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Weekend a Ventotene

Ventotene LT, Italia
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Ventotene è una piccola isola mediterranea, vulcanica, dell'arcipelago pontino della provincia di Latina al largo delle coste del Lazio e della Campania. I fondali delle acque di questa isola chiamata "isola delle sirene" di Ulisse che circondano Ventotene, è una delle più belle del Mediterraneo.

Ventotene ha due porti, di cui uno di epoca romana, e si trova all’interno di un’Area Marina Protetta, meta prescelta dai sub. Di fronte a Ventotene si trova l'isola di Santo Stefano, sede di un carcere borbonico attivo fino agli anni ’60.

Cosa vedere a Ventotene

La Piana del Sciuscello frutto del progetto di un polo agricolo per sperimentare innovative tecniche di coltivazione per la Lenticchia di Ventotene e per i prodotti orticoli tipici dell’isola.

Il “Sciuscello”, ossia il carrubo, era un albero che sorgeva al centro di una piccola particella di terreno nell’appezzamento cui ha dato il nome.

Il progetto nasce dall’incontro di due amici Paolo De Feo, un direttore di banca in pensione, e Federico Scanni, un editore e libraio che ha abbandonato Roma per seguire la loro passione e vivere così sull’isola per realizzare una coltivazione naturale, senza pesticidi, concimi chimici e lasciando il terreno auto-fertilizzarsi attraverso la consociazione delle piante e la protezione del terreno con abbondanti e appropriate pacciamature.

La passeggiata alla Piana del Sciuscello prevede un percorsodi osservazione guidata delle coltivazioni insieme ad alcuni laboratori esperienziali.

Nel corso della passeggiata è possibile acquistare i prodotti tipici e assaggiare il vino locale, prodotto con uve coltivate sull’isola.

Il Porto Romano di Ventotene è un porto anomalo, non tanto proteso in mare quanto tenacemente aggrappato alla terraferma. È il risultato di una importante escavazione artificiale del banco tufaceo che degradava a mare, da cui furono asportati ben 60.000 metri cubi: ne è venuto fuori un bacino profondo in media tre metri completamente circondato, e quindi protetto, dalla roccia.

L’imboccatura del porto, rivolta a Est, consente l’accesso anche in condizioni di cattivo tempo con venti di Maestrale e Libeccio; la conformazione interna del bacino, parallelo alla linea di costa in direzione Nord-Sud, offre una validissima protezione contro tutti i venti; solo i venti forti da SE provocano all’interno una leggera risacca, noiosa ma raramente temibile.

Il porto grazie alla sua felice collocazione costituiva il cardine dello sfruttamento residenziale di Ventotene, incentrato sul fronte orientale dell’isola, dove sorgeva la villa di Punta Eolo.

Il porto doveva essere utilizzato principalmente da navi onerarie – ossia mercantili – di piccola e media stazza, in grado di assicurare regolarmente (salvo eccezionali avverse condizioni metereologiche) i rifornimenti e il periodico collegamento con la terraferma agli abitanti dell’isola. In caso di necessità il porto costituiva un valido ricovero anche per imbarcazioni di maggiori dimensioni, fino a 30-35 metri di lunghezza.

Dato che le navi da carico utilizzavano esclusivamente la vela quadra e non i remi, è probabile che le grandi bitte, ancor oggi visibili all’imboccatura del porto, servissero oltre che a sbarrare l’accesso con l’aiuto di catene (probabilmente alloggiate in una retrostante piccola grotta scavata nel tufo) anche a facilitare l’ingresso in caso di necessità, grazie all’ausilio di cime da traino a terra.

Le Cisterne Romane

Al tempo dei romani l’approvvigionamento idrico veniva garantito dalla presenza, nelle zone abitate, di serbatoi in cui veniva convogliata, mediante vasche di raccolta e canali di immissione, l’acqua piovana. Il punto nevralgico del sistema di alimentazione di tutta l’isola è situato in posizione strategica e funzionale.

A Ventotene si fece ricorso alla istallazione di due enormi serbatoi, capaci di raccogliere direttamente le acque piovane e indirettamente quelle di filtrazione. Si crearono così due grandi contenitori nel lato meridionale dell’isola, in modo da poter captare e incanalare le acque di filtrazione provenienti dai displuvi a monte e, al contempo, raccogliere quanta più acqua possibile durante le periodiche precipitazioni piovose, grazie alla loro particolare stutturazione: sono la Cisterna di Villa Stefania e quella dei Detenuti.

Le Cisterne si trovano a pochi minuti di cammino da Piazza Castello e si estendono per circa 700 mq la prima e oltre i 1200 mq l’altra. Entrambe sono ancora intatte grazie al loro rivestimento in cocciopesto. Le Cisterne furono riutilizzate nel corso dei secoli e sono ricche di segni della presenza dell’uomo: dipinti, edicole votive, firme e graffiti.

 

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