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Seconda assemblea pubblica “Valle dei Casali – Terra Bene Comune”

fans di Acrobax via della vasca navale 6, Roma, Italia
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Invitiamo la cittadinanza il 1 luglio alle ore 18.30 alla seconda assemblea pubblica “Valle dei Casali – Terra Bene Comune” presso il tunnel di paglia del L.O.A. Acrobax per la costruzione di un’alleanza fra movimenti urbani, movimenti rurali e singoli cittadini, che sappia riconnettere città e campagna e sostenere le comunità locali in lotta contro la distruzione del loro ambiente di vita, contro lo sfruttamento, la devastazione ed il saccheggio di tutte le terre, private o demaniali che siano, in difesa delle comunità locali, a fianco di coloro che difendono la sovranità alimentare.

A livello globale, dal 2008 ad oggi, il processo di accaparramento di terre da parte di imprese multinazionali, governi stranieri, nuovi attori finanziari pubblici e privati ha subito una forte accelerazione a causa della convergenza tra crisi finanziaria, alimentare, energetica e climatica, portando alla trasformazione della terra, tradizionalmente non un tipico bene d’investimento, in una risorsa fondamentale su cui prendere il controllo il più velocemente possibile. Ignorando le comunità locali, le economie locali vengono compromesse, il tessuto socio-culturale e la stessa identità di un territorio sono messe a repentaglio: interesse privato finisce con l’essere messo al di sopra del bene comune. In Italia questo processo, già in atto da tempo attraverso la concentrazione della terra in grandi proprietà, subendo un’ ulteriore accelerazione con l’art.66 del decreto Salva Italia che prevede, tra le altre cose, la vendita dei terreni agricoli demaniali.

Anche le politiche degli enti locali del Lazio stanno avviando bandi come quello della Regione Lazio – Arsial “Terre pubbliche per giovani imprenditori” o come il bando di Roma Capitale “Roma, “Città da Coltivare” va’ a togliere altre terre libere nelle poche riserve naturali esistenti a favore dei soliti noti e di un’economia per pochi, imprenditori o amici di imprenditori (tale può essere valutata la realtà delle grandi e storiche cooperative di agricoltura sociale) seguendo il trend europeo della “Youth Guarantee”, l’iniziativa a firma UE volta a rendere la precarietà uno standard europeo condiviso
Chi ci rimette in questa situazione sono sempre i giovani e il territorio, ultimi “ostacoli” al disegno neoliberista di una grande privatizzazione di massa delle risorse esistenti.
In poche parole “Non è successo niente, non è cambiato nulla”.
Non vi è la volontà del pubblico di difendere i terreni ma di graziarne qualcuno in cambio della vendita dei molti altri, sono senza criterio le scelte delle terre da assegnare e soprattutto resta misterioso quale sia il loro reale ammontare e quali siano i veri progetti che si celano in queste aree, il rischio della speculazione attraverso la vendita è un dato storico già vissuto (basta fare un giro per il GRA).

Il modello del Bando è una goccia nel mare, in un rapporto uno a uno. Non c’è tutela per le comunità del territorio finché la gestione delle terre pubbliche non sarà da parte delle comunità locali, secondo forme decise a livello territoriale e in modo autonomo. Bisogna abitare il territorio per difenderlo, bisogna auto-recuperare, auto-costruire, auto-gestire con forme di “economia partecipata” la custodia di quelle terre, fondamentali come polmoni della nostra città. Per questo motivo bisogna iniziare subito questo processo di liberazione, della proprietà da pubblica a comune, bloccando vendite, aprendo laboratori sulle comunanze e sulla loro gestione.

Tutti i modelli che ci sono stati imposti sono sempre falliti perché hanno guardato sempre ad una globalizzazione economica ma mai alla salvaguardia di quella diversità e bio-diversità tipica dei territori locali che sono la nostra casa, la nostra acqua, il nostro cibo, la nostra terra, i nostri beni essenziali e comuni.
La nostra lotta deve quindi partire proprio dal territorio, dai quei beni fondamentali indispensabili alla sopravvivenza, ripartiamo quindi con la liberazione di quelle terre delle riserve naturali, difendiamole da speculazioni, da privati e da vocazioni che non sono quelle della custodia di quelle terre.
Libera deve essere la Valle dei Casali, emblema dell’agro-romano, 466 ettari di “riserva riservata” ai privati nel cuore del più grande comune agricolo d’Europa.

Terra Rivolta
www.autistici.org/terrarivolta
f.b.: Terra Rivolta

Veniteci a trovare
il 1 luglio 2014

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