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Un giorno di mare a Torre Astura

Astura LT, Italia
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Una gita a Torre Astura, un luogo nascosto ma esistente e molto bello, che non ha nulla da invidiare alle spiagge di altre regioni o di altri luoghi nel mondo.

Si trova a Nettuno, e si raggiunge solo attraverso un sentiero a piedi percorrendo due km, oppure in barca attraversando un piccolo canale che attracca direttamente alla spiaggetta più diretta. Da lì è possibile proseguire avanti e scoprire una fetta di terra incredibilmente bella. Non c'è molta gente a balneare da quelle parti, ovviamente non essendo molto conosciuta né facilmente raggiungibile. Questo la rende appetibile a chi cerca pace e relax, a chi desideri veramente godersi una giornata al sole e con un'acqua di mare pulita e trasparente! 

Ora che abbiamo pubblicato questo testo, forse molte più persone sapranno di Torre Astura, ma confidiamo nel "turn over" e nella capacità di mantenere bello e il posto. Tutti devono mantenere pulito l'ambiente naturale per garantirne la bellezza e la particolarità che possiede. 

è una torre costiera fortificata e un'isoletta del Lazio, nel territorio della città di Nettuno, a circa dieci km a sud est dal centro abitato.

Si raggiunge percorrendo la strada provinciale Acciarella che da Nettuno porta a Latina. Passato il grande bosco del Foglino, si prosegue per circa 5 km; al primo incrocio girare a destra per Foceverde e dopo tre km si arriva a un grande parcheggio. Da qui parte una passeggiata che porta a Torre Astura. Il territorio di Torre Astura è oggi compreso all'interno dell'U.T.T.A.T. (Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri) del Ministero della Difesa, già noto come Poligono Militare di Nettuno. Si sviluppa per circa 8 chilometri lungo la costa tirrenica all'interno dell'area comunale. Il paesaggio è per la maggior parte pianeggiante, con tratti di vegetazione bassa a erbe e cespugli di macchia mediterranea (mantenute così dai militari, per le loro esercitazioni) e tratti boschivi caratterizzati da boschi misti a caducifoglie (cerri, farnetti, roverelle e aceri in prevalenza) nelle aree più interne e, in prossimità del mare, da boschi sempreverdi di leccio e sughera spesso sormontati dalle fitte chiome di secolari pinete impiantate dall'uomo in epoche passate. Tutta l'area costiera è bassa e sabbiosa e mantiene quasi inalterati importanti tratti di naturalità, con cordoni dunali alti sui quali crescono l'Ammophila arenaria e il Pancratium maritimum, due specie di notevole pregio botanico. Zona a rischio nell'antichità per le secche e gli improvvisi banchi di roccia, i fondali circostanti il Castello sono ricchi di reperti archeologici, oggetto, sino agli anni settanta, di un saccheggio incontrollato.

Storia[modifica | modifica sorgente]


Corradino di Svevia


Resti della peschiera appartenente alla villa marittima romana nel sito di Torre Astura (è visibile la torre). La prima fase di costruzione risale al I secolo a.C.. Potrebbe trattarsi della villa di Astura appartenuta a Cicerone, che ne parlava nelle sue lettere ad Attico.
L'Astura romana era un approdo alla foce del fiume omonimo posto lungo la via Severiana, sede di ville già dal I secolo a.C. Una tra queste fu di Cicerone, e Astura fu teatro delle ultime fasi della sua inutile fuga da Antonio[1]. Nel sito venne realizzata, tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'età imperiale, una villa strutturata in parte in terraferma e in parte su un'isola artificiale, dotata di una vasta peschiera, i cui resti sono ancora in parte visibili (sulle murature in mare fu poi realizzato il castello)[2]. A partire dall’età romana Astura rappresentava infatti il prolungamento e il confine ad oriente della colonia di Antium[3] e per la sua amenità fu un luogo molto amato dai nobili romani, che la scelsero per costruirvi le loro ville d’otium.

Nel 1193 il sito venne in possesso dei Frangipane, che per proteggersi dai Saraceni vi costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura. Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugiò ad Astura, nell'omonima torre, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra lo consegnò a Carlo d'Angiò, re di Napoli, cosicché fu decapitato a Campo Moricino, l'attuale Piazza del Mercato di Napoli. Nel 1426, dopo essere stato feudo dei Caetani e degli Orsini, passò sotto i Colonna, i quali ristrutturarono il castello, dandogli l'attuale aspetto, e lo vendettero nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, finita la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta.

L'immagine di Torre Astura[modifica | modifica sorgente]
Da Torre Astura lo sguardo spazia dal Circeo ad Anzio e fino alla bonifica il sito rimase immerso nella foresta paludosa che occupava l'Agro Pontino immediatamente alle spalle della duna costiera. Come notava Gregorovius nel 1854, «Con Nettuno cessa la civiltà umana su questa costa, perché immediatamente alle spalle della città comincia il deserto pontino. La macchia si estende fino a Terracina.».

Questa posizione, insieme alla natura selvaggia dei luoghi, abitati e frequentati abitualmente solo da contadini poveri, butteri e bufali, briganti e sbirri, sollecitò vivamente la fantasia dei pochi viaggiatori letterati che li percorrevano nel XIX secolo. Si devono a Gregorovius e a Gabriele D'Annunzio descrizioni affascinanti del luogo nella seconda metà del secolo.

In tempi più vicini a noi il castello è stato utilizzato come ambientazione per diversi film (dal "Pinocchio" televisivo sino a "Brancaleone alle crociate").

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