Login Accedi ^
Italiano
Registrati
Registrati su Weekeep! Trova i tuoi amici di Facebook, organizza i tuoi viaggi e visita oltre 1.000.000 eventi in tutto il mondo!
Accedi con Facebook
Accedi con Google+
Facebook Google+
X
RISULTATI
MAPPA
DETTAGLIO
$mapTile_Titolo
$mapTile_Immagine
$mapTile_Indirizzo
$mapTile_LastMinute
$mapTile_Durata
Località
Dormire
Mangiare
Offerte Speciali
Eventi
Mostra tutte le 7 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 11 LOCALITAMostra meno località
Mostra tutte le 23 sistemazioniMostra meno sistemazioni
PREZZO : da € a
OSPITI :
CAMERE :
STELLE : da a
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie

Tamara Ferioli - Heimaey

Galleria Officine dell'Immagine Via Atto Vannucci 13, Milano, Italia
Google+

(VERSIONE IN ITALIANO IN BASSO)

From October 16 until November 22, 2014, Officine dell'Immagine will host the solo exhibition of Tamara Ferioli (Legnano, 1982), who deals with her experiences in Iceland and, in particular, in Heimaey island, south off the Icelandic coast.

The show, curated by Björg Stefánsdóttir, will feature an installation, drawings on canvas and photographies that inspect relationship between Man and Nature, or rather the link between a human being and the place where he (or she) is housed for the first time but where he feels to know it all along. The very own island - literally 'Home Island' - is a symbol of this relationship: in 1973, there was a volcanic eruption that lay to waste almost half the town, now, you can still feel the warmth from the ground in the vicinity of the volcano, and that brings humans into an intimate connection to nature.

Travelling has become a part of Ferioli's artistic process, using insects, herbs, flowers, bones, and other biological materials instead of synthetic ones, like she experiences Icelandic landscapes as psychosomatic.

The exhibition path starts at the basement of the gallery. There, she has built a house, inspired by a house that she stumbled upon in her travels through Iceland; an abandoned house in the south of the country where a large cliff has invaded the space of the building and changed its image. The rock literally lies on the house and it is evident how nature has taken over the manmade space. Despite the force of the rock, the house is still standing strong and has become an ingrained part of the landscape.

The house that Ferioli has created stands like an island in the exhibition space and visitors can walk around it and view from all angles. The ceiling in the gallery basement lies over the house like a big mass and the visitor might get the feeling that the ceiling is invading the space of the installation. The house is covered with cuttlefish-bone spreading out onto the floor, connecting the house with the ground it is standing on. The look doesn't give away the nature of the bones that look strong and durable but are in fact delicately fragile.

Through an open door, stemming from the darkness of the house's interior comes a sound; the sound of various natural occurrences that the artist has recorded during her travels around Iceland. The visitors hear wind, waterfalls, and glacier cracking, and as they walk on the bones surrounding the house they crack, making a sound that blends with the others. The visitors have the power to affect the artwork and put their mark on the experience as well as the installation's appearance.

In a separate room, on the second floor of the gallery, are Ferioli's drawings and photographs. In the detailed and delicate drawings, Ferioli keeps her loyalty to natural elements using pencil on Japanese paper to depict plants, fish, flowers, leaves, and other things found in nature. In some of the drawings a naked and exposed human body is intertwined with the biological elements and the two share a dynamic relationship. Ferioli extends the use of nature by gluing her own red hair onto the drawings. With it she covers the faces of the humans and thus hides their identity. In that action lays a contradiction, as a person's DNA can be detected in the hair and the drawings become a game of hide-and-seek and a struggle between revealing and shielding.

In the photographs, the hair is used to form other objects that interfere with the landscape and change it. Ferioli blends herself into the nature displayed and thus becomes a part of it.

---------------------------------------------

Dal 17 ottobre al 22 novembre 2014, alla Galleria Officine dell’Immagine di Milano (via Vannucci 13) si tiene la personale di Tamara Ferioli, (Legnano, 1982) che affronta le esperienze vissute durante il suo soggiorno in Islanda e, in particolare, sull’isola Heimaey, a sud della costa.

La mostra, curata da Björg Stefánsdóttir, presenta un’installazione, disegni su tela e fotografie dell’artista milanese che indagano la relazione tra Uomo e Natura, ovvero il legame che si crea tra una persona e un luogo che l’accoglie per la prima volta ma che gli sembra di conoscere da sempre.
La stessa isola di Heimaey - letteralmente ‘Casa Isola’ - è simbolo di questa relazione: vittima, nel 1973, di un'eruzione vulcanica che ha distrutto quasi metà della città, conserva ancor oggi il calore che si sprigiona dal terreno in prossimità del vulcano e che riporta le persone a un più intimo legame con la Natura.

Nei lavori di Tamara Ferioli, il viaggio riveste una parte importante e partecipa al suo processo creativo, attraverso elementi naturali, come piante, fiori, pietre, sabbia lavica, ossa, e altri materiali biologici, come se percepisse le terre islandesi a livello psicosomatico.

Il percorso espositivo si apre con un’installazione, emotivamente ispirata dalla violenta, ma al tempo stesso rassicurante, natura islandese. Il suo peregrinare sul territorio, l’ha portata a imbattersi in una casa abbandonata che era stata invasa da un grosso masso che ne aveva modificato la conformazione, fino a farla diventare parte integrande del paesaggio. Allo stesso modo, negli ambienti della galleria, Tamara Ferioli ha ricreato questa abitazione in modo che si erga come una grande presenza, attorno alla quale si possa girare attorno.
Il soffitto sembra appoggiarsi interamente sulla casa come una grossa pietra quasi a voler dare l'impressione che voglia invaderla. La casa è, inoltre, totalmente ricoperta con ossi di seppia che si spandono fino sul pavimento.
Attraverso l’uscio fuoriescono rumori di varie presenze naturali che l'artista ha registrato durante il suo peregrinare in Islanda, come il vento, i ghiacciai che si sfaldano, l'eco di una cascata catturato all'interno della fabbrica di aringhe abbandonata di Djupavik. Inoltre, calpestando gli ossi di seppia, i visitatori potranno interagire con l'installazione e lasciare un segno tangibile del loro passaggio.

Anche nei minuziosi e delicati disegni a matita su tela, l'artista conserva il suo legame con gli elementi della Natura; in alcuni, i soggetti sono piante, pesci, fiori, foglie e altri oggetti trovati; in altri, si vede un corpo umano nudo che si relaziona con gli elementi biologici e la cui simbiosi viene accentuata dall’applicazione dei capelli rossi della stessa Ferioli. Intervento che l’artista ripropone sulle fotografie per creare nuove forme che modificano il paesaggio raffigurato.

Veniteci a trovare
dal 16 ottobre al 22 novembre 2014

Che Tempo fa

Recensioni

Caricamento...
Caricamento...
In questa zona i nostri Partner offrono: