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Capri Jazz & Art_"Aldilà dell'utile" di Lucia Carpentieri_CJB trio

Capri Jazz Bar Via Pastore n. 42, Battipaglia SA, Italia
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Aldilà dell'utile - Lucia Carpentieri

L'emozione, se in essa s'iscrive il senso della vita, non può essere subordinata a una qualche opera utile. Il paradosso dell'emozione vuole infatti che abbia tanto più senso proprio perché non ne ha.. Appesantita dalla nostra verità perduta, l'emozione viene gridata nel disordine.

AL DI LÀ DELL’UTILEMOSTRA DI LUCIA CARPENTIERI


Per comprendere l’arte di Lucia Carpentieri si deve partire dalla tela: più che di un’eccedenza rifiutata dal colore, si tratta invece di uno spazio formale, asettico, proscenio razionalistico di un’inquietudine che ne infrange l’uniformità. Le figure, quasi in un rinnovato simbolismo, volgono le spalle l’una all’altra, squarciano il chiasso luminoso del bianco nella solitudine. A ben guardare, gli elementi si intrecciano in sotterranee corrispondenze fatte di silenzi patici, come nel Gioco della solitudine, in cui l’apparente isolamento della figura femminile – raccolta nell’etereo – tradisce una fibrillazione inoggettivabile, che ha per solo testimone quel legame invisibile che la costringe alla Terra, in lontananza.
Nei quadri di Carpentieri il rapporto con la pittura muta gradualmente: con sempre maggiore invadenza le distonie coloristiche irrompono nel quadro lasciando tracce di materia – come in Blu – segno di un’urgenza di consegnare la propria arte all’inutile grido dell’emozione. La figura inizia a smagliarsi, la pulsazione umana che rappresenta – sottratta all’accecamento scientifico della tela bianca – perde i suoi contorni, tende a liquefarsi, come in Portrait: in ciò l’artista restituisce l’umanità al suo scatenamento originario. In Meta-morphosis il soggetto è negato alla sua umanità apollinea, la femminilità è compromessa da una tumefazione aggressiva, incalzante, che dilata le forme per sacrificarle all’altare del vissuto insensato. La distruzione dell’oggettualità è speculare alla liberazione da un’arte consegnata al principio di identità che, strutturando la realtà in idee, appesantisce l’emozione di scorie razionali, prostrandola nei limiti della ragione. La messa a morte del concetto restringe il figurativo fino a decretarne la disfatta in Autunno, in cui – non a caso – sono le stagioni ad essere protagoniste, non più l’umanità. Figlia degli insegnamenti sadiani, Carpentieri rinnega ogni antropocentrismo, ripensa lo spazio pittorico come un’arena fatta di passioni incoercibili, in cui la flebile apparizione di un volto si lascia penetrare dagli strali dell’intensità che non si dice. All’apice della dissonanza, il tragico confronto fra una pennellata iperrealistica e la materia magmatica che ne ottunde le mire ordinatrici si realizza in Primavera: come poli dialettici, figurativo e materiale (non astratto) si osteggiano – violandosi, lambendosi – e, come yin e yang, riflettono in sé l’unica anima inquieta dell’artista.

Lucia Carpentieri nasce a Salerno nel 1980. È un’autodidatta. Si dedica alla pittura e alla ceramica da oltre quindici anni.



A seguire, come ogni venerdì, il concerto del Capri Jazz Bar trio, con Carmine Cataldo al piano, Domenico Andria al basso elettrico e Franco Gregorio alla batteria, che proporranno al pubblico standard della tradizione bebop nonché brani tratti dal repertorio rock internazionale rivisitati in chiave jazzistica.

Veniteci a trovare
dal 13 al 14 giugno 2014

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