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Il movimento Verticalismo compie 40 anni

Catania, Catania CT, Italia
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“A Catania, nel 1973 si costituisce un gruppo di artisti e intellettuali legati da un’ ”idea”, un sì al Verticalismo (ovvero la Via del Possibile), movimento artistico-culturale e sociale polisemico, aperto a tutte le attività umane.

Risale al 23 novembre 1974 la prima esposizione di 16 pittori e scultori, alla Gallery 71 di via Federico De Roberto 27, elevata a galleria di ‘corrente’”.

“Presenti a sostenere l’ evento, oltre a don Antonio Corsaro, molti altri aderenti al movimento: poeti, scrittori, critici, giornalisti, musicisti, registi, ricercatori…”.

Gli artisti, in quella occasione (un primo seme) liberamente si attestarono sull’ “idea” che lo spazio (l’ Universo) è verticale, vale a dire un “campo di possibilità”, e che il divenire dell’ uomo e della società in tutte le sue espressioni corrono in direzione del possibile.

(…) Non è che l’ inizio di una rivoluzione artistica, che investe l’io e il noi: lo spazio dell’ essere e della società non meno che dell’ ambiente la casa comune. E’ l’ alba di una nuova “realtà”: la Via del Possibile (la nostra malattia conclamata)”.

Teoria e prassi.
“Con il lemma Verticalismo si vuole significare un divenire di possibilità [pertanto, contrariamente a quanto registra il Dizionario, non sta per architettura gotica né per verticismo né richiama l’ asse gerarchico] e attiene a tutte le espressioni artistico-culturali non meno che socio-politiche. Muove dalla nostra corrente di pensiero filosofico-scientifica “la Via del Possibile” secondo la quale l’ Universo (spazio eterno, fisico e non solo fisico) nato dal Nulla è un puro “campo di possibilità” che sfocia, nel suo continuum di possibilità, nella vita e, in forza di un processo filogenetico, nell’ uomo (spazio biologico e dell’ io)”.

“Considerato che l’Universo e la (sua) vita si sono evoluti liberamente in quanto “campo di possibilità”, si può senza meno affermare che l’ unica verità (libera da atti, da necessità, da radici deterministiche...) è il “campo di possibilità” dominio della libertà vera.
“Dunque è la nuova concezione dello spatium (fisico, biologico e sociale) il sestante che ci istrada nell’ interlavoro io-società”.

“Da questa nuova visione del mondo muove una conoscenza “altra”, forte, che definitivamente libera dai residui di rigide formule artistiche e culturali che esaltavano verità assolute, misura di ogni azione”.

“Il nostro tamtam consiste nella teorizzazione, rappresentazione e pianificazione artistico-culturale e sociale dell’ espansione dell’ io attraverso la sovrapposizione e la disseminazione di campi di possibilità. Come dire che l’ io inserito nel sociale e nelle attività umane impara e insegna ad assurgere a “verticale” (a “possibilità”) cioè a dire ad essere in un divenire di possibilità”.

“Sul piano prettamente creativo (…) non vengono poste restrizioni per ciò che riguarda la tecnica, la forma, la sperimentazione, il contenuto... neanche per eventuali sconfinamenti in soluzioni codificate, come vuole la nostra libertà (verità) campo di possibilità (…) purché sia nettamente ravvisabile quel linguaggio originale “altro”, quel cambiamento di marcia e di direzione spaziotemporale che è proprio dell’ “opera unica” che vive e cresce in un divenire lungo “la via del possibile” (la via della bellezza dell’ io).

[Estratto dal saggio “Verticalismo, la Via del Possibile” di Salvatore Commercio, teorico e fondatore della “corrente”].

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