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10 ottobre | Corteo studentesco | Milano

Piazza Cairoli P.zza Cairoli, Milano, Italia
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Disoccupazione giovanile, abbandono scolastico, precarietà, disuguaglianze sociali, crisi economica. E il Governo Renzi che risposte dà? Innovazione sociale o rottamazione dei diritti?
L'Esecutivo ha fatto della riforma della scuola il proprio cavallo di battaglia, ma dietro “La Buona scuola” si nasconde un progetto politico in netta continuità rispetto alle sciagurate politiche della Gelmini e dell'Aprea. È emblematico notare come all'interno del Piano Scuola non ci sia alcun accenno al diritto allo studio e alla lotta alla dispersione scolastica. Per noi la vera buona scuola è quella accessibile a tutti, laica, solidale, pubblica, gratuita e di qualità.

Oggi studiare e formarsi è sempre più difficile: ogni anno ci troviamo a dover sostenere spese altissime per i libri di testo, il corredo scolastico e l'abbonamento ai mezzi di trasporto. La sopravvivenza dei nostri istituti è determinata dai contribuiti “volontari” che le nostre famiglie sono tenute a versare, in quanto investire nella scuola pubblica è visto dallo Stato come un onere piuttosto che come una priorità politica. Dopo l'introduzione del sabato libero la spending review applicata alla riorganizzazione dell'esame di maturità – con l'eliminazione dei commissari esterni per motivazioni non tanto pedagogiche quanto meramente economiche – ne è un esempio lampante.
In Lombardia questo fenomeno è particolarmente evidente e si traduce in un massiccio investimento nella scuola privata, tramite il Buono Scuola, mentre le promesse di copertura totale delle borse di studio universitarie non sono state mantenute dalla Giunta Maroni. Per il Governo Renzi il concetto di “Buona scuola” si realizza attraverso l'ingresso all'interno dei nostri istituti dei privati, che avranno la facoltà di appiattire la didattica ai propri interessi. Pensiamo che la scuola debba educare al pensiero critico, fornire una formazione a 360 gradi e non plasmare lavoratori e lavoratrici da immettere nel mercato del lavoro sempre più precario come manodopera poco qualificata e facilmente sfruttabile. L'introduzione dell'apprendistato al quarto e quinto anno di scuola superiore comporta l'ennesima dequalificazione del percorso formativo. Lo stesso Dirigente scolastico assumerà le sembianze del manager di azienda e dovrà favorire la produttività della propria scuola e di chi ci lavora, avendo anche il potere di valutare e selezionare i docenti, determinandone gli scatti stipendiali in base a una valutazione nozionistica, numerica e discrezionale del Dirigente stesso.

Le logiche premiali e meritocratiche che negli anni scorsi andavano a colpire perlopiù gli studenti tramite le prove INVALSI coinvolgeranno da ora anche i docenti e le intere scuole sulla falsariga del sistema premiale che da anni vige nelle Università, andando a differenziare sempre più le scuole tra istituti di serie A e di serie B. Alla scuola della competizione e all'università dell'esclusione con il dilagare del numero chiuso e programmato rispondiamo rivendicando una scuola in grado di valorizzare le differenze ed educare alla cooperazione e un'università adeguatamente finanziata e accessibile a tutti.

