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Sciapò @ Trastevere Open

Trastevere Viale di Trastevere, 91, Roma, Italia
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Sciapò Rassegna di Teatro a Cappello partecipa all’iniziativa del Municipio I del Comune di Roma TRASTEVERE OPEN – La cultura nuove gravemente al degrado.
INGRESSO LIBERO – USCITA A CAPPELLO

Venerdì 27 giugno – Piazza Della Scala – ore 21.30
GLI EBREI SONO MATTI
Uno spettacolo di TEATRO FORSENNATO
Ideato e diretto da Dario Aggioli
Con Dario Aggioli e Guglielmo Favilla
Durante il ventennio fascista, Enrico viene ricoverato in un manicomio vicino al confine, lontano dai suoi cari, dalla sua città e dai discorsi del Duce, da lui tanto amati.
Ferruccio, ebreo costretto a fuggire per l’ennesima volta, viene ricoverato nello stesso manicomio, sotto un altro nome: Angelo. Il professore che dirige la casa di cura, per insegnargli a comportarsi come un malato di mente, lo mette in stanza con Enrico, uno dei più innocui tra i degenti. Ferruccio, per imparare ad essere un altro, si confronta con Enrico che non riesce più ad essere sé stesso da tempo.
“Gli ebrei sono matti” è il racconto della tragedia delle leggi razziali attraverso un matto vero (e fascista) e un matto falso (e ebreo).

Venerdì 4 luglio – Piazza San Calisto – ore 21.30
GARRINCHA – L’ANGELO DALLE GAMBE STORTE
Regia di Giancarlo Fares
Con F. Valeriano Solfiti
Percussioni Pietro Petrosini
La favola di Manoel Francisco dos Santos, l’ala destra che sussurrava ai passeri, il grande Garrincha, il bambino che anche nella vita si è trovato di fronte alla necessità di continuare a dribblare, superare persone, cose e fatti per non cadere. Una vita intera passata in quella zona del campo dove non esistono regole, dove l’unica regola devi essere tu, ai margini di quella linea bianca che separa il mondo da te.
Garrincha era stato soprannominato la gioia del popolo, l’uomo che ha insegnato alla gente a ridere. E la gente ha riso per tutta la sua vita, prima con lui e poi di lui. Osannato, innalzato a mito, poi umiliato e abbandonato, degradato a ubriacone, a poveraccio, mai abbastanza ringraziato e troppo tardi pianto.
Il grande Garrincha, poeta della finta impossibile, ha insegnato a tutto il mondo che il calcio è gioia, festa, divertimento, ma soprattutto poesia, e di questa poesia è stato il miglior autore. La storia di un angelo, di un “diverso”, puro, una leggenda, un tramite tra il popolo e la gioia.


Venerdì 11 luglio – Piazza De’ Renzi – ore 21.30
GLI EBREI SONO MATTI
(seconda replica!)

Sabato 12 luglio – Piazza San Cosimato – ore 21.30
NANO EGIDIO – UNA STORIA VERA (SEASON ONE)
da un’idea di Marco Ceccotti e Simona Oppedisano
Regia del Nano Egidio
Attori e Burattinai Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti
Poliziesco-fantasy e parodia di un noir. Uno spettacolo che definire divertente sarebbe riduttivo e che definire divvertente sarebbe errore di sintassi grammaticale. Lo spettacolo, dedicato a tutti gli amici immaginari prematuramente scomparsi, pone le sue basi tu tre elementi fondanti: i miti, il gioco e i telefilm.
Con miti ci riferiamo a tutte quelle figure che sono state in passato protagoniste di storie e racconti noti, ma anche a tutti quei personaggi dell’immaginazione o dell’immaginario culturale, popolare e pop. Questi si rimettono in gioco sotto forma di pupazzi, burattini, giocattoli agendo in un mondo a loro nuovo, quello dei Telefilm. In questo modo il passato dei racconti orali, delle fiabe e delle folktales si incontra con il presente delle serie televisive e del cinema.

COS’È SCIAPÒ
Sciapò è una rassegna di teatro a cappello nata nel 2011 da un’idea di Domenico Santo per il Teatro Civico 14 di Caserta.
Fare cappello significa non pagare prima, ma dopo, e solo in base al gradimento dello spettacolo proposto.
Il cappello è nato nel 1500, con la COMMEDIA DELL’ARTE, quando per la prima volta nella storia dell’umanità, fare l’artista diventa un mestiere, con i cui guadagni si vive. Questa fu una vera e propria rivoluzione, sia artistica che socioeconomica: socioeconomica perché per la prima volta i commedianti non erano più chiamati a rispondere a un signore, ma dovevano farsi imprenditori diretti del proprio lavoro; artistica, per la strettissima interrelazione fra i guadagni e quello che si faceva in scena. Ogni attore sapeva che se avesse sbagliato una battuta sarebbe stato multato dalla compagnia, perché il cappello sarebbe stato più magro; ogni capocomico sapeva che un canovaccio avrebbe continuato a girare di piazza in piazza solo se il cappello lo avesse promosso. Il pubblico, grazie al democraticissimo cappello, era fruitore, giudice e produttore dello spettacolo, e tutta la compagnia lavorava esclusivamente per lui.
Oggi, proprio come nel XVI secolo, le compagnie sono sempre più spesso chiamate a diventare imprenditrici della propria arte: quale strumento migliore del cappello?
Sciapò vuole riportare il cappello nel teatro, per ridare alle compagnie la visibilità che hanno perso, grazie alla creazione di una rete che già per la stagione 2013-14 può vantare 5 piazze in 3 regioni, e per ridare al pubblico il potere di scegliere e il piacere di tornare a teatro.

Per info:
www.sciapò.it - laura.belloni@hotmail.it – 3491257101

Veniteci a trovare
dal 27 giugno al 12 luglio 2014

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