed in attesa di avere l’onore di accoglierVi , si inviano i piu’ cordiali saluti.

IL PRESIDENTE DEL CLUB
(Cav. Dott. Francesco Fullone)



P.S.:
• Saranno anche presenti : Esponenti dei discendenti dei Principi Imperiali che giungeranno da varie parti d’ Italia e dall’estero. Inoltre, parteciperanno : Il presidente nazionale d’Italia,prof. Elio Pagliarolo, il presidente Europeo,avv. Euprepio Padula ed il Presidente Internazione : dr.ing. Francesco Imperiali di Francavilla oltre agli avv.ti Riccardo e Rosario Imperiali che hanno registrato il Primo Marchio “Terra dei Principi Imperiali” riservato ai servizi di qualita’.
• Si allega una breve ricerca storica del Prof. Giorgio Martucci,storico , accademico imperiali .


2^ COMUNICATO

Festeggiamenti dei 704 anni della nascita della citta’ di Francavilla Fontana, 153 anni della Repubblica Italiana e 85 anni del Riconoscimento dello Stato del Vaticano.
Inaugurazione del Restaurato Monumento ai Caduti della Ctr. Bax. Ore 17.00

Recital Musicale Internazionale “Inno alla Pace dei Popoli del Mediterraneo”.
18 Giugno 2014. Ore 20.30 -
Piazza Giovanni XXIII – Francavilla Fontana.

Nel calendario degli eventi culturali predisposti dal Consiglio Accademico - Club “Marchese Guido Imperiali di Francavilla” - sono state programmate anche le iniziative di cui in epigrafe.
Questo sodalizio, a suo tempo, chiese e fu autorizzato dal Comune di Francavilla ad effettuare gratuitamente – con i propri scultori – il restauro del Monumento al “Milite Ignoto” , scolpito in onore dei giovani soldati di Bax e di tutti gli altri eroi caduti nel primo conflitto mondiale,dall’indimenticabile scultore Raffaele Argentieri di Francavilla, ormai ridotto ad un moncone dall’usura del tempo e dalla incuria e vandalismo degli uomini. L’Accademia, legata al proprio territorio, ha creduto opportuno restaurare e donare alla Comunita’ locale un degno simbolo di riconoscenza per il grande sacrificio occorso a tanti figli di questa amara terra per difendere la riconquistata liberta’. All’uopo, si annuncia che i lavori di preparazione delle parti ammalorate del monumento citato, sono state approntate dallo scultore - Accademico Imperiali – prof. Donatello Grassi e che - agli inizi di giugno - si vuole completare l’opera per poterla presentare ufficialmente e con tutti gli onori alla Comunita’ , in un’evento in cui parteciperanno le forze armate della Puglia , le piu’ importanti autorita’ politiche , sociali e religiose del territorio ed oltre. I preparativi sono gia’ in atto.
Unitamente a detto evento, si vuole completare la giornata con un Recital Musicale Internazionale che si terra’ in Piazza Giovanni XXIII, alla presenza di autorita’ civili,militari e religiose denominato: “Recital Musicale Internazionale in Onore della Pace dei Paesi del Mediterraneo”. Con l’occasione saranno invitati coloro che saranno scelti dal popolo francavillese a Guidare la Citta’ e sara’ dedicato anche a loro,come buon auspicio,la serata. E’ assicurata una delegazione del Governo Albanese,la quale rappresentera’ il simbolo della piu’ giovane democrazia del Mediterraneo.
Premesso tutto cio, si rivolge invito ai politici, agli amici, ai giovani ed a tutti i cittadini , chiedendo loro di voler considerare l’opportunita’ di partecipare agli eventi, i quali sono sotto il patronato del presidente della Repubblica.
Vedervi numerosi sara’ il piu’ bel dono che potrete fare verso coloro che stanno elargendo ogni sforzo e gratuitamente , in onore della riscoperta della “BELLEZZA”, della “LIBERTA’” e della crescita del territorio: “Terra dei Principi Imperiali”.
Nella certezza di poter conseguire l’adesione di cui sopra, si ringrazia ed in attesa di avere l’onore di accoglierVi , si inviano i piu’ cordiali saluti.

IL PRESIDENTE DEL CLUB
(Cav. Dott. Francesco Fullone)


P.S.: Saranno anche presenti : Illustri Esponenti dei discendenti dei Principi Imperiali che giungeranno da varie parti d’ Italia e dall’estero. Inoltre, parteciperanno : Il presidente Nazionale d’Italia,prof. Elio Pagliarolo, il presidente Europeo,avv. Euprepio Padula ed il Presidente Internazione : dr.ing. Francesco Imperiali di Francavilla .
Saranno presenti molte aziende del territorio che presenteranno i loro prodotti agro-alimentari .
Inoltre,oltre al “Riccio” e al “Dolce degli Imperiali”, sara’ presentato un’altra leccornia del 1700: “Il Bacio del Principe” del grande gastronomo della famiglia Imperiali, Vincenzo Corrado,voluto proprio dal cardinale Giuseppe Renato Imperiali di Francavilla.
IL PRINCIPATO DEGLI IMPERIALI

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Tratto dai testi storici curati
Dal Grand’Accademico Imperiali
“Stella d’Oro Accademica”
Prof. Giorgio Martucci



Progetto: Castelli e Dimore Imperiali di Puglia

Progetto: Castelli Imperiali e Dimore Imperiali d’Italia

Progetto : Marchio Qualita’ : “Terra dei Principi Imperiali”