Renzi vorrebbe legittimare scelte già prese mediante una consultazione con cui si chiederebbe di rispondere a temi calati dall'alto. Un processo di partecipazione che sia reale e di qualità e che abbia come obiettivo la costruzione di un modello di scuola diverso rispetto a quello attuale non può concludersi in due mesi e, soprattutto, deve saper favorire il protagonismo studentesco. In anni di mobilitazioni tutti i Governi che si sono susseguiti si sono dimostrati sordi alle rivendicazioni del movimento studentesco e la ministra Giannini è tristemente nota per aver disertato gli incontri con le rappresentanze studentesche e con il mondo dell'associazionismo . La sua dichiarazione “I cardini del progetto di riforma sono quelli e quelli restano” ci fa dubitare della democraticità stessa della consultazione e dell'incisività delle opinioni degli studenti. Inoltre, è inaccettabile chiedere ai rappresentanti delle Consulte di fare gli ambasciatori del Piano scuola, in quanto le rappresentanze studentesche devono tutelare i diritti e le aspirazioni degli studenti e non gli interessi del Governo.
Non si può parlare della riforma della scuola senza guardare alle mosse del Governo rispetto alla questione del lavoro. Assistiamo infatti alla subordinazione della scuola a un mercato del lavoro sempre più precario. Con il Decreto Poletti si è sancito definitivamente che i contratti a tempo determinato sono la norma e non l'eccezione. Infatti, non sarà più obbligo del datore di lavoro giustificare le ragioni per cui viene scelta una di queste tipologie contrattuali, anziché quella a tempo indeterminato. Con il Jobs Act, accanto al completo svuotamento dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (che fino al 2012 prevedeva il reintegro sul posto di lavoro per i casi di licenziamento senza giusta causa), si introduce l'ennesima forma contrattuale precaria, che condanna chi si affaccia al mondo del lavoro a un lungo periodo di ricattabilità e sfruttamento.

L'8 ottobre, a Milano, il vertice europeo presieduto da Renzi sulla disoccupazione non darà alcuna risposta a questo drammatico problema, se non quella di una maggiore precarietà per tutti. Per noi il cambiamento del mondo del lavoro e del sistema produttivo passa necessariamente attraverso un reale investimento in scuola, università e ricerca, nonché attraverso un ripensamento globale del welfare in senso universale, compreso il reddito per i soggetti in formazione.
Il Governo continua dunque ad accumulare promesse su promesse mentre, allo stesso tempo, procederà nella Legge di Stabilità con il taglio lineare di 20 mld di € alla spesa sociale, inclusi 900 mln di € all'università e alla ricerca. Rimanere all'interno dei parametri previsti dai trattati europei è incompatibile con i finanziamenti allo stato sociale e questa Finanziaria ne sarà l'ennesima dimostrazione. Non siamo più disposti ad accettare che i diktat della Troika valgano più dei nostri diritti!
Inoltre come studenti di questa città non possiamo rimanere impassibili difronte al grande evento che si abbatterà sulla nostra città dal primo maggio dell’anno prossimo.

Expo 2015 infatti viene calato dall’alto sulla nostra città ignorando completamente quelle che sono le necessità dei cittadini. Esso rappresenta l’occasione per dare un precedente a tutti quei processi di precarizzazione che il governo Renzi sta introducendo con le sue ''riforme''.
In un paese in cui la soglia della disoccupazione giovanile tocca il 44,2 % l’evento che doveva rappresentare un occasione lavorativa per la città è invece entrato nelle scuole e nelle università a cercare 18500 studenti volontari mascherati sotto il falso nome di stagisti.
Rifiutiamo fermamente il lavoro volontario per expo e ci rivendichiamo il diritto ad una città diversa che dia spazio ai giovani, alla socialità e ai sogni dei suoi cittadini.

Per tutte queste ragioni il 10 ottobre saremo i protagonisti a Milano, come in tutta Italia, di quella che sarà solo la prima tappa di una mobilitazione ampia, che proverà a connettere le lotte degli studenti con quelle degli altri settori della società che continuano a pagare il prezzo della crisi. Costruiremo ogni giorno nelle scuole, nelle università e in città l'alternativa a questo disegno di società. Un'alternativa che non è basata sulle risposte semplici del nazionalismo, del razzismo e dell'omofobia che la Lega porterà in piazza il 18 ottobre.
Scuola pubblica, diritto allo studio e welfare, diritto alla città e spazi sociali, no alle grandi opere e ai grandi eventi: la nostra alternativa passa da qui, oltre le risposte retoriche del Governo noi saremo i protagonisti del cambiamento che vogliamo vedere nella società.

Un'altra volta, un'altra onda.



Unione Degli Studenti Milano
RETE STUDENTI MILANO
Casc Lambrate
Fronte della Gioventù Comunista - Federazione di Milano e Provincia
Unione Degli Studenti Sestosg
Collettivo Bicocca
Link-Sindacato Universitario Milanese
Dillinger Unimi

Veniteci a trovare
il 10 ottobre 2014

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