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TREKKING CON LUNA PIENA SU PIZZO DETA

Monte Pizzo Deta Veroli FR, Italia
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Ritrovo ore 21 presso "Il Corridore" in via Valle Fioretta 195 - Frosinone

Partenza per Prato di Campoli Ore 21.15
Inizio Trekking ore 21.45/22.00


Tempi di percorrenza: Andata 2h e 15' ca. ; Ritorno 2h e 20' ca.
Percorso andata: Prato di Campoli, Costa dei fiori, M. Fragara, M. Passeggio.

Percorso ritorno: M. Passeggio, Pizzo Deta, sent. C.A.I. nr. 16, Prato di Campoli

Equipaggiamento Obbligatorio:
Almeno 1 Litro d'acqua
Scarpe da Trekking o Trail
Antivento
Cellulare
Almento due Luci con pile di ricambio
Guanti e cappello

Equipaggiamento consigliato:
Bacchette
Fischietto
Alimenti seconod le proprie necessità.
Maglia invernale

Si ricorda che si tratta di un evento con adesione gratuita e spontanea su percorsi segnati dove ognuno è responsabile della propria incolumità,
Si consiglia comunque di attenrsi ai consgili e alle direttive comunicate dagli organizzatori.


Il percorso, abbastanza inusuale, vede il faticoso "attacco" a Monte Fragara (2005 m. s. l. m .) attraverso la ripida "Costa dei fiori" per poi proseguire cresta - cresta fino a Monte Passeggio (2064)
e quindi a Pizzo Deta (2041 m.), le massime elevazioni del gruppo montuoso. Raggiunto il bellissimo pianoro di Prato di Campoli (1134 m.), si prosegue lungo il prato in direzione Nord per circa 10 minuti fino ad avvistare la "costa dei fiori". (nella foto a destra la costa dei fiori con il percorso consigliato.) Si svolta verso quest'ultima seguendo veri e propri solchi tracciati dagli animali da pascolo per arrivare, in circa 20 minuti e dopo aver attraversato una fitta vegetazione di felci, all'inizio della ripidissima costa (foto in basso). Da qui, tra i sassi, inizia la faticosa salita. Nel periodo giusto, in compenso, è facile trovar fragoline e lamponi selvatici. Si sale "zigzagando" fino a raggiungere una fittissima vegetazione di ginestre per raggiungere il crinale segnalato
La Costa dei fiori
nella fotografia sottostante. Il mio consiglio, a questo punto, è di proseguire la salita tenendosi sul
L' inizio del ripido pendio
margine del bosco a sinistra ed arrivare sul crinale attraversando, solo dal limitare dal bosco, la fitta vegetazione quando questa ormai si fa più bassa e rada. Proseguire tra le inestricabili ginestre, infatti, oltre ad aumentare la fatica per la continua ricerca del percorso, può essere anche pericoloso per le insidie celate sotto le stesse. La traversata, inoltre, sarà un'ottima occasione
per ammirare, non senza soddisfazione, il ripido pendio appena percorso ed il bellissimo pianoro di Prato di Campoli (foto in basso a sx). Man mano che si sale, inoltre, guardando
Il ripido pendio. Sullo sfondo il pianoro di Prato di Campoli
verso Est, la sella boscosa di Vado della Rocca ci svela sullo sfondo le principali vette del Parco
La boscosa sella di Vado della Rocca. Sullo sfondo le vette del P.N.A.
Nazionale d'Abruzzo: l'inconfondibile Monte Meta, il Monte Petroso ed il Marsicano (foto in alto)
Una sosta sul crinale (1 ora e 15 min. ca. dalla partenza - foto a dx) dove trova posto un rudimentale abbeveratoio sarà l'occasione per ammirare ancora una volta il bel panorama su Pizzo Deta, le vette abruzzesi, Prato di Campoli e la vallata del fiume Sacco con in lontananza, ben distinguibile nelle giornate limpide, Monte Giove a Terracina. Proseguendo poi per l'evidente sentiero
Il crinale con l'abbeveratoio
sul crinale, in circa 35 minuti, si arriva, finalmente, sulla sella di Monte Fragara. (foto in basso)
La sella di Monte Fragara. In primo piano M. Fragara
Lo spettacolare panorama di colpo cancella la fatica: i verdi pascoli delle sottostanti pratelle chiusi sullo sfondo dalla cresta Monte Bello - Monte Ginepro - Monte Cappello, la pianura del frusinate , il lago di Canterno, l'interminabile "dorsale" M. Monna - M Crepacuore, M. Viglio, il Velino.... Da qui in poi la passeggiata è piacevolissima. Si prosegue cresta cresta (foto in basso a dx) in direzione Nord con lo sguardo sempre occupato a cercare nuovi particolari, paesaggi sconosciuti, quasi senza guardare il sentiero tanto è affascinante ed avvincente il panorama......
Superato Monte Fragara ed il ciglio di un impressionante parete rocciosa orientata verso Pizzo Deta, arriviamo in poco più di 20 minuti sulla cima di Monte Passeggio. (Foto in basso - 2h e 15' ca. da Prato di C.) Siamo sul tetto dei Monti Ernici. Con i suoi 2064 m., infatti, il Monte Passeggio è la massima elevazione del gruppo montuoso. Stranamente, però, come per Monte Ginepro a segnarne la cima vi è soltanto un mucchietto di sassi! Ma che dire del panorama: è semplicemente fantastico. Da quassù lo guardo spazia a 360°. Non ha limiti !!!
La cresta Fragara - Passeggio. In lontananza M. Passeggio
La vetta di Monte Passeggio
Il sottostante Vallone del Rio sembra interminabile. Si scorgono addirittura Gran Sasso e Maiella! Si rimarrebbe per ore ad ammirare il paesaggio. Le stesse cose osservate in precedenza da questa posizione appaiono ancora più belle. I paesini della valle del Fiume Sacco, Roma, la Certosa di Trisulti, la piana di Avezzano, Velino e Cafornia, le vette abruzzesi fino a Monte Cavallo...
Purtroppo, però, a malincuore è ora di ripartire. Siamo comunque diretti a Pizzo Deta, il "Cervino dei poveri" (che brutta espressione!!!) e la cresta fino ad esso è altrettanto bella ed affascinante.
Percorrendo l'evidente sentiero ci dirigiamo verso la bizzarra conformazione rocciosa della foto a destra dove tra l'altro ritroviamo la segnaletica C.A.I . nr. 46. Proseguiamo cresta - cresta sul ciglio di ripide pareti rocciose osservando enormi massi che, franati a valle, formano catini naturali ove la neve ghiacciata si conserva per lungo tempo. Qualche anno fa ho trovato neve

ghiacciata addirittura a fine Settembre !. Che strano paesaggio, ugualmente aspro ma tanto diverso: pendii erbosi e regolari nel versante laziale, pareti rocciose ed orridi ghiaioni nel versante abruzzese.
Sella M. Pratillo - Pizzo Deta. Il canalone su S. Vincenzo V.R.
Dopo circa 40 minuti dalla vetta di M. Passeggio troviamo la deviazione per il sent. C.A.I. nr. 25 (Rendinara - Vallone del Rio - Pizzo deta) che in 2 ore porta a Rendinara. Proseguiamo dritti ed in meno di dieci minuti giungiamo alla sella tra Monte Pratillo e Pizzo Deta culmine del profondo canalone su San Vincenzo Valle Roveto (foto a sx.). Da considerarsi, comunque e
personalmente consigliata, una "puntatina" sulla cresta del Pratillo (proseguendo per la cresta prima di arrivare sulla sella) per ammirare da posizione privilegiata l'impressionante "dente" di Pizzo Deta. Guardando con attenzione, inoltre, coricato in una buca, noterete un vecchio cippo di pietra che
segnava il confine tra Stato della Chiesa e Regno Borbonico. Per la breve ma faticosa salita. poi, superata un'anticima si arriva sulla vetta (foto a dx) in circa 10 minuti . Anche qui parlare del panorama sarebbe riduttivo. Gli eccezionali salti a strapiombo sulla Val Roveto incutono timore. Tra lo svolazzare di Fringuelli Alpini e di Gracchi Alpini ammiriamo per l'ultima volta lo spettacolare panorama. Purtroppo è ora
Pizzo Deta. La Croce a la Madonnina.
del ritorno. Ancor più a malincuore e voltandoci ancora una volta verso la Croce e l'eccezionale panorama, comincia la lunga discesa di ritorno. Ora abbiamo due scelte: attraversare il prato
Al ritorno. Il limitare del bosco dove riprendere il sentiero
proseguendo con il sentiero per lunghi "zig - zag" oppure dirigerci direttamente verso la radura nella foto a sinistra e riprendere il sentiero incamminandoci comodamente sotto il bosco. Optato per quest'ultima scelta, in circa mezz'ora si arriva al limitare del bosco ed individuato sulla destra il sentiero C.A.I . nr. 16, eccoci al ripidissimo canalone che culmina con l'anticima di M. Passaggio (10 min. ca.)
Tra aguzzi sassi, poi, proseguendo per il sentiero ci si immerge nel fitto della faggeta per ritrovare, dopo circa 20 min, l'immenso prato del pianoro di Prato di Campoli. Soddisfatti per la splendida camminata e dell'eccezionale panorama goduto, percorrendo il prato per circa 10 min. giungiamo, finalmente, ai pozzi , l'inizio di questa inconsueta camminata.

Veniteci a trovare
il 13 giugno 2014

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