Poggio Imperiale (Fg)
Martina Franca (Ta)
Villa Castelli ( Br)
Francavilla Fontana ( Br)
S.Michele Salentino(Br) Carovigno(Br) Serranova(br) S.Vito dei Normanni(br) Latiano(br) Mesagne(Br)
Sava(Ta)
Oria(Br)
Manduria(Ta)
Uggiano Montefusco(Ta)
Maruggio (Ta)
Avetrana (Br)
Tricase (Le)



Sant'Angelo dei Lombardi(Av)
Nusco (Av)
Lioni,(Av)
Andretta (Av)
Aquilonia(Av)
Salerno
Napoli
Genova
Asti
Torino

Francavilla Fontana è una operosa cittadina di oltre 36.000 abitanti nel cuore del Salento, baricentro fra le tre province di Brindisi, Taranto e Lecce. Nell’anno dell’unità d’Italia la sua popolazione era di 15.000 abitanti ed è gradatamente aumentata, con un incremento massimo del 25% nel 1951. Le campagne si estendono per oltre 175.000 kmq, corrispondente ad un quadrato di circa 13 km di lato, e confina con una diecina di centri. La campagna è suddivisa in oltre cinquanta contrade, ciascuna delle quali contiene una masseria di cui molte sono abbandonate. La prevalente economia per secoli è stata agricola, ma vi sono stati periodi in cui si sono affermate aziende manifatturiere e commerciali, ed anche periodi di fioritura artistica, pittorica, culturale e artigianale. Nella cultura, la città ha vissuto un periodo eccellente con le istituzioni scolastiche tenute dall’ordine degli Scolopi, dai primi del 1700 fino al momento delle leggi eversive. Nel campo artistico si è distinto il filone dei pittori a cavallo fra il 1700 e il 1800, con pittori come il Carella (morto nel 1813) della scuola napoletana del Solimena.
La città ha avuto per oltre due secoli il privilegio di essere il capoluogo di un territorio governato dalla nobile e prestigiosa dinastia degli Imperiali, originaria di Genova e radicatasi successivamente a Napoli e in molte altre zone del Meridione. Nel 1572 il feudo venne comprato dal giovane aristocratico genovese Davide Imperiali, protagonista della battaglia di Lepanto; egli fu signore delle terre di Francavilla, col titolo di marchese di Oria. Il titolo di Principe fu ottenuto dal nipote Davide, il vero capostipite degli Imperiali. Nel 1586, a trentatré anni, Davide Imperiali morì a Genova, probabilmente avvelenato. Davide Imperiali, nato a Genova nel 1542, era figlio di Andrea e di Perinetta Spinola. Il marchesato fu ereditato dal figlio Michele, che nel 1565 sposò Maddalena Spinola e dimorò a Genova fino al 1593. Egli fu il primo degli Imperiali che dimorò a Francavilla, arredando sontuosamente il castello.
Il terzo marchese fu il figlio Davide Imperiali, che nel 1622 sposò la cugina Veronica Spinola. Anch'egli morì giovane, nel 1623. Il figlio di Davide, Michele, fu accudito da Maddalena Spinola, che rimase a Francavilla fino al febbraio del 1626, per poi ritornare a Genova. In questo modo il bambino fu sotto la guida di Marc'Antonio Imperiali, morto nel 1628 e sepolto nella chiesa di Santa Maria della Croce. Michele Imperiali, nato nel 1623, diventato maggiorenne, ebbe il titolo di quarto Marchese di Oria e ottenne nel 1646 anche quello di primo Principe di Francavilla. Nel 1644 Michele sposò a Genova Brigida Grimaldi, dalla quale ebbe dodici figli. Uno dei suoi figli fu Giuseppe Renato, nato nel 1651, divenuto cardinale nel 1690 e morto a Roma nel 1737. Una figlia di Michele fu Aurelia Maria Imperiali, nata il 20.09.1646, che andò sposa a Petraccone Caracciolo, 8º duca di Martina Franca. Il 6 dicembre 1664, a 41 anni, Michele Imperiali morì. A succedergli nel Principato fu il figlio Andrea, nato nel 1647, rimasto a Genova fino al 1677, dove sposò Pellina Grimaldi, sorella all'allora principe di Monaco. Colpito da una malattia, il 25 novembre 1678, dettò le sue volontà al notaio: tra queste, donò 2000 ducati per l'introduzione nella città dei Padri delle Scuole Pie, con l'obbligo di istruzione gratuita e di assistenza ai moribondi. Andrea Imperiali morì quello stesso giorno, a 31 anni.
Michele Imperiali, (*Francavilla 16.IX.1673, +Napoli 23.VI.1738), figlio di Andrea e Pellina, ereditò il principato. Nel 1691, a diciannove anni, sposò a Torino Irene Delfina di Simiana, (* Torino 18.09.1670 + Torino 15.02.1725), Principessa di Montafia, Marchesa di Pianezza, appartenente ad una nobile famiglia piemontese, con capoluogo a Pianezza,e acquisì tutti i titoli e i feudi appartenenti alla famiglia della consorte.
Michele Imperiali decise di trasformare il castello in palazzo (tra il 1720 ed il 1730). Nel 1739 Michele Junior, che nel 1740 aveva sposato a Napoli Eleonora Borghese, lo fece isolare, facendo demolire un muro ed alcune botteghe dal lato nord e demolendo archi e colonne che sostenevano un pergolato sul portone d'ingresso. Alla morte di Michele (1782), mancando gli eredi, il palazzo fu incamerato tra i beni del regno come proprietà feudale, ma l'erede designato da Michelino, Vincenzo Imperiali di Latiano, intentò causa al Regio Fisco e, dopo lunghe vertenze giudiziarie, gli fu attribuito il titolo di principe di Francavilla Fontana, mentre del palazzo ereditò: gioielli, mobili, arredamento, libreria, attrezzatura del teatro. Intanto Francavilla ottenne il titolo di Città il 19 aprile 1788 dal Re di Napoli Ferdinando IV. La città, nel corso dei secoli, ha attraversato anche periodi di ristrettezza e di lutti, in occasione di varie epidemie e carestie, ed anche in occasione del terremoto del 20 febbraio 1743, che colpì numerosi centri del Salento, fra cui Brindisi, Mesagne e Nardò.
I principali e più significativi edifici della città sono il castello e la chiesa madre (recentemente dichiarata basilica pontificia minore), di origine angioina, crollata nel terremoto del 1743 e ricostruita nel 1759. Nel 2009 sono stati celebrati i 250 anni della sua riedificazione. Chiesa madre e castello sono i due più preziosi gioielli del patrimonio storico, artistico e architettonico cittadino. La chiesa fu ricostruita in 16 anni e la metà del suo costo fu sostenuta dal principe Michele Imperiali. Il castello, intorno al 1730, era riccamente arredato e conteneva centinaia di tele e migliaia di libri, secondo un minuzioso inventario dell’epoca. Un busto di San Renato, interamente d’argento, fu donato dal cardinale Renato Imperiali, morto a Roma nel 1737. Il prezioso busto rimase custodito nella chiesa madre finché non fu rubato verso il 1980.
Francavilla presenta moltissime chiese, molte delle quali risalenti al 1700, ed altre di epoca precedente: Chiesa dei Padri Liquorini, Chiesa di Santa Chiara, Chiesa di Maria Santissima della Croce, Chiesa di San Sebastiano (1696), Chiesa dello Spirito Santo (1778), Chiesa del Carmine, Chiesa di San Giovanni (sec. XV), Chiesa dell'Immacolata (1868) e omonima chiesetta, comunemente conosciuta come chiesa del “Milord”.
Altre Chiese sono: Chiesa di San Biagio, che fu tenuta dai Fatebenefratelli, Chiesa di San Nicola, Chiesa di Sant'Eligio (prima parrocchia filiale), Chiesa dei Sette Dolori, Chiesa di Santa Maria delle Grazie (a pianta ottagonale, del 1646 circa), Chiesa del Salvatore, Chiesa della Madonna di Pompei (1868), Chiesa di Sant'Angelo, Chiesa della Madonna degli Ulivi (sec. XVII), Chiesa della Madonna di Grani (fuori dall’abitato, ora nell’agro di Villa Castelli).
La devozione popolare è stata sempre molto diffusa nel corso dei secoli, tanto che molte contrade sono identificate con appellativi religiosi e innumerevoli luoghi sacri sono diffusi nelle dimore e nelle campagne. Chiese minori esistite nell’abitato furono:
Chiesa di S. Maria Maddalena, Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (di rito greco) nei pressi della “chiesa maggiore”, Cappelle di S. Lucia, di Santa Maria di Loreto (“dello Reto”), del Santissimo Salvatore, di Santa Maria delle Grazie dentro il castello, di S. Nicola, di Santa Maria dei sette dolori , di Santa Maria “de finibus Terrae”, di Santa Cesarea, di S. Francesco (convento dei Conventuali), ora dei Redentoristi , del Patrocinio della beata Maria Vergine, di Santa Maria della Pietà, di S. Maria della Misericordia (al foggiaro)

Altre chiese a cappelle che nel 1643 risultavano fuori dell’abitato e considerate “Cappelle rurali”, con l’espansione della città, attualmente risultano all’interno dell’abitato o appena in periferia:
Cappella di S. Lorenzo, di S. Vito, di S. Livino, di S. Antonio abate, del Ss.mo Crocifisso,
della B. Maria V. dell’oliva, di S. Maria di Pazzano, di S. Maria Vergine delle Paludi, di Buontempo, di Santa Maria della Neve, di San Marco.

La città presenta molte vie lunghe e rettilinee, una intitolata a Michele Imperiali e l’altra intitolata a Irene Simeana. Vi sono due corsi prestigiosi, uno dei quali conduce al castello e l’altro conduce al maestoso edificio degli Scolopi, per poi proseguire fino alla porta dei Cappuccini. I palazzi più signorili presentano aspetti barocchi, ma vi è abbondanza anche di edifici di fine ottocento e di epoca umbertina e alcuni in stile liberty.
I palazzi da segnalare sono:
Palazzo Argentina, Palazzo Maggi-Scazzeri, eretto nella seconda metà del XVIII secolo dalla famiglia Forleo-Brayda, Palazzo Giannuzzi-Carissimo, Palazzo del Sedile, Palazzo Cotogno, Palazzo Marrucci, Palazzo Bianco, Palazzo Basile, Palazzo Guarino, Palazzo Caniglia, Palazzo Barbaro Forleo, Palazzo Clavica, Palazzo Salerno, Palazzo dei Procuratori, Palazzo Bottari.


Gli Imperiali, originari di Genova, si insediarono a Napoli con l’attività di banchieri, città nella quale ebbero la chiesa di San Giorgio dei Genovesi in via Medina, a loro riservata, e poi gradatamente, suddivisi in rami genealogici, in varie parti del meridione d’Italia, fra cui Sant’Angelo dei Lombardi nell’Irpinia e in Capitanata, fondando Poggio Imperiale.
Il motivo per cui Davide Imperiali, dopo la battaglia di Lepanto trovò conveniente impossessarsi del feudo che faceva capo a Oria, sede vescovile, non è mai stato pienamente dimostrato; si può tuttavia ipotizzare che fosse utile per l’intero traffico mercantile della repubblica di Genova, avere un punto d’osservazione in prossimità del mare Adriatico, per controllare il dominio e i traffici della repubblica di Venezia.
Gli Imperiali ebbero importanti uomini d’arme, cardinali, dogi, diplomatici, ed è possibile fornire un ridotto elenco.



Dogi biennali:
Imperiale (Tartaro) Giovanni Giacomo: 25 aprile 1617 - 29 aprile 1619.
Imperiale Lercari Francesco Maria: 18 agosto 1683 - 18 agosto 1685.
Imperiale Francesco Maria: 22 settembre 1711 - 22 settembre 1713.
Davide Imperiale (1540 – Genova, 1612), ammiraglio e nobile italiano, primo marchese di Oria, signore di Francavilla e Casalnuovo. Nacque nel 1540 da Andrea e Perinetta Spinola di San Luca. Nel 1565 sposa Aurelia de Marini Castagna da cui ha 5 figli. Davide Imperiale partecipò alla battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 contro l'Impero Ottomano come capitano di galere. Quando una nave turca minacciava di speronare la galea Capitana al cui comando era Marcantonio Colonna, ammiraglio della flotta pontificia e comandante in seconda dell'intera flotta cristiana, sacrificò eroicamente la propria nave, schiantandosi contro la nave turca per proteggere la nave del Colonna. Come ricompensa per il suo comportamento eroico, ottenne nel 1572 da Filippo II, re di Spagna, il vasto feudo di Oria in Terra d'Otranto tolto a Filippo Spinola . Nel 1575, comprò per 140 000 ducati il feudo di Francavilla Fontana divenendone ‘signore’ dando origine al ramo "Imperiali di Francavilla". Morì a Genova nel 1612, probabilmente avvelenato.
Giovanni Vincenzo Imperiale (1582-1648), politico, letterato e collezionista d'arte genovese.
Michele Imperiali, primo principe di Francavilla, quarto marchese di Oria e signore di Casalnuovo, signore di Massafra, patrizio genovese (1623-1664).
Cardinale Lorenzo Imperiali (Genova 21.2.1612 +21.9.1673), sepolto a Roma nella Chiesa di Sant’Agostino.
Giulio I Imperiale, primo principe di Sant'Angelo dei Lombardi , grande di Spagna di I classe, patrizio genovese (1680-1738), che fu capostipite degli "Imperiale di Sant'Angelo".
Giuseppe Renato Imperiali (29.4.1651- 15.1.1737), nominato cardinale da papa Alessandro VIII, fu uno dei candidati favoriti per l’ascensione al soglio pontificio e nel conclave dello stesso anno ottenne ben 18 voti, ma non fu eletto a causa della sua età avanzata e dell'ostilità del re di Spagna che pose il veto alla sua candidatura. Sepolto a Roma nella chiesa di Sant’Agostino.
Placido Imperiale, secondo principe di Sant'Angelo dei Lombardi e fondatore di Poggio Imperiale.
Nato a Napoli il 13 aprile 1727, passato a miglior vita il 10 dicembre 1786 all'età di anni 59; le sue spoglie furono traslate nella cripta di famiglia nella Chiesa di San Giorgio dei Genovesi in Napoli, dove già riposavano il padre Giulio e gli altri consanguinei.
Nel 1759 il Principe fece arrivare nel nuovo villaggio alcune famiglie provenienti da S. Marco in Lamis, Bonefro, Portocannone, Foggia, Bari e Francavilla, mentre due anni dopo invitò molti albanesi a vivere nel nuovo paese offrendo loro lavoro, vitto e alloggio.

Imperiali Vincenzo Maria. - Nacque a Latiano il 26 marzo 1738 da Giovanni Luca (Genova 1683 - Latiano 1749), secondo marchese e quarto signore di Latiano, e da Geronima Centurione dell'illustre casato genovese. L'I. fu il quarto marchese di Latiano dal 1781, alla morte senza discendenza del fratello maggiore Domenico Maria (1732-81). Egli aveva perso la madre alla nascita, e perderà il padre poco più che decenne. Il 18 febbraio 1782 si era estinto a Napoli, con la morte di Michele IV, il ramo degli Imperiali principi di Francavilla; attraverso complesse vicende i feudi ricaddero al Demanio regio, ma le grandi proprietà allodiali, i gioielli, le argenterie, i quadri, i mobili e i libri pervennero all'I. in quanto erede fidecommissario all'I. che, il 24 nov. 1791 (rogito di G. Corvisiero, notaio in Napoli), per investire parte dei gran capitali ereditati l'I. fece acquisto al prezzo di 323.000 ducati della terra di Mesagne con il feudo di Calesano. Morì a Napoli, dove ormai risiedeva, il 5 marzo 1816, due anni dopo la moglie.
Cardinale Cosimo Imperiali (Genova 24.4.1685 +13.10.1764).

Guglielmo Imperiali di Francavilla (Salerno 19.8.1858 – Roma 20.1.1944), diplomatico, fu ambasciatore d'Italia a Costantinopoli (1904), poi a Londra (1910), dove firmò il Patto di Londra del 26.4.1915. Alla fine della prima guerra mondiale fu membro della delegazione italiana a Ginevra per la firma del Trattato di Versailles del 28.6.1919 e rappresentante italiano al Consiglio della Società delle Nazioni dal 1921, da cui si dimise subito dopo la Marcia su Roma (28.10.1922). Senatore dal 16.10.1913, fu decorato del Collare dell'Annunziata, massima onorificenza di Casa Savoia, nel 1932. Fu l’ultimo proprietario del Palazzo Imperiali di Latiano, da lui venduto al Comune nel 1908.
Giovanni Imperiali d'Afflitto di Francavilla (1890-1983), generale di cavalleria dell'Esercito Italiano nella campagna di Libia e nella prima e seconda guerra mondiale, membro della Consulta Nazionale del Senato del Regno, decorato come cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e dell'Ordine Militare d'Italia, ricevette una medaglia d'argento al valor militare, quattro medaglie di bronzo al valor militare, e la Croce di Ferro tedesca al valore di guerra, fu comandante dell'ultima azione di cavalleria italiana del reggimento «Lancieri di Aosta» di stanza a Napoli.

