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Teatro Coppola - ERODIADE da Giovanni Testori - con Marco Sciotto - Una co-produzione Delenda Teatro

Teatro Coppola - Teatro dei cittadini Via Vecchio Bastione,9, Catania CT, Italia
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DELENDA TEATRO e TEATRO COPPOLA

presentano


ERODIADE
da Giovanni Testori

con Marco Sciotto

e con le voci di Anna Bellia e Melissa Botto



Drammaturgia: Paolo Giorelli e Marco Sciotto

Regia e Ideazione scene e costumi: Marco Sciotto

Aiuto regia: Anna Bellia e Paolo Giorelli

Direzione di scena: Paolo Giorelli

Realizzazione scene: Melissa Botto, Valeria Cariglia e Luca Prete

Luci: Valeria Cariglia e Giuliano Lo Faro

Progetto audio: Paolo Giorelli e Marco Sciotto

Supervisione audio: Cesare Basile e Sebastiano D'Amico

Riprese: Salvatore Amore

Foto di scena: Maddalena Migliore

Progetto grafico: Roberta Incatasciato

Ufficio stampa: Monica Saso


Si ringraziano:
Teatro Coppola, Adriana Bruno, Adriana La Porta, Davide La Porta, Emanuele Poki

13 e 15 Giugno 2014, ore 21:00

INGRESSO LIBERO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA


***


In un ambiente scuro e sospeso, attraversato dal rumore costante del vento e che vede al centro un ceppo da macellaio sporco di sangue e un catino coperto da un lino anch’esso insanguinato, calano dall’alto, ai quattro angoli, quattro pesanti catene. In fondo a ogni catena, una fioca lampadina e un microfono appeso a un gancio da macelleria. È in questo spazio che agirà un’Erodiade del tutto insolita: a differenza delle indicazioni fornite da Testori, in scena vi sarà, nel ruolo della sposa di Erode e madre di Salomè, un uomo. Un uomo che all’inizio della pièce indosserà improbabili e inquietanti panni femminili e s’imbratterà il viso di un trucco che è quasi la caricatura perturbante di un volto di donna. Interlocutore muto dell’intero monologo di questa strana Erodiade è la testa mozzata del profeta Jokanaan, che lei ha fatto assassinare e decapitare. Un monologo o dialogo impossibile lungo il quale si snodano e riannodano incessantemente i ricordi e le allucinazioni, i desideri e i timori, le finzioni inevitabili e le pretese verità di un’Erodiade che è in un unico essere un impasto indiscernibile composto da frammenti e dissociazioni di un attore, di un’attrice, di un personaggio e della sua irraggiungibilità, di un testo teatrale e della sua intrinseca irrappresentabilità.
Fondendo le due riscritture (1969 e 1984) che Testori realizzò sul mito di Erodiade, la drammaturgia della compagnia Delenda Teatro e la regia di Marco Sciotto spingono ai loro limiti ultimi e all’eccesso le scissioni e gli aspetti estremi della protagonista monologante: la scelta di affidare il personaggio a un uomo e non a una donna, il ricorso a quattro microfoni e le conseguenti possibilità di utilizzo della voce, di posture e di interazioni con il playback, l’intuizione inedita di considerare questa Erodiade testoriana – impossibile da raggiungere del tutto a causa di un’immedesimazione perennemente mancata e mai realizzabile, di una differenza irrisolta e irrisolvibile – come un impossibile tentativo di Erode di rimuovere l’evento tragico dell’uccisione del profeta Jokanaan, della figliastra Salomè e della stessa Erodiade, condurranno al tragico e allucinato finale che segna il crollo di ogni possibilità di potere dato dalla finzione scenica, di dicibilità e di rappresentabilità. Erodiade, da ultimo, come metateatralità che si ribalta infine nel buio di ogni teatralità.


***


http://www.teatrocoppola.it/

Ufficio stampa:
info@teatrocoppola.it
3470112200

Veniteci a trovare
dal 13 al 15 giugno 2014

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