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Il Carnevale di Putignano

Putignano, Putignano BA, Italia
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il Carnevale di Putignano (Ba), alla 620esima edizione, in omaggio al maestro Giuseppe Verdi, è il più antico d’Europa (620esima edizione), il più lungo per durata (inizia il 26 dicembre con il rito delle “propaggini”), e una delle più importanti manifestazioni folkloristiche e culturali italiane.

Prima sfilata domenica 23 febbraio, (ultima domenica 9 marzo).

L’edizione di quest’anno è ispirata alla musica del grande maestro Giuseppe Verdi (per celebrare il bicentenario della sua nascita), le cui opere saranno il tema dei sette fantastici carri allegorici.

Sfilate carri allegorici 23 febbraio, 2-4-9 marzo 2014
Ingresso gratuito
Info: www.carnevalediputignano.it - https://www.facebook.com/carnevalediputignano
Tel 080 4911532
E-mail: info@carnevalediputignano.it

 

Il conto alla rovescia per la 620a edizione del Carnevale di Putignano è iniziato. Quest’anno si tratta di un carnevale “alto”, tanto che la prima data di sfilata dei carri allegorici è fissata per il 23 febbraio.

Dopo l’omaggio a Fellini dello scorso anno, anche per questa edizione la Fondazione Carnevale di Putignano ha deciso di dare ai carristi un tema unico su cui incentrare i loro lavori. Nell’anno del bicentenario della sua nascita, la scelta non poteva non ricadere sul più celebre compositore italiano di tutti i tempi: il parmense Giuseppe Verdi, le cui opere e melodrammi rientrano nel repertorio operistico dei teatri di tutto il mondo, e il suo tempo. Sette i carri allegorici musicali che sfileranno come sempre per le strade della città in quattro giornate intervallate dai giovedì a tema (monsignori, preti e monache, le vedove, le donne sposate, i cornuti, oltre che la Festa dell’Orso (nel giorno della Candelora, 2 febbraio), l’estrema unzione e il funerale del Carnevale.

Un coordinamento musicale, teatro di strada e installazioni urbane, rielaborazioni in chiave elettronica con giovani sound designer, Giorgio Rossi per le coreografie di danza contemporanea, queste alcune tra le novità 2014.
Tra le nuove collaborazioni segnaliamo Giovanni Tamborrino, tre le figure più originali ed eclettiche del panorama musicale italiano, pugliese doc, e Giorgio Rossi, coreografo di danza contemporanea, promotore di numerosi progetti di contaminazione tra teatro, musica e danza e esperto di teatro urbano, fondatore della storica compagnia Sosta Palmizi, geniale nelle coreografie anche per Mezzogiorno, multivideo i quattro clip di Jovanotti, e tra i danzatori scelti in Vieni via con me di Fazio e Saviano su Rai 3.
Tamborrino, che parla del nuovo Carnevale come di “un grande affresco operistico in movimento” e di “disegni sonori per Verdi”, lavora alla selezione di alcuni brani del repertorio verdiano e curerà una rielaborazione in chiave elettronica con sette giovani sound designer.

Quattro i corsi mascherati: si inizia con l’uscita dei carri dagli hangar il 23 febbraio (sfilata a partire dalle 11) e a seguire il 2 marzo, sempre in mattinata, per dare ai visitatori la possibilità di osservare e ammirare i carri che dopo le sfilate, tempo permettendo, restano in mostra lungo tutto il percorso della passeggiata. Tutto si chiude con l’ultima sfilata serale in programma per il 9 marzo.

Il Carnevale di Putignano comincia da molto prima, ecco tutte le date e da ricordare:

26 dicembre Le Propaggini
Venerdì 17 gennaio Annuncio del Carnevale (giorno di Sant.Antonio Abate)
Giovedì 23 gennaio Giovedì dei Monsignori
Giovedì 30 gennaio Giovedì dei preti e delle monache
Domenica 2 febbraio Festa dell’Orso (Candelora)
Giovedì 6 febbraio Giovedì delle vedove
Giovedì 13 febbraio Giovedì dei pazzi (o dei giovani)
Giovedì 20 febbraio Giovedì delle donne sposate
Domenica 23 febbraio Prima sfilata (ore 11.00)
Giovedì grasso 27 febbraio Giovedì dei cornuti (o degli uomini sposati)
Domenica 2 marzo seconda sfilata (ore 11.00)
Lunedì 3 marzo Estrema unzione del Carnevale
Martedì grasso 4 marzo terza sfilata (ore 19.00)
Martedì grasso 4 marzo Campana dei maccheroni (ore 22.30)
Martedì grasso 4 marzo Funerale del carnevale (ore 23.00)
Domenica 9 marzo Ultima sfilata

Altre note

Fattore M quest’anno per il Carnevale di Putignano, in Puglia, tra le eccellenze sostenute ora dal Progetto Strategico I.C.E., Innovation, Culture and Creativity for a new Economy, insieme ad altri grandi eventi come la Notte della Taranta, al Medimex, la Foicara di Novoli.
Fattore M come Musica, quella colta perché l’edizione 2014 sarà dedicata a Giuseppe Verdi nell’anniversario (l’anno scorso) della nascita. Il Carnevale pugliese 2013_14 è infatti già cominciato dal 26 dicembre scorso, giorno di Santo Stefano e, a Putignano, delle cosiddette propaggini, giornata che si trascorre tra gruppi musicali, danze e riti propiziatori per le vie del centro. Giunto alla 620a edizione, il Carnevale di Putignano – centro quasi sempre d’inverno innevato a febbraio alle porte della bella Valle d’Itria, è al suo secondo con un tema unico, dopo l’edizione scorso dedicata al cinema di Fellini.
E quest’anno viaggia forse con una marcia in più. Lo sguardo di due coordinatori particolari, cabina di regia - deus ex machina per le musiche e per la danza. Parliamo di Giovanni Tamborrino, tre le figure più originali ed eclettiche del panorama musicale italiano, pugliese doc, e Giorgio Rossi, coreografo di danza contemporanea, promotore di numerosi progetti di contaminazione tra teatro, musica e danza e esperto di teatro urbano, fondatore della storica compagnia Sosta Palmizi , geniale nelle coreografie anche per Mezzogiorno, multivideo i quattro clip di Jovanotti, e tra i danzatori scelti in Vieni via con me di Fazio e Saviano su Rai 3.
Tamborrino, che parla del nuovo Carnevale come di “un grande affresco operistico in movimento” e di “disegni sonori per Verdi”, lavora alla selezione di alcuni brani del repertorio verdiano e curerà una rielaborazione in chiave elettronica con sette giovani sound designer.

il Carnevale non è solo sfilate. Non si può mancare, infatti, ai tradizionali appuntamenti del giovedì. Dal 17 gennaio, giorno di S. Antonio Abate, a Putignano, infatti, si contano i giovedì. Sono gli appuntamenti di festa e baldoria che si svolgevano nei sottani del centro storico, con improvvisate orchestrine pronte a guidare le danze con la loro musica. Da sempre dedicati a diverse categorie sociali in un mescolarsi continuo di sacro e profano, religioso e il pagano, erano il momento più sentito del Carnevale. Feste ancora avvolte dal fascino della mitologia urbana, e dal trasporto trepidante dei racconti di coloro che in quel carnevale trovavano i pochi momenti di svago di una vita densa di ristrettezze. Erano l’occasione per tutti di travestirsi e divertirsi. Ogni giornata ha una sua storia ed una precisa identificazione con un tema diverso per portare in scena e fare satira su una particolare categoria sociale, secondo un ordine ben preciso e immutevole nel tempo.
Dopo il giovedì delle Monache (30 gennaio), il 6 febbraio sarà quello delle «Vedove», il 13 febbraio il giovedì dedicato ai «Pazzi», ovvero i giovani non ancora convolati a nozze, il 20 febbraio il giovedì delle «donne sposate» . Chiude il ciclo il giovedì 27 febbraio, quello dei «Cornuti» (gli uomini sposati).

Le radici del Carnevale di Putignano sono antichissime. Riti, ancor oggi esistenti, come la “Festa delle Propaggini”, “La Festa dell’Orso”, il “Funerale di Carnevale” hanno elementi di forte analogia con le funzioni originarie del carnevale mediterraneo: il rovesciamento dei ruoli sociali, la rottura temporanea delle regole sociali, i riti agresti propiziatori della Magna Grecia con Dioniso e Bacco. Anche il momento medioevale collegato alle origini del Carnevale putignanese, e quindi la traslazione delle reliquie di Santo Stefano, da Monopoli e Putignano sotto l’egida dei Cavalieri di Malta il 26 dicembre 1394, è ulteriore conferma di come il Carnevale di Putignano è un evento che coniuga autenticamente il binomio “Cultura e Mediterraneo”. Sul piano organizzativo e sociale, il Carnevale di Putignano è a tutti gli effetti una Festa nel senso antico del termine: un’intera comunità contribuisce in diversa misura a produrre uno spettacolo nuovo ogni anno che rinnova una tradizione antichissima e ancora vitale. Non è un caso che a Putignano il trascorrere del tempo si misura con le edizioni del Carnevale; anche per questo radicamento a Putignano non c’è pagamento di un prezzo di ingresso alla sfilata, la visione e partecipazione sono libere e il Carnevale ha la funzione della Festa intesa come salutare interruzione dei ritmi e delle regole del vivere quotidiano.

La Festa delle Propaggini, il 26 dicembre inizia il Carnevale di Putignano
Da sempre sospesa fra storia e leggenda, poesia e costume, la festa delle Propaggini rappresenta uno dei momenti di maggiore peculiarità del Carnevale di Putignano. Ancor oggi, per 6/7 ore di fila, decine di poeti dialettali si alternano sul palco della piazza cittadina per declamare versi satirici in rima contro i politici, i potenti e determinate abitudini sociali.

L'attacco diretto e sfrontato si alterna con messaggi allusivi di natura sessuale, sempre e comunque al fine di propiziare un futuro migliore. Secondo una certa tradizione letteraria, le origini della festa, primo archetipo di quello che sarebbe poi diventato il Carnevale, sarebbero legate ad un preciso evento storico, la traslazione delle reliquie di Santo Stefano. Una traslazione compiuta dall’Abbazia di Monopoli a Putignano, al fine di preservarle dai concreti rischi delle scorribande saracene.
Le connotazioni temporali, quelle dell’anno 1394, quello da cui, di fatto, si continua a scandire l’incedere delle edizioni. Secondo questa teoria, le Propaggini sarebbero sorte dal clima di festa e di trepidazione che i contadini avrebbero offerto come cornice al sopraggiungere della processione chiamata a custodire le reliquie. In quei contadini, assorti nel lavoro di piantare le viti con la tecnica delle “propaggini” (da cui l’etimologia della festa) un evento così straordinario avrebbe così suscitato un proposito di festa travolgente, destinato ad aprire un solco importante nel costume, nella tradizione, nella cultura dei tre colli putignanesi. Secondo altri studiosi, pur nella credibilità del riferimento storico della traslazione (ancora oggi conservate a Putignano, nella chiesa di Santa Maria La Greca), le radici del Carnevale affonderebbero in un’epoca ancora più remota.
Nelle pieghe degli ultimi secoli prima di Cristo, allorché Putignano era colonia della Magna Grecia e riti propiziatori verso il dio Dioniso avrebbero rappresentato il primo passo di una festa destinata ad evolversi e a mutare nel tempo. In quest’ottica, il riferimento temporale del 1394 non sarebbe l’anno zero del futuro Carnevale, quanto piuttosto il passaggio di “cristianizzazione” di una festa pagana già esistente. Una festa, cioè, levigata da tutti gli eccessi in contrasto con il concetto di morale, ma che non avrebbe dismesso le caratteristiche tipiche del carnevale, quali il gioco dei ruoli e la teatralità, il chiasso liberatorio ed il principio di insubordinazione delle classi inferiori rispetto a quelle posizionate più in alto nelle scale sociali. Una teoria questa, supportata da studi di un certo spessore, e che accentuerebbe in maniera importante l’aspetto legato all’anzianità del Carnevale di Putignano. In perfetta aderenza con i presupposti di ribaltamento dei ruoli, e in un certo senso di “ammortizzatore sociale”, la festa delle Propaggini ha conservato nei secoli le caratteristiche che da sempre le hanno dato una fisionomia specifica. Su tutte, quella di mettere in piazza i misfatti, gli episodi più controversi della vita cittadina nell’anno che la precede. Il tutto rigorosamente in versi, il tutto rigorosamente in vernacolo, sulle ali della satira ispirata di compagnie di poeti dialettali (i cosiddetti “propagginanti”) di assoluta levatura artistica. La data, quella del 26 dicembre, giorno di Santo Stefano e varo ufficiale di quello che è considerato il Carnevale più lungo del mondo.

La cartapesta, prodigio di arte e tradizione
Il fascino dei carri allegorici e delle maschere di carattere del Carnevale di Putignano poggia uno dei suoi fondamenti sull’originalità, la raffinatezza, la delicatezza delle rifiniture della cartapesta. Una cartapesta ricca di peculiarità specifiche, realizzata con un procedimento che la “scuola putignanese” ha forgiato nel tempo ed ha custodito molto gelosamente. La cartapesta si realizza modellando, plasmando con arte, strati di carta di quotidiani ammorbidita da una tradizionalissima colla di acqua e farina.

Da anni la Fabbrica dei Giganti di Carta ospita sette cantieri principali ed un ottavo destinato a carri più piccoli. Inseriti in un gioco competitivo, i maestri cartapestai, con le loro squadre, lavorano alacremente per mesi, saldando, modellando, incollando colorando. In principio l’idea è un bozzetto. Determinanti, oltre le dimensioni (e qui la sfida si fa dura, prima di tutto con i capannoni, dove a stento s’incastrano le schiene piegate di questi Gulliver pugliesi), le allegorie satiriche, le articolazioni e i movimenti, i colori, la fattura. Il bozzetto rappresenta la scommessa, il progetto, la meta verso cui tutta la squadra si orienta. Il bozzetto diventa scheletro metallico, scultura in argilla, poi forma in gesso e quindi carta su carta su carta, colla di farina e acqua, trucco – ogni maestro coltiva il suo segreto – e infine macchina per incanti. Per questo la presentazione del bozzetto non è soltanto una promessa. È un rito propiziatorio che la città aspetta: è sopratutto l’investimento di fatica e competenza che per secoli i maestri cartapestai di Putignano hanno coltivato e restituito a tutti, come un grande racconto popolare.


La maschera "Farinella", giullare e uomo di pace

Ideata negli Anni Cinquanta dal grafico Domenico Castellano, la maschera ufficiale del Carnevale di Putignano deve il proprio nome ad un cibo tipico della gastronomia locale.
Farinella, infatti, oltre al nome della maschera, è quello di un cibo del repertorio più classico della cucina putignanese. Una farina finissima, ricavata da due alimenti poveri come ceci e orzo abbrustoliti, integratore frugale di una dieta segnata in passato dalla povertà incalzante. Nell’antichità, la produzione avveniva in piccoli mortai di pietra, pronti a regalare una miscela destinata al connubio con sughi, olio o fichi freschi. Al primo Farinella, in bianco e verde, ha fatto seguito quello che ha segnato la storia più recente del repertorio carnascialesco, forgiato in una veste variopinta pronta a richiamare i colori tipici di questo angolo del Mediterraneo.

 

Enogastronomia

La campana dei Maccheroni - Festa di piazza
in collaborazione con Associazione la Zizzania
Secondo la tradizione, la sera del martedì grasso la campana della chiesa segnalava con 365 rintocchi l’ultima ora prima della fine deifesteggiamenti e l’inizio della quaresima, l’ultima possibilità per ballare, bere e mangiare in particolare maccheroni. Impossibile non coglierla.


I Sapori del carnevale di Putignano

Gustare i sapori di Puglia vuol dire assaporare olio extravergine, grano duro trasformato in pane, vino rosso e intenso, mozzarelle lavorate artigianalmente nei caseifici di paese... 

I prodotti tipici di Putignano sono fatti artigianalmente da aziende locali.
Il Carnevale è un'occasione unica per portare a casa i sapori genuini di una terra a ridosso del mare, dove antiche ricette e semplici ingredienti costituiscono ancora oggi una delle cucine più sane e gustose del Mediteranno.

Veniteci a trovare
dal 23 febbraio al 9 marzo 2014

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