Moltissimi discendenti dell’originaria dinastia vivono in tantissime parti d’Italia e perfino in alcuni Stati esteri: Napoli, Roma, Genova, Lombardia, Veneto, Puglia, Gran Bretagna, Stati Uniti.








































RAMO DEGLI IMPERIALI DI SANT’ANGELO.

Nel’Italia meridionale, fra l’Irpinia e la Capitanata, si insediò un ramo collaterale che ebbe inizio con l'acquisto da parte di Gian Vincenzo Imperiale di Genova nel 1631 dello "Stato di Sant'Angelo" del Regno di Napoli, comprensivo di Sant'Angelo dei Lombardi, Nusco, le terre di Lioni, Andretta e Carbonara (oggi Aquilonia). Il principe Placido Imperiale di Sant'Angelo fu fondatore di Poggio Imperiale in Capitanata. Di questo ramo si accennerà nella parte finale.
Le città e le località possedute dagli Imperiali nella Terra d’Otranto, alcune delle quali anche se per brevi periodi, sono principalmente Oria e Casalnuovo poi denominata Manduria comprese le saline di Torre Columena, che furono la risorsa principale delle loro attività commerciali. Francavilla, Oria e Casalnuovo furono inizialmente a pieno titolo le tre località che componevano l’originario marchesato. Infatti il primo titolo a loro conferito fu quello di marchesi di Oria, ma ben presto si insediarono a Francavilla.
A Oria si dice che il palazzo delle Missioni, tornato ad essere sede del Seminario, sia stato voluto dal cardinale Giuseppe Renato Imperiali; nella vicina campagna di contrada Laurito la chiesetta in essa ubicata è considerata anch’essa come opera voluta dal suddetto Cardinale.

A Manduria (denominata Casalnuovo fino al 1788) costituisce tuttora il più maestoso edificio il palazzo Imperiali, progettato da Mauro Manieri. Attualmente è di proprietà privata; presenta esternamente due fastosi stemmi in pietra agli spigoli dello scenografico balcone, ed all’interno, al termine della scalinata, è leggibile un’epigrafe riferita al principe Michele Imperiali e alla sua consorte principessa Irene di Simiana.
Dopo Francavilla Michele ama moltissimo Casalnuovo che spessissimo abita. Qui fa erigere il gran palazzo principesco sul luogo dell’antico castello opera dei Normanni. Fa inoltre edificare la porta di Napoli e favorisce il commercio interno. Inoltre nelle cariche importanti agli abitanti di Casalnuovo preferisce quelli di Francavilla.

Una testimonianza tangibile dell’interessi degli Imperiali per Manduria si trova nella chiesetta dell’Immacolata, da cui prese l’avvio della pratica devozionale del Digiuno alla vigilia del giorno dell’Immacolata. La chiesa, ultimata nel 1660, custodisce all’interno una lunga epigrafe che racchiude il volto del cardinale Giuseppe Renato Imperiali ed una tela da lui stesso donata, inviata da Roma nei primi anni del XVIII secolo. Poiché il cardinale fu anche protettore dell’ordine degli Agostiniani, è molto probabile che egli si sia prodigato anche per costruire a Manduria il convento degli Agostiniani, con annessa chiesa conosciuta dal popolo come chiesa di S. Maria di Costantinopoli. Uno degli altari è dedicato a S. Agostino e a sua madre, santa Monica, con la tela che raffigura la Madonna della Cintura, a cui è devoto l’intero ordine monastico.
Ulteriore testimonianza della attiva presenza degli Imperiali a Manduria è la vasta tenuta terriera presso Maruggio, nota come Masseria Marchese. Essa è posizionata lungo la vecchia strada che collega Maruggio con le sorgenti del fiume Borraco, dove un tempo si lavava il lino. Anche il confine della foresta oritana costeggiava questa masseria. Masseria Marchese un tempo era chiamata “Masseria Borraco”; il nome “Marchese” le fu dato forse dopo che 1a famiglia Imperiali di Francavilla comprò la masseria e molti terreni limitrofi ad essa. Il Tarentini ci fa sapere quanto questa contrada fosse cara alla famiglia Imperiali sin dal XVI secolo. Nel XVIII secolo masseria Marchese aveva “vani abitabili, curti, vasi d’acqua e alberi d’ulivo”. I suoi terreni erano estesi circa duemila ettari con circa 1300 alberi di ulivi.
La presenza e il prestigio degli Imperiali, nei due rami di principi di Francavilla e di marchesi di Latiano, si estese gradatamente, sino ad interessare molte località del Salento, cioè: Avetrana, Mesagne, Massafra, Villa Castelli, Tricase, Uggiano Montefusco (frazione di Manduria), Carovigno con la sua contrada di Serranova, San Vito dei Normanni, anticamente detta San Vito degli Schiavoni, San Michele. Secondo alcuni studiosi, furono interessati alla presenza degli Imperiali anche Maruggio e Sava, probabilmente perché in quei territori gli Imperiali avevano alcune loro proprietà private.





