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MASSIMO COCO E LUCIANO GARIBALDI PRESENTANO I LORO LIBRI "RICORDARE STANCA" E "GLI ANNI SPEZZATI. IL

Palazzo Robellini - Acqui Terme Acqui Terme AL, Italia
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LE GIORNATE CULTURALI DELL’ACQUI STORIA: INCONTRO SUL TEMA “GLI ANNI DI PIOMBO” CON MASSIMO COCO E LUCIANO GARIBALDI

Prosegue con questo importante incontro il ciclo delle Giornate Culturali dell’Acqui Storia, che invita il pubblico all’incontro con Massimo Coco e Luciano Garibaldi. I due Autori, con la presentazione dei loro libri, rispettivamente “Ricordare stanca. L’assassinio di mio padre e le altre ferite mai chiuse”, edito da Sperling & Kupfer, e “Gli anni spezzati: il giudice. Nella prigione delle Brigate Rosse” Edizioni Ares, affronteranno il problematico periodo degli Anni di Piombo, sabato 7 giugno alle ore 18 presso la Sala Conferenze di Palazzo Robellini, Piazza Levi 5, Acqui Terme. Introdurranno gli Autori il Responsabile Esecutivo del Premio Acqui Storia Carlo Sburlati e Carlo Prosperi, giurato del Premio.
La serata trova una sua premessa nel premio «La storia in TV», assegnato dai giurati dell’Acqui Storia, nell’autunno scorso, alla trilogia televisiva «Gli anni spezzati», realizzata dal regista Graziano Diana. Delle tre fiction – che riscossero un notevole successo di pubblico – due erano tratte da libri del giornalista e storico Luciano Garibaldi: «Luigi Calabresi, medaglia d’oro», e «Nella prigione delle Brigate Rosse», editi dalla Ares e dalla Albatross. Quest’ultimo, scritto assieme al giudice Mario Sossi, narra la drammatica vicenda del rapimento del giudice, attuato a Genova dalle BR nell’aprile 1974, e della richiesta di risparmiare la sua vita in cambio della liberazione dei criminali della banda “22 Ottobre”, responsabili di avere assassinato il fattorino Alessandro Floris durante una rapina all’Istituto Case Popolari di Genova. Il ricatto non andò in porto per la ferma e coraggiosa decisione del Procuratore generale dottor Francesco Coco di opporsi alla scarcerazione dei brigatisti. L’avere difeso il prestigio dello Stato con coraggio e determinazione, costò la vita a lui e ai due agenti della sua scorta, Giovanni Saponara e Antioco Deiana, assassinati due anni dopo, a Genova, in Salita Santa Brigida: prime vittime di una catena di crimini che continuerà fino ai primi Anni Ottanta, insanguinando le strade d’Italia con ben 150 morti.
Quando le Brigate Rosse assassinarono suo padre e la scorta, sotto la sua abitazione, Massimo aveva 15 anni. Oggi è un apprezzato violinista, noto sul piano internazionale, e insegnante al conservatorio “Nicolò Paganini” di Genova. Sulla tragedia di cui fu vittima suo padre, ha scritto «Ricordare stanca. L’assassinio di mio padre e le altre ferite mai chiuse». Il suo libro, brillante, documentato, appassionante, è stato pubblicato nel 2012 dalla Sperling & Kupfer, non certo l’ultima delle case editrici italiane. Eppure, quasi nessuno ne ha parlato. Perché mai? Forse basta leggere il capitolo intitolato «Il fattore P», che Massimo Coco dedica a «coloro che da “vittime” sono stati promossi a “viptime”». Eccone un brano eloquente:
«…La notte della Repubblica diventa il buio da spingere più in là, da allontanare, da superare, da dimenticare, da rimuovere o da vedere con occhi nuovi. Le scuole vengono coinvolte, ma per dare spazio e ascolto a chi ha commesso crimini, per accogliere le loro testimonianze, per dibattere sulle loro motivazioni. I sacerdoti sono sempre in prima linea, ma per accogliere ogni assassino come figliol prodigo, per affermare insieme la forza del dialogo, per sostenere, comprensivi, le ragioni di Caino o addirittura per sponsorizzarne la riesumata visibilità sociale. Per ogni crimine si cerca una giustificazione storica, sociale, politica. Si studiano e si motivano “le ragioni di una scelta” e si legittima la determinazione di chi ha voluto imbracciare le armi per uccidere a sangue freddo».
Si è giunti così alla vergogna di un Parlamento che accoglie al suo interno anche pregiudicati responsabili di concorso in omicidio, considerando ciò una grande vittoria per le istituzioni di una società civile. E’ un fatto che non uno, dei 58 terroristi condannati all’ergastolo, è ancora in carcere. Tutti liberi.
Massimo Coco e Luciano Garibaldi sono dunque due testimoni di primo rango della tragica stagione degli «anni di piombo», ai quali Garibaldi ha dedicato anche «Brigate Rosse. Per non dimenticare».
Massimo Coco (Genova, 1960) è l'ultimo dei tre figli di Francesco Coco, procuratore generale a Genova, assassinato dalle Brigate Rosse l'8 giugno 1976 insieme con due uomini della scorta. Violinista e compositore, svolge un'intensa attività concertistica sia come solista sia in importanti orchestre. È titolare della cattedra di Violino presso il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova.
Luciano Garibaldi, giornalista e storico, ha scritto oltre 40 libri. Tra i maggiori successi, Un secolo di guerre (White Star), tradotto anche in cinese, La pista inglese. Chi uccise Mussolini e la Petacci (Ares), Gli eroi di Montecassino. Storia dei polacchi che liberarono l’Italia (Oscar Storia Mondadori).
Al termine della presentazione il Responsabile Esecutivo del Premio Acqui Storia Carlo Sburlati e Carlo Prosperi apriranno un dibattito fra il pubblico, i giornalisti presenti e gli Autori.

Veniteci a trovare
il 7 giugno 2014

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