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ILA ROSSO_ Concerto di presentazione "Secondo me i buoni" // Ven 17 ott

Officine Corsare Via Giorgio Pallavicino 35, Torino, Torino, Italia
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Venerdì 17/10 // Officine Corsare // Ore 21.30
Ila Rosso – Concerto di presentazione del nuovo album “Secondo me i buoni” (INRI)
Ingresso riservato soci ARCI – Up To You


Il balletto d'ombre che spesso si agita alle spalle dei cosiddetti “puri”, la difficoltà di progettarsi un futuro al giorno d'oggi senza impantanarsi nella Divina Inconcludenza, il profilo grottesco e allo stesso tempo profondo degli “Ultimi ubriaconi” che si incontrano lungo i viaggi/catàbasi nelle notti torinesi: tanti sono i temi che attraversano “Secondo me i Buoni”, nuovo lavoro del cantautore torinese, prodotto da INRI e in uscita il 14 ottobre.
Lo presentiamo ufficialmente venerdì 17 ottobre alle Officine Corsare con un grande live al Cubo.

ila rosso_parole e chitarra
sergio maiandi_basso
valter piatesi_batteria
gabriele montanaro_violoncello, fisarmonica, pianoforte, armonica e....strumento a sorpresa...

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Preorder esclusivo fisico e digitale su
https://inri.bandcamp.com/album/secondo-me-i-buoni

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PRESENTAZIONE DEL DISCO

‘Secondo me i buoni’ è un disco che non parla di buoni sentimenti, ma di chi cerca di fare quello che crede sia buono e utile, spesso ricercandone un proprio tornaconto. E’ un percorso alla ricerca dei ‘buoni‘, un inno che fugge dall'autocompiacimento del bene per svelarne le sfumature più intime e i risvolti più sordidi.

Lasciata la caratterizzazione quasi caricaturale dei personaggi de ‘La bellapresenza’ - disco d’esordio del cantautore torinese - Ila Rosso continua l’osservazione caustica della realtà, indagando qui con più attenzione l'interiorità. Fin dal titolo, è chiaro l'intento programmatico che accompagna tutta la tracklist: da secondo me, che sottolinea la nuova e diversa prospettiva di questo secondo lavoro, a secondo me i buoni, in cui un io narrante osserva il progredire della società e cerca di rispondere alla domanda: ‘chi sono e che senso hanno, oggi, i buoni?’.

Si comincia con ‘Canzone dei Murazzi’, che rievoca i fasti perduti dei Murazzi del Po, melting pot della vita artistica sotterranea e notturna di Torino - canzone questa che è anche il singolo di presentazione del disco e che è accompagnata da un video targato LaBlues - per passare ad una visione disincantata della miseria umana e culturale del nostro tempo in ‘Casi popolari’ e ‘Cerco l’azzurro’, fino ad arrivare alla considerazione di come sia difficile progettare oggi un futuro con il rischio di rimanere per sempre ‘Inconcludenti’, circondati da un mondo che ignora o addirittura disprezza la debolezza.

Si prende atto dello scorrere sempre uguale del tempo, ma diversificato dal ritmo dei mesi; ci si immerge nelle bettole malfamate per incontrare gli ‘Ultimi ubriaconi’ che si perdono cercando in ogni sguardo un approdo, fino a fissare lo sguardo di Dio; si indaga un mondo popolare fatto di cose piccole ma dal valore ‘eternizzante’: gesti, sentimenti e attitudini che si ripetono da tempo immemorabile e che raccontano come da sempre non ci sia mai nulla di davvero nuovo (‘la storia è sempre quella’).

Si passa poi all'ideale trittico finale - che sempre caratterizza i lavori di Ila Rosso e che racchiude in sé molti temi del disco - con ‘Galeotto e libertà’, amara riflessione sull’impossibilità di un amore corrisposto tra i due protagonisti del titolo, e i ‘Morti’, brano in cui si ritrovano la precarietà, lo scorrere del tempo, la lotta dell’uomo contro l’uomo e, infine, l’ironica considerazione che per essere sicuri di trovare ‘i buoni’ bisogna ricercarli tra i trapassati, pur con la speranza che nell’aldilà tutto ci sarà chiaro e semplice apparirà rispettare l’adagio ch’è spuma di verità: passato, presente e futuro sono già tutti qua. Il disco si conclude poi con il ‘Tango dei puri’, puro sentimento che cresce fino allo spasimo per accorgersi, forse troppo tardi, che il fiore è vivo e scappa dalla mano.

Vi sono infine due chiose finali: ‘la Canzone cafona’ diretta e inevitabile, che si impone per la sua spontaneità e il suo irridere qualsiasi dogma della società borghese - con in chiusura una chicca del rapper milanese Jacopo D'Amico (in arte Dargen D’Amico) - e la finalissima ‘rap-porto’ che mette a nudo la crudezza di una cultura che fa della competitività esasperata la sua bandiera, anche e soprattutto nei rapporti. Insomma, un mondo in cui i buoni riescono silenziosamente a sopravvivere ma in cui rischiano costantemente di essere sopraffatti.

IL TITOLO

Il titolo nasce da varie considerazioni: la prima: è il secondo disco dell’autore, la seconda: è molto personale con un ‘io narrante’ in praticamente tutte le canzoni ed ecco che diventa secondo me inoltre questo ‘io narrante’ osserva il progredire della società e cerca di rispondere alla domanda: ‘chi sono e che senso hanno, oggi, i buoni?’.

releases 14 October 2014


seguirà dj set 'buono ma non buonista' a cura di:

Luke Skywalker ( Luca Albonico 2diPicche)
e Alessandro San Drìn Derossi

Veniteci a trovare
il 17 ottobre 2014

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