AVETRANA E LA CONTRADA DI MODUNATO
In una data non anteriore al 1658 divenne proprietà di Michele Imperiali , marchese di Oria e principe di Francavilla fino al 1782. In un primo momento gli Imperiali furono in realtà solo proprietari del feudo di Modunato (o Motunato), mentre in Avetrana esercitavano, come detto prima, il loro impero i Romano. Il palazzo Imperiali di Avetrana, che conserva ancora ampie tracce e gli stemi araldici, dopo gli Imperiali, è passato di proprietà ad altre famiglie ed infine ai Cazzolla, Serravalle ed ai Rodio. Nel casale di Motunato nei pressi di Avetrana, alla metà del Seicento giunsero ventidue famiglie di origine greca, provenienti dall’isola di Fano vicino Corfù, per mettere a coltura i terreni. Attualmente è di proprietà della famiglia Mannarini.
LATIANO
Geronimo De Santis vendette la Baronia a Carlo Imperiali III, marchese di Oria e Francavilla con atto del 1641. Ultimo barone fu Domenico Imperiali, nipote di Carlo, che comprò il titolo di Marchese sopra la terra di Latiano sino alla meta del '600 iniziando così la storia del Marchesato di Latiano. Gli anni del marchesato vanno ricordati solo per la figura dei Marchesi Imperiali che furono uomini di raffinata cultura e che seppero abbellire il paese di nuove costruzioni e restaurare quelle gia esistenti. Il 18 febbr. 1782 si era estinto a Napoli, con la morte di Michele IV, il ramo degli Imperiali principi di Francavilla, marchesi d'Oria ecc.; attraverso complesse vicende i feudi ricaddero al Demanio regio, ma le grandi proprietà allodiali, i gioielli, le argenterie, i quadri, i mobili e i libri pervennero all'I. in quanto erede fidecommissario. Fu compilato in proposito un minuzioso inventario dei beni paterni, per gli atti del notaio S. Stasi, in data 3 luglio 1816. L’ultimo proprietario del palazzo Imperiali fu l’Ambasciatore Guglielmo Imperiali (Salerno 1858 +Roma 1944), che lo vendette al Comune nel 1908.
MESAGNE
Vincenzo Imperiali di Latiano (Latiano 1738 +Napoli 1816) divenne “signore” di Mesagne nel 1789. Egli fu quarto marchese di Latiano dal 1781, alla morte senza discendenza del fratello maggiore Domenico Maria (1732-81). Il 18 febbraio 1782 si era estinto a Napoli, con la morte di Michele IV, il ramo degli Imperiali principi di Francavilla; attraverso complesse vicende i feudi ricaddero al Demanio regio, ma le grandi proprietà allodiali, i gioielli, le argenterie, i quadri, i mobili e i libri pervennero a Vincenzo in quanto erede fidecommissario che, il 24 novembre 1791 (rogito di G. Corvisiero, notaio in Napoli), per investire parte dei capitali ereditati, fece acquisto al prezzo di 323.000 ducati della terra di Mesagne. Inoltre ben presto il re gli concesse anche il titolo onorifico di principe di Francavilla. Il 24 apr. 1797 ospitò nel vicino castello di Mesagne Ferdinando IV, e il mese successivo la regina Maria Carolina. In quegli anni il castello fu sottoposto a notevoli modifiche ad opera di Vincenzo. L'invasione francese portò all'eversione della feudalità (2 ag. 1806): dopo una lunga procedura, il 20 febbr. 1812 Vincenzo Imperiali ottenne dalla Suprema Commissione di liquidazione del debito pubblico un indennizzo non trascurabile per i feudi di Latiano e Mesagne.
MASSAFRA
Nel 1497, Massafra fu concessa da Federico d'Aragona ad Artusio Pappacoda, al quale successe il figlio Francesco, sotto il cui dominio la città rinacque e si sviluppò in tutte le sue organizzazioni civiche, economiche, religiose con una fioritura di opere monumentali di cui ancora restano i segni. Nel 1633 passò alla famiglia Carmignano, anch'essa originaria di Napoli, che la acquistò per 110.000 ducati. Dal 1661 al 1791 il castello con tutto il feudo di Massafra appartenne alla potente famiglia di origine ligure degli Imperiali che, ai primi del Settecento, ricostruì la torre ottagonale e la facciata, opera dell’architetto Mauro Manieri. Successivamente il castello fu acquistato dal Comune. Michele II, nei primi del XVIII secolo promosse il riordinamento delle campagne , fece piantare uliveti, vigneti, mandorleti e frutteti, la ricostruzione e ammodernamento del Castello e la costruzione del monastero di San Benedetto e della Torre dell'Orologio.
Lo stemma della famiglia era un’Aquila imperiale bicipite, sormontata da una corona e, questo blasone, lo si può ancora ammirare nel Castello. A Michele successe il figlio Andrea che, a differenza del padre visse a Napoli.



MARTINA FRANCA
Don Petraccone (* 1640 ca. + Martina 6-1-1704, sepolto ivi nella chiesa di Padri Riformati), 8° Duca di Martina, 8° Conte di Buccino e Signore di Locorotondo dal 1655, Patrizio Napoletano; Comandante di compagnia nel 1660, Maestro di Campo nell’esercito imperiale nel 1674 durante la rivolta di Messina. Sposa (dote di 60.000 ducati) a Francavilla il 2-5-1662 Donna Aurelia Maria Imperiali, figlia di Don Michele 1° Principe di Francavilla e di Brigida Grimaldi dei Marchesi di Campotino (* Sampierdarena 20-9-1646 + post 22-11-1725), separati dal 1676.
Dalla moglie ebbe i seguenti figli: Beatrice, Brigida, Francesco, Isabella, Teodora, Francesco Maria (1674 - 1752), 9º duca di Martina, Giacomo (n. 6.9.1675), Sergianni.

VILLA CASTELLI
Nel 1579 il sovrano Filippo II lo vendette, libero da qualsiasi obbligazione a David Imperiali. La famiglia genovese degli Imperiali acquistò insieme alla Torre dell'Antoglia anche la fortezza medievale di Monte Castelli trasformandola in castello ed impiantando nel territorio una stazione per l'allevamento di cavalli di razza murgese. Morto nel 1782 senza eredi Michele Imperiali, il duca di Monteiasi, Gioacchino Ungaro, nell'anno 1793, acquista le masserie "Pezza della Corte" e "Antoglia", insieme alla vasta zona de "li Castelli".

TRICASE
Nel 1571 Alessandro Gallone aveva sposato Donna Camilla Pisanelli che veniva spesso ricordata dal popolo tricasino come la prima principessa di Tricase. A questa nobildonna Tricase deve gran parte delle sue fortune, perché, fissando qui la sua residenza, permise un vasto stato feudale, comprensivo di molti paesi vicini e uno sviluppo della cittadina nella prima metà del XVII secolo. Tricase, già agli inizi di questo secolo era divenuta un centro importante del Basso Salento.
Augusto Imperiali (Napoli 1824 +Firenze 1899) sposò Maria Luisa Gallone (1825 +1879) dei Principi di Tricase nel 1855. Il loro figlio Luigi nacque a Firenze il 6.4.1856, il quale periodicamente si recava a Tricase. Gli altri due figli furono Antonio (1859) e Francesco (1861). Augusto fu zio dell’Ambasciatore Guglielmo Imperiali.
UGGIANO MONTEFUSCO

Dopo i Montefusco, governarono le famiglie degli Abrizi prima e degli Imperiali poi. Agli inizi del XIX secolo perde lo” status” di “universitas” e diviene frazione di Manduria, com'è tuttora.









CAROVIGNO
Fino agli ultimi anni del '700, il castello, prende sempre più la caratteristica di abitazione signorile.
In quel periodo il castello è soggetto a diversi passaggi di proprietà: da Ottavio Serra (che edificò il castello di Serranova, ottenendo il titolo di marchese di Serranova) al vescovo Scipione Costaguti nel 1653, da questi nel 1661 a Giuseppe Castaldi, quindi a Giulio di Sangro nel 1684, ed infine al barone Nicola Granafei nel 1702.
Quindi il feudo ed il castello pervennero nel 1742 al principe di Francavilla Michele Imperiali, con il quale il castello completò definitivamente la trasformazione da fortezza militare a residenza signorile. Il Catasto Onciario redatto dall'Università di Carovigno nel 1742, nel descrivere i beni del Principe di Francavilla, Michele Imperiali, fra l'altro riporta: “Possiede nel ristretto di questa terra un Palazzo consistente in sala, camere soprane, e sottane, rimessa, e stalla e sotto detto Palazzo vi è un magazzeno per rimettere ogli, e cantina, con la chiesa ancora attaccata a detto palazzo, e tutto detto comodo serve per uso proprio”.
Con la morte di Michele Imperiali - anch'egli non ebbe nessuno che gli succedesse - avvenne l'ultima devoluzione al Regio Fisco nel 1782.
Nel 1792 il castello di Carovigno con il relativo feudo vengono venduti in assoluto e senza obblighi di feudalità al principe Gerardo Dentice di Frasso, ma la fortezza cade nell'abbandono, fino ai "restauri" del 1906-1916.
Nell’abitato di Carovigno fu eretta, negli anni a cavallo fra XVII e XVIII secolo, la chiesa di Sant’Anna. Di pertinenza degli Imperiali e dei Dentice principi di Frasso, feudatari di Carovigno, fu concessa in uso da Michele Imperiali alla Confraternita del Santissimo Sacramento.
SERRANOVA
Ubicato a circa 9 Km da Carovigno, Serranova è una piccola borgata facente parte del medesimo territorio di Carovigno. Il Castello di Serranova fu costruito, inglobando un nucleo più antico risalente al 1350. L’accesso era possibile tramite l’abbassamento di un ponte levatoio che metteva in comunicazione la torre con una scala ricavata su di un fabbricato indipendente dalla cinta muraria. Fu ricostruito dal feudatario Ottavio Serra nel 1629. E' caratterizzato da una torre quadrata. Nei pressi del Castello sorge la cappella del XVII sec., a navata unica, con volta a botte, con tre altari e fonte battesimale. Sul portale d'ingresso è inserita l'arma della famiglia Imperiale, Principi di Francavilla e Signori di Carovigno nel settecento.
Nel 1742, il feudo ed il Castello di Serranova pervennero a Michele Imperiali Principe di Francavilla Fontana e signore di Carovigno.
Con la morte di Michele Imperiali, che non ebbe alcun successore, avvenne l'ultima devoluzione al Fisco nel 1782. L’aspetto nobile della storia del piccolo castello si conclude con il possesso acquisito nel 1792 dal Principe Gerardo Dentice di Frasso, il quale acquista il Castello di Serranova dal fisco.
Nei pressi del Castello sorge la cappella del XVII sec., a navata unica, con volta a botte, con tre altari e fonte battesimale. Sul portale d'ingresso è inserita l'arma della famiglia Imperiale, Principi di Francavilla e Signori di Carovigno nel settecento.

SAN VITO DEI NORMANNI
Gli Imperiali di Latiano furono presenti a San Vito sin dai primi decenni del 1800 con Vincenzo Imperiali, marchese di Latiano, nato a Bologna nel 1822, morto Napoli nel 1902. A lui seguirono il figlio Emanuele, 1º Duca e Marchese Imperiali di Francavilla, vissuto dal 1845 al 1933, il figlio Luciano, 2º duca e marchese Imperiali di Francavilla, nato a Napoli nel 1869 e morto a San Vito dei Normanni nel 1939. Sposò nel 1896 Amalia di principi Dentice di Frasso (1870 +1932). Con quel matrimonio essi si legarono con i signori di San Vito e di Carovigno. Nacquero sette figli: Emanuele, Maria Agata, Cristiano, Luisa, Stefania, Clemente, Marina. Stefania Imperiali, quinta figlia, nacque a Napoli il 29.03.1904, visse a San Vito dei Normanni, sposò a Mercato San Severino il 25 luglio 1932 il marchese Giovanni Battista Sanfelice. Morì nel 1973.


SAN MICHELE Salentino
La storia di San Michele Salentino seguì quella del più popoloso centro di Ceglie, fino alla soppressione della feudalità, con decreto. Nei decenni successivi, parve più razionale aggregare il piccolo insediamento al comune di San Vito degli Schiavoni (attualmente, San Vito dei Normanni), i collegamenti verso il quale erano più agevoli di quelli per Ceglie. In tale circostanza giocarono un ruolo di rilievo i principi Dentice di Frasso. L’iniziativa vera e propria che portò alla fondazione dell’originario nucleo abitativo come frazione di San Vito dei Normanni si deve al principe di S. Giacomo Francesco Dentice, figlio di Gerardo, il quale concesse i suoi terreni in enfiteusi a contadini provenienti dai vicini paesi Ceglie Messapica, Ostuni e, in misura minore, Carovigno.

GLI IMPERIALI DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI. Un ramo collaterale segnò la sua presenza in un territorio compreso fra l’attuale provincia di Avellino, nel Comune di Sant’Angelo dei Lombardi e la provincia di Foggia, a Poggio Imperiale e Lesina.
Placido Imperiale nacque a Napoli nel 1727, terzogenito di Giulio I Imperiale, principe di Sant'Angelo dei Lombardi, e Cornelia Pallavicini. Dopo gli studi romani, appena undicenne successe al padre, morto a Napoli il 7 dicembre 1738, nel titolo feudale e nell'amministrazione dei beni feudali e burgensatici dello Stato di Sant'Angelo. Postosi sulla scia di tanti imprenditori che vedevano nella trasformazione dei terreni agricoli il ritorno di ingenti guadagni, il principe di Sant'Angelo avviò nei suoi feudi un importante processo di sviluppo che prevedeva la messa a coltura dei propri terreni, fino ad allora adibiti prevalentemente a bosco e pascolo.
Ma l'impresa più rilevante portata a termine da Placido Imperiale è rappresentata dalla fondazione di Poggio Imperiale, piccolo centro della Capitanata alle falde del Gargano. Il progetto venne avviato concretamente nel 1759, anno in cui il principe concesse gratuitamente, ad alcune famiglie del circondario, case, animali, masserizie e un boscoso appezzamento da colonizzare nel feudo di Lesina, acquistato anni prima. Anche se a corte l'iniziativa trovò lo scetticismo degli economisti, la colonia ben presto si sviluppò, consentendo nel giro di pochi anni la formazione di una nuova, seppur modesta, comunità. Il discendente di Placido Imperiali fu Giulio (1752 – 1818), che sposò a Napoli nel 1767 Donna Maria Francesca Albertini, 7° Principessa di Faggiano e 3° Duchessa di Carosino.
Accanto a questa nobile iniziativa, non bisogna dimenticare le opere compiute nel feudo irpino dove estese le colture intensive, impiantò castagneti per assicurare l'assetto idrogeologico del suolo e sfruttò le risorse idriche facendo installare numerosi mulini. Tutte le sue iniziative erano riportate in un'epigrafe che egli stesso fece apporre all'ingresso del castello di Sant'Angelo dei Lombardi, andata distrutta per il terremoto dell'Irpinia del 1980.
Placido Imperiale morì inaspettatamente il 10 dicembre 1786 e le sue spoglie vennero inumate nella tomba di famiglia, fatta da lui costruire nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Napoli.







POGGIO IMPERIALE.
Il paese fu fondato nel 1759 dal Principe di Sant'Angelo dei Lombardi (AV) Placido Imperiale che fu attratto dalla posizione strategica della collina su cui oggi ha sede il centro abitato. Nel 1753 il Principe era diventato proprietario del Feudo A.G.P. (Ave Gratia Plena) che comprendeva diversi territori appartenenti al Comune di Lesina. Qui, dopo aver fatto disboscare una collina presente tra i territori di Lesina e Apricena, vi fece costruire una grande masseria con alcune case intorno.
Nel 1759 il Principe Imperiale fece arrivare nel nuovo villaggio alcune famiglie provenienti da S. Marco in Lamis, Bonefro, Portocannone, Foggia, Bari e Francavilla, mentre due anni dopo invitò molti albanesi a vivere nel nuovo paese offrendo loro lavoro, vitto e alloggio. Inoltre, nel 1764, raggiunsero il borgo molte famiglie dal Principato Ultra del Regno di Napoli, che posero le basi per la costituzione di una consistente comunità amministrativa. Inizialmente villaggio dipendente da Lesina, già conosciuto come "Terranova", il 18 gennaio 1816 Poggio Imperiale divenne Comune autonomo. In tale anno il paese contava già 794 abitanti.
Nel 1886, in occasione del centenario della morte del fondatore Placido Imperiale, fu posto nella piazza a lui dedicata un busto raffigurante il Principe.

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FRANCESCO FULLONE

P.S.: Se non aiutiamo noi quasi anziani,i nostri giovani che sono la fiaccola e la luce del nostro futuro,anche noi - da vecchi - cammineremo per strade buie e senza luce perche' quando potevamo non abbiamo fatto nulla per loro. Ricordiamoci sempre questo.
Non rimaniamo alla finestra a guardare.Venite all'Accademia e date una mano affinche' questi ed altri progetti possano nascere e svilupparsi per il bene comune.

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il 17 giugno 2014

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