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ANTI CAGLIA

Anti Caglia Vico Giganti n° 58, Napoli, Italia
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*COMUNICATO STAMPA*

“Case in cui si cucina in uno stambugio, si mangia nella stanza da letto e si muore nella medesima stanza dove altri dormono e mangiano; case i cui sottoscala , pure abitati da gente umana, rassomigliano agli antichi, ora aboliti, carceri criminali della Vicaria.” Matilde Serao.
Il “basso” è tra i simboli più famosi di Napoli, e rappresenta una parte importante della storia della città. Piccola abitazione a pian terreno, il suo stesso nome - “basso” o “vascio”, in dialetto– è collegabile sia alla struttura della casa che al ceto sociale a cui appartenevano le persone che vi abitavano. Il termine “vascio” appare nella letteratura dialettale napoletana del Seicento, e sempre nello stesso secolo compare nel linguaggio notarile, in lingua italiana stavolta, scevro da connotazioni di ordine sociale. Il termine comparirà ancora nella seconda metà del Settecento, con riferimenti alla denuncia sociale. Entrerà anche a far parte del linguaggio formale su scena nazionale in vari registri, in quelli tecnici dei risanatori della città, nelle commissioni igieniche e nella letteratura giornalistica. Sarà la scrittrice Matilde Serao a rendere famoso il “basso” nel suo “il ventre di Napoli” nel 1894, seguita da Curzio Malaparte e dallo studioso Benedetto Croce. Negli anni Cinquanta del Novecento il termine comparirà nei dizionari italiani. Ad oggi il “basso” è tutt’altro che scomparso: nel centro di Napoli sono ancora presenti, e in continuo aumento, abitazioni di questo tipo, dove il più delle volte oltre ai napoletani vi abitano molti stranieri, in situazioni spesso di notevole disagio, a continuare - anche se con qualche evidente variazione - una tradizione di povertà e malessere che ha sempre caratterizzato questo tipo di casa. Alla luce di una storia così antica e tribolata, Largo Baracche ha deciso di portare avanti un’indagine sull’arte in uno dei luoghi più familiari, e al tempo stesso scomodi, alla gente di Napoli e non solo. Una proposta diversa dal solito, quella di Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore, che invitano gli artisti a prendere posto in uno spazio decisamente anticonvenzionale per restituire una dignità storica, ed in un certo senso anche artistica, a queste piccole abitazioni, riconsegnando loro una dimensione di attualità, di vita. Un basso di via dell’Anticaglia, costeggiata da due alti muri in laterizio a sostenere il prospetto dell’antico Teatro Romano, oggi sotto ai palazzi, sarà deputato al progetto ANTI CAGLIA con Corrado La Mattina e Daniela Politelli sabato 21 giugno ore 18.00.
Chiara Minieri

www.1opera.it

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il 21 giugno 2014

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