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“La tigre e la manovella” al Teatro Boni

Via Torre Julia De Jacopo, Acquapendente VT, Italia
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Sabato 22 febbraio 2014 alle ore 21.00 al Teatro Boni di Acquapendente andrà in scena “La tigre e la manovella”, una commedia liberamente tratta dal romanzo di Luigi Pirandello “Quaderni di Serafino Gubbio Operatore”.

Lo spettacolo, un atto unico in sette quaderni di Antonello Ricci, è ambientato a Roma, negli anni ‘10 del XX secolo, dove il cinematografo si sta già imponendo a livello delle masse urbane con la stupefacente forza di una rivoluzione. Serafino Gubbio è operatore alla Kosmograph, casa di produzione cinematografica capitolina. Sua è la mano che gira “la manovella” evocata nel titolo: ogni giorno infatti, Serafino offre in pasto metri e metri di pellicola alla sua “macchina da presa”, un aggeggio meccanico dai tratti mostruosi, vero e proprio vampiro che si nutre succhiando vita e risputando forme-illusioni. La “macchinetta” imprigiona gli attori quali ombre evanescenti su una tela, ve li condanna espropriandoli della consistenza reale del loro corpo, esiliandoli in un limbo fantasmatico. “La tigre” è invece l’unico capro espiatorio destinato a morire di morte “vera” sul set della quotidiana farsa cinematografica: ma innocente e sensuale com’è, quindi feroce come la vita stessa, sarà proprio essa a rimettere in discussione il destino di tutti gli altri personaggi.

Nell’anno in cui una nuova rivoluzione, quella del digitale, sta per mandare definitivamente in soffitta la pellicola delle origini eroiche del cinema, “La tigre e la manovella” porta in scena una favola umoristica consacrata all’epica del muto: una caustica critica alla disumanizzazione indotta dalla modernità e veicolata dalla progressiva meccanizzazione della vita quotidiana.

La regia dello spettacolo è di Pietro Benedetti e Antonello Ricci; consulenza scenografie e realizzazione del “grosso ragno nero in agguato sul suo treppiedi” sono del Liceo Artistico Orvieto; video arte di Davide Boninsegna Real Dreams production.

Pietro Benedetti interpreta il ruolo di Serafino Gubbio il quale, ormai muto a seguito del tragico epilogo della vicenda, siede allo scrittoio fissandone nei suoi “quaderni” una vera e propria memoria critica. Come in una seduta spiritica, egli rievoca e impersona tutti i personaggi e il loro dramma, portandoli in scena uno dopo l’altro.

Il prezzo del biglietto è 12,00 euro intero e 10,00 euro ridotto.

Veniteci a trovare
il 22 febbraio 2014

Info

info@teatroboni.it

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