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FABIO GEDA A PADOVA

Laformadelibro Padova PD, Italia
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PRESENTAZIONE DEL NUOVO ROMANZO "SE LA VITA CHE SALVI E' LA TUA", Einaudi editore

Fabio Geda, a distanza di quasi due anni e mezzo dall’uscita de L’estate alla fine del secolo, torna nelle librerie con un nuovo intenso romanzo. “Se la vita che salvi è la tua”
«I miei figli faranno quello che potranno, quello che la vita gli offrirà. Ciò che posso mostrargli è come. Come fare le cose, come alzarsi e andare incontro al giorno che ogni mattina Dio ci srotola di fronte quando il primo sole illumina i tetti delle case, di chiunque siano quelle case. Non ho molta fiducia nelle parole, signore. L'esempio, quello sí».

«Identità: credo sia questa la parola. Si dice che uno scrittore scriva sempre lo stesso libro e arrivato al quinto romanzo, il primo con Einaudi, credo di aver capito che il libro che sto scrivendo da quando scrivo - non da quando ho esordito, no, intendo proprio da quando ho cominciato a cercare di scrivere un romanzo, ossia da quando ho quindici anni - è un libro che parla di identità. Tutte le mie storie, in qualche modo, sono tentativi di risposta a domande come: Chi sono? Chi vorrei essere? Perché sono così? Chi sarei se non fossi nato dove sono nato? In cosa, la società in cui sono nato, vuole trasformarmi, mentre io vorrei essere altro - mentre io avrei le potenzialità di essere altro e non lo so? Identità nelle storie di Emil e dell'Architetto, di Marta e Corrado, di Enaiatollah, di Zeno e suo nonno Simone. E ancora identità nel perdersi e ritrovarsi di Andrea Luna, trentasette anni, professore precario di arte, nella sua incapacità di generare, in quell'inquietudine che è la mia. Che è quella di molti di noi. E poi la speranza del riscatto e della consapevolezza, del colpo di reni, della comunità che corre in soccorso. Carsica, la speranza, sottotraccia. Ma sempre presente, anche quando non la si percepisce. La cosa buona, a dirla tutta, è che se è vero, come sostiene Amartya Sen, il grande economista indiano, che siamo tutti soggetti pluri-identitari, be', la cosa buona è che le storie certo non mi mancheranno e che avrò da scrivere per il resto della mia vita».
Fabio Geda

Veniteci a trovare
il 13 giugno 2014

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