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UNA SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA

Nuova Galleria Morone via Nerino n°3, Milano, Italia
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“Una solitudine troppo rumorosa” è il titolo della mostra, a cura di Angela Madesani, che si inaugura il 25 settembre 2014 presso la Nuova Galleria Morone. Il titolo è mutuato dal capolavoro, in parte autobiografico, dello scrittore ceco Bohumil Hrabal, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita.
Tema della rassegna è la solitudine attraverso i lavori di 9 artisti italiani e stranieri. Opere di diverso genere, realizzate con linguaggi che vanno dalla fotografia al video, dall’installazione alla pittura, alla scultura.
Si potrebbe individuare il momento iniziale della mostra nei due autoritratti fotografici del franco-polacco Roman Opalka (1931-2011), che già l’anno scorso era stato protagonista di una mostra presso la galleria milanese. Si tratta di un confronto con se stessi nella solitudine della propria condizione umana, in cui è evidente la scansione ineluttabile del tempo.
Autoritratti sono anche quelli dell’americana Francesca Woodman (1958-1981), in cui è una concezione più drammatica, che trova una corresponsione nella sua vicenda biografica.
Di Paola Risoli (1969) sono in mostra alcuni bidoni, che l’artista sventra e in cui costruisce delle scenografie di interni domestici, colti in tutta la loro angosciante solitudine.
La rassegna pone una particolare attenzione nei confronti della solitudine nel paesaggio, in cui la figura umana non è compresa, che si tratti dei dipinti dai toni freddi di Pierpaolo Curti (1972), delle fotografie di ambito desertico dello spagnolo Felix Curto (1967) o dei disegni di ombre di Antonio Marchetti Lamera (1964).
Il dittico di Domenico Grenci (1981) è composto da un paesaggio desolato dai toni scuri, accanto al quale è un piccolo lavoro in cui è presente una figura umana colta di spalle. La ricerca dell’argentina Inés Fontenla (1950) è incentrata sui temi dell’ecologia, della geopolitica, anche se non mancano gli accenni a una dimensione esistenziale.
L’uomo è il protagonista della grande scultura di Francesco Diluca (1979), in cui è profondo ed evidente il senso dell’assenza.
Accompagnerà la mostra un catalogo con le immagini dei lavori e un testo della curatrice.

Artisti: Pierpaolo Curti, Felix Curto, Francesco Diluca, Inés Fontenla, Domenico Grenci, Antonio Marchetti Lamera, Roman Opalka, Paola Risoli, Francesca Woodman.

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"Una solitudine troppo rumorosa" [Too Loud a Solitude] is the title of the exhibition curated by Angela Madesani that opens on the 25th of September 2014 at the Nuova Galleria Morone. The exhibition's title is borrowed from the partly autobiographical masterpiece by the Czech writer Bohumil Hrabal (2014 is the centennial of the author's birth).
The theme of this exhibition is solitude as evoked by the works of 9 Italian and international artists. These are works of different kinds, created using languages that range from photography to the video, the installation, painting and sculpture.
One could single out the first moment of the exhibition in the two photographic self-portraits by the Franco-Polish artist Roman Opalka (1931-2011) who last year was the protagonist of an exhibition held in this Milanese gallery. This is a confrontation with ourselves in the solitude of one's own human condition in which the ineluctable passing of time is evident.
Also the works by the American photographer Francesca Woodman (1958-1981) are self-portraits in which one has a more dramatic conception that finds correspondence in the artist's biography.
Paola Risoli (b. 1969) exhibits a number of metal drums that the artist guts and in which she constructs scenes of domestic interiors that are 'captured' in all of their excruciating solitude.
The exhibition pays particular attention to solitude in the landscape in which the human figure is not included: these may be the paintings with their cold tones by Pierpaolo Curti (b. 1972), 'desert(ed)' photographs by the Spaniard, Felix Curto (b. 1967) or the drawings of shadows by Antonio Marchetti Lamera (b. 1964).
The diptych by Domenico Grenci (b. 1981) is composed of a dark-toned desolated landscape next to which we have a small work in which a human figure is represented, seen from behind. The research work by the Argentine, Inés Fontenla (b. 1950), is centred upon the themes of ecology and geopolitics, even if mentions alluding to an existential dimension are not lacking.
Man is the protagonist of the large sculpture by Francesco Diluca in which the sense of absence is both profound and very evident.
The exhibition is accompanied by a catalogue containing images of the exhibited works and a text by the curator.

Artists: Pierpaolo Curti, Felix Curto, Francesco Diluca, Inés Fontenla, Domenico Grenci, Antonio Marchetti Lamera, Roman Opalka, Paola Risoli and Francesca Woodman.

Veniteci a trovare
dal 25 settembre al 15 novembre 2014

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