Login Accedi ^
Italiano
Registrati
Registrati su Weekeep! Trova i tuoi amici di Facebook, organizza i tuoi viaggi e visita oltre 1.000.000 eventi in tutto il mondo!
Accedi con Facebook
Accedi con Google+
Facebook Google+
X
RISULTATI
MAPPA
DETTAGLIO
$mapTile_Titolo
$mapTile_Immagine
$mapTile_Indirizzo
$mapTile_LastMinute
$mapTile_Durata
Località
Dormire
Mangiare
Offerte Speciali
Eventi
Mostra tutte le 7 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 11 LOCALITAMostra meno località
Mostra tutte le 23 sistemazioniMostra meno sistemazioni
PREZZO : da € a
OSPITI :
CAMERE :
STELLE : da a
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie

Diamo un calcio al Mondiale // Iniziativa di approfondimento // Ven 13/06 @Palazzo Corigliano

Palazzo Corigliano piazza San Domenico Maggiore, Napoli, Italia
Google+

Per capirne di più ne parliamo con:
-Ivan Grozny, giornalista ed autore di “Ladri di sport”
-Ricardo Antunes, professore di sociologia presso l'università di Campinas, (San Paolo, Brasile).

Il 12 giugno inizieranno i mondiali di calcio in Brasile.
Bella scoperta, l'evento sportivo più seguito al mondo genera da sempre grande attesa, tanto per gli spettatori quanto per gli stessi calciatori che, inseguendo una convocazione in nazionale, si preparano sin dall'anno precedente a dare il meglio di sé.

Succede che stavolta però terzini, trequartisti e media non siano gli unici ad essersi attivati già da un po':
è da più di un anno, prima ancora della passata Confederations Cup, infatti, che a fare i conti con i preparativi di questo mondiale ci sia un'intera popolazione.
Gentrification, devastazione ambientale, sfruttamento dei lavoratori, repressione da parte dei reparti speciali di polizia, sfruttamento sessuale e tanto altro ancora.
Ma andiamo con ordine.

Le emozioni suscitate dai funamboli del pallone purtroppo rappresentano solo una parte di quel meccanismo che si innesca in occasione di eventi di così larga scala.

Il mondiale infatti è anche un momento imperdibile, un'occasione di crescita economica e civilizzazione e lo è ancora di più per uno stato come il Brasile, in recente ascesa economica, un'opportunità per creare posti di lavoro, riqualificare spazi ed esportare un'immagine attrattiva del proprio Paese!
È in questi termini che si articola una retorica conosciuta bene anche qui in Italia, i grandi eventi come Torino 2006 o il Prossimo Expo milanese nascondono però qualcosa di molto marcio: dietro la faccia di un'Italia nuova che ha la possibilità di “tornare a crescere in linea con l'Europa”, vi è uno sfruttamento dei lavoratori tramite contratti a termine e “forme flessibili”, giovani e meno giovani vengono adoperati senza la garanzia di alcun diritto, sicurezza e alle volte senza neanche retribuzione.

Insomma ogni qual volta si presentino eventi di questa portata, gli interessi economici e speculativi si manifestano in tutto il loro splendore e lo sperpero di denaro è quantomai sfrenato.

Nel concreto del paese sudamericano “crescita e civilizzazione” si sono tradotti velocemente in sgomberi di intere favelas sostituite da infrastrutture che collegassero più facilmente la tratta aeroporto-stadio. Sgomberi portati a termine grazie al coinvolgimento del BOPE, un corpo speciale di polizia cui scopo sarebbe la lotta al narcotraffco, ma che di fatto utilizza questo pretesto per il processo di “
Pacificazione”, come viene denominata dallo stato brasiliano l'operazione di repressione e militarizzazione delle zone popolari e che può vantare già diverse decine di vittime sul proprio palmarès.

Non è finita qui, un'enorme speculazione immobiliare e conseguente impennata dei prezzi degli affitti ha costretto i precedenti residenti ad abbandonare i propri quartieri; la realizzazione di stadi di ultima generazione completi di aree commerciali ha fatto lievitare i biglietti d'ingresso a prezzi spropositati; e non ultimo, il fenomeno dello sfruttamento sessuale che già annualmente coinvolge migliaia di persone, ed è destinato sicuramente a diffondersi in presenza di così tanti potenziali tifosi-clienti.

Questo malessere assume ulteriore significato se si osserva la condizione del paese da una prospettiva più generale.

Il Brasile, appartenente ai cosiddetti BRICS, ha infatti visto in pochi anni la propria economia crescere ed il proprio prodotto interno lordo aumentare vistosamente, ma a conferma dell'enorme gap economico-sociale tra classi agiate e subalterne, i servizi sociali, i trasporti e le scuole, ovviamente, non hanno visto alcun miglioramento.
E' proprio questa una delle rivendicazioni che i numerosi scioperi e manifestazioni hanno ribadito nelle piazze, miliardi di fondi pubblici impiegati per la realizzazione di enormi infrastrutture mentre i minimi diritti alla base di una vita dignitosa non vengono garantiti.

C'è però chi sta provando a reagire: ricordiamo la protesta degli insegnanti avvenuta l'ottobre scorso, oppure lo sciopero dei trasporti che tuttora sta vivendo un momento di espansione, con blocchi del servizio a San Paolo, Rio de Janeiro e Salvador de Bahia, ed ancora la mobilitazione annunciata di altri settori come quello del pubblico impiego, previsto a giugno.
Non ultima la manifestazione, promossa dal Movimento dei lavoratori senza tetto (MTST) e da Resistenza urbana, che la scorsa settimana ha bloccato l'intera San Paolo, al grido di COPA SEM POVO: TÔ NA RUA DE NOVO! (Coppa del Mondo senza il popolo, torno in strada di nuovo!), mentre proprio negli ultimi giorni a Brasilia ci sono stati scontri tra forze dell'ordine e comunità indigene in un anacronistico lacrimogeni contro frecce.

Veniteci a trovare
il 13 giugno 2014

Che Tempo fa

Recensioni

Caricamento...
Caricamento...
In questa zona i nostri Partner offrono: