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IL TIGLIO. FOTO DI FAMIGLIA SENZA MADRE

Campo Teatrale Via Casoretto 41/a, Milano, Italia
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testo: Tommaso Urselli

regia: Massimiliano Speziani

con: Filippo Gessi, Francesca Perilli, Massimiliano Speziani

luci: Beppe Sordi

grafica locandina: Vittoria Pasca Raymondi

C'è una separazione in atto: in seguito a uno spiacevole episodio un padre avvia le pratiche per l'inserimento del figlio presso una comunità per disabili psichici. Sia per l'iter burocratico che per la difficoltà di entrambi a separarsi, il processo è lungo e sofferto.Una volta avvenuto l'inserimento presso la comunità "Il Tiglio", si sussegono una serie di incontri tra padre e figlio fatti di incomprensioni, tenerezze, silenzi, dialoghi spesso surreali. Il tutto sotto lo sguardo di una improbabile dottoressa.

Un testo che parla di rapporti umani, emarginazione e tormentata tenerezza.
Livia Grossi, Corriere della Sera

Le conseguenze della follia. Incomprensioni, tenerezze e silenzi in un partitura scenica per tre attori che non ammette consolazione.
Simona Spaventa, Repubblica

Il tentativo di comprendere l’umano e toccare la malattia relazionale con la lente d’ingrandimento data dalla malattia psichica.
Daniela Zacconi, Corriere della Sera

Un padre, un figlio, una malattia. Un testo di sorprendente delicatezza.
Sara Chiappori, Repubblica

Throughout the play, director Massimiliano Speziani relies on gestures and movements, harnessed to a strong text, to give a sensitive, often compelling portrayal of this father-son relationship, in which the son’s requests and needs are never met.
Maggie Rose, Plays International

E allora si cammina insieme, un po’ alla Totò e Ninetto Davoli, verso un qualcosa che dà noia solo a pensarci. Fra avvicinamenti e rabbie.
Diego Vincenti, Il Giorno

Una vita asfittica, fatta di emarginazione, di piccole miserie, di maldestri tentativi volti alla ricerca di senso, cui lo spettatore ha aderito emotivamente, con partecipe coinvolgimento.
Claudio Facchinelli, Teatri delle Diversità

Un testo duro, asciutto, pungente come una sfilettata che colpisce l’edulcorata coscienza formale di chi non conosce o non ha mai dovuto affrontare la drammaticità della situazione descritta, e che Massimiliano Speziani, presente anche in scena, propone nella sua integrale crudezza.
Claudio Elli, Puntoelineamagazine

E dunque questo spettacolo non ci parla dei matti, ma della famiglia, della società, di Milano e insomma, purtroppo, di noi.
Renato Gabrielli, renatogabrielli.it

La serie di incontri tra i due, in cui vediamo alternarsi turbolenta tenerezza, feroci incomprensioni, litigi, dialoghi beffardi e surreali, non può far altro che coinvolgerci emotivamente.
Camilla Cerea, Kairosmagazine

Nonostante si viva in una grande città, in questo caso Milano, è come essere sulla luna: il paesaggio lunare ricreato dalla scenografia – anche fisica – accentua la solitudine dei due personaggi che si inseguono, si cercano, si parlano, si tengono fermi o si mandano via, ma non riescono a superare quella membrana che li divide.
Emanuele Aldrovandi, Arcipelagomilano

Percorso di due anime ancorate ad abitudini e meccaniche ossessioni, ritratto di un relazione complicata che procede a intermittenza.
Tatiana Galtieri, Calabria Ora

Una scenografia essenziale, talmente scarna da trasformare in simboli i pochi oggetti presenti. Una parabola per la ricezione televisiva di Sky l’elemento principale, addobbata con lucine natalizie che compongono il finale che trasforma il dramma in tragedia.
Leonida, Crem@online

Una sottile, sottilissima linea separa la normalità dal disagio, ltrepassabile in qualsiasi momento, da chiunque. La rappresentazione lo ha mostrato senza filtri né giri di parole ai ragazzi delle scuole superiori che ieri affollavano il Teatro Odeon di Reggio Calabria.
Silvia Pellicanò, Il Quotidiano

Si consiglia la prenotazione

CAMPO TEATRALE
via Casoretto 41/A - Milano
Ingr. Teatro: via Cambiasi 10 - Milano
Telefono: 02/26113133
Email: info@campoteatrale.it

Veniteci a trovare
il 13 ottobre 2